Spiderman: piace al pubblico ma non alla critica

Il musical Spider-Man: Turn Off The Dark ha ricevuto in questi ultimi giorni alcune nominations per i Tony Awards (gli “Oscar” del teatro americano) e per i Broadway.com Audience Choise Awards (premi decisi interamente dai voti del pubblico tramite internet). I premi suddetti verranno assegnati rispettivamente il 10 giugno (la cerimonia verrà trasmessa dalla tv americana CBS) ed il 13 maggio prossimi.

Ecco nel dettaglio le nominations ricevute dal musical

Tony Awards:

George Tsypin (Best Scenic Design Of A Musical)
Eiko Ishioka (Best Costume Design Of A Musical)

Broadway.com Audience Choice Awards:

- Jennifer Damiano (miglior attrice in un musical)
- Patrick Page (miglior performance comica-divertente)
- Reeve Carney (miglior rivelazione)
- A Freak Like Me Needs Company (miglior canzone)

Le due nominations “minori” ottenute per i Tony Awards confermano che lo spettacolo continua a non piacere a gran parte della critica e degli addetti ai lavori nonostante il buon successo di pubblico. A questo proposito ecco cosa ha dichiarato Rick Miramontez, portavoce del musical: “Anche senza nomination per il miglior spettacolo musicale vi possiamo assicurare che il pubblico di questa settimana apprezzerà lo show tanto quanto quello di quella precedente”. Da notare infine anche l’assenza di nominations ai Tony Awards per le musiche dello show curate da Bono e The Edge che sono rappresentate solamente dalla canzone “A Freak Like Me Needs Company” in corsa per il premio di ‘miglior canzone’ agli Audience Best Choice Awards.

Qui potete trovare le liste complete delle nominations delle due manifestazioni:

- Tony Awards – Nominations 2012
- Broadway.com Best Audience Choice Awards – Nominations 2012 (è possibile votare online tramite questo link fino al 13 maggio)

Fonte | U2achtung

U2 1978-1981: una mostra fotografica a Dublino

La prossima settimana una selezione di rare fotografie degli U2 sarà in mostra al Little Museum di Dublino. Queste immagini, mai esposte prima, ben rappresentano una band di adolescenti sul punto di dominare il mondo. ‘U2 1978-1981′ sarà aperta da Paul McGuinness giovedi 10 maggio e durerà fino al 2 settembre 2012.

Ecco alcune foto in anteprima, presentate dall’Irish Times con il commento del fotografo Patrick Brocklebank

12 febbraio 1979-In questa foto si può notare come Guggi abbia posato al posto di Larry. Mi era stato detto che Larry non poteva essere presente. Successivamente Larry disse che non sapeva nulla del servizio fotografico. In quel periodo Larry era sul punto di abbandonare la band, aveva avuto un’offerta di lavoro per una compagnia petrolifera. Suo padre una volta spunto durante una session di registrazione sostenendo che la scuola era più importante..se solo avesse saputo

Bono e The Edge fanno finta di portare via degli estintori dal Trinity. Tre della band dopo questa session si recarono a Pizzaland in Grafton Street. Quello stesso giorno una band rivale degli U2, The Vipers, diede il suo addio alle scene con uno spettacolo al McGonagle

Bono posa su un blocco mostrando i famosi “Stivali di Bono” così come erano conosciuti in città. Avevano tacchi molto alti per un uomo!

In questa foto Bono e Guggi davanti a un dipinto di Robert Ballagh, che era esposto al Trinity College fino a poco tempo fa. Guggi fa finta di ‘svuotarsi’ e Bono si sta prendendo qualche libertà di troppo con la signora

24 febbraio 1979- In questa foto la band con Hot Press che ha sostenuto e pubblicizzato mediaticamente gli U2, a cui la prima intervista è stata fatta a Glansvin un pomeriggio di un sabato triste. In primo piano il compianto Bill Graham che conduce l’intervista

Fonte: Irish times

Toast to freedom per celebrare 50 anni di Amnesty International

Toast to freedom è una canzone a cui hanno contribuito più di 50 artisti per celebrare i 50 anni di attività di Amnesty International
L’idea è partita da Carl Carlton, un sostenitore di lunga data di Amnesty International, che ha collaborato con l’imprenditore Jochen Wilms e il fondatore di Art for Amnesty, Bill Shipsey, collaboratore di lunga data con gli U2 nel loro lavoro con l’organizzazione che lotta per la difesa dei diritti umani in tutto il mondo.
Il brano, pubblicato in coincidenza con la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, è disponibile per l’acquisto on-line su iTunes, l’intero ricavato sarà devoluto ad Amnesty International.

A proposito della collaborazione tra gli U2 e Amnesty international vogliamo ricordarvi Il minitour Conspiracy of Hope del 1986 cui anche gli U2 parteciparono, proprio a sostegno di Amnesty: sei concerti in 12 giorni, attraversando gli Stati Uniti da San Francisco a New York, per celebrare il 25 ° anniversario di Amnesty International, il Conspiracy Tour è stato soprattutto il tentativo più grande e più audace di Amnesty di entrare nella coscienza americana e a ben vedere se l’effetto del tour è stato quello di triplicare le adesioni ad Amnesty nel giro di poche settimane, e raccogliere 3 milioni di dollari per le casse dell’organizzazione, ha funzionato.

Per gli U2 il tour ha rappresentato la possibilità di sostenere un’organizzazione importante per la band, ma anche la loro occasione per cementare il gruppo dopo il Live-Aid e preparare il terreno per The Joshua Tree che sarebbe uscito meno di un anno dopo.
Di seguito il video del concerto tenutosi al Giants Stadium, New Jersey, il 15 giugno 1986

Join Amnesty International

Fonte: u2.com

LIVE: Rock d’annata al J.B. Scott’s!

Il J.B. Scott’s di Albany, NY.

Sabato 5 maggio ad Albany si terrà una “reunion” molto particolare per ricordare il J.B. Scott’s, uno dei locali storici della cittadina americana che ha visto esibirsi sul proprio palco molti grandi artisti trai quali gli U2.

Il J.B. Scott’s non era bello, ma era la discoteca di Albany, città di 100mila abitanti nella valle dell’Hudson, a circa 200 km da New York e nello Stato di NY. Venne ricavato da un vecchio negozio di S&H Green Stamp al 321 di Central Ave.

Da quando aprì nell’aprile del 1979 a quando venne distrutto da un incendio nel luglio del 1982, il J.B. Scott’s ha rappresentato un ‘who’s who’ del rock, un locale molto importante per la musica rock. Qualche anno dopo (1985) gli stessi proprietari decisero di aprire un nuovo club poco distante da lì che prese il nome di J.B.’s Theater.

I Ramones hanno suonato lì cinque/sei volte, John Mellencamp ci ha suonato quando ancora era Johnny Cougar ed i Blotto (band di Albany) almeno 40 volte. Anche i Pretenders furono piu’ volte ospiti del JB.

Doug Jacobs, uno degli ex-proprietari, racconta che i Pretenders suonarono un lunedì invernale nel quale nevicò tantissimo, ma il locale nonostante tutto era pienissimo. Ricorda come Chrissie Hynde, leader della band, si rotolò sulla neve alle 3 del mattino su Central Avenue.

I Pretenders

Il J.B. Scott’s poteva ospitare solo 900 persone ed il “palcoscenico offriva al pubblico una visuale migliore che in altri club”, dice Haymes,il cantante dei Blotto. “La maggior parte dei locali piazzano il palco in fondo alla sala, davanti ad una parte di muro molto piccola. Al J.B. Scott’s entravi e trovavi il palco proprio davanti alla lunga parete alla tua destra. Questo posizionamento permetteva a più persone di essere vicine al palco e di sentirsi parte dello spettacolo”.

I Blotto registrarono proprio in questo locale le riprese dal vivo del video della loro ‘I Wanna Be a Lifeguard’ e, ricorda ancora Haymes, “Bono indossa una t-shirt del J.B. Scott’s nel video degli U2 di ‘Gloria’ del 1981”. (guardate attentamente il video trai secondi 18-20 ed al minuto 2:57 e potrete notare il logo del locale sulla maglietta nera di Bono)

Proprio gli U2 hanno suonato al J.B. Scott’s per tre volte sempre nel 1981 e precisamente il 5 marzo ed il 23 maggio (per l’ultima parte del tour di Boy) ed il 13 novembre, prima data Usa dell’October Tour. Purtroppo non si hanno informazioni certe sulle canzoni eseguite durante i concerti di marzo e di maggio ma conosciamo la setlist del concerto del 13 novembre:

Gloria, Another Time Another Place, I Threw a Brick Through a Window, An Cat Dubh, Into The Heart, Rejoice, The Cry / The Electric Co., I Fall Down, October, Stories For Boys, I Will Follow, Twilight, Out of Control, Fire, 11 O’Clock Tick Tock, The Ocean, I Will Follow (2), Twilight.

Gli U2 durante uno dei loro concerti al J.B. Scott’s – Foto di Dave Suarez

La reunion di sabato si terrà alla Michael’s Banquet House. Suoneranno 8 band locali, tra cui i Blotto, a partire dalle 6 di sera, perché, dice Doug Jacobs “alle 10 di solito mi addormento”.
Jacobs, 67 anni, dovrà rimanere alzato fino a tardi perché la musica è destinata a continuare almeno fino a mezzanotte. Anche se Jacobs, che vive a Ballston ed ha suonato in una band prima di aprire il night club, si descrive come un musicista vecchia scuola, e dice di non gradire tutta questa nuova tecnologia, l’impulso della reunion è venuto da quella meraviglia di social network che è Facebook.

Tutto è iniziato quando Birbiglia (co-proprietario) ha creato una pagina Facebook in ricordo del club nel 2009. Dice poi Jacobs: “Abbiamo deciso di farlo prima che fosse troppo tardi e non ci fosse più nessuno che volesse festeggiare”.

Sono state già inserite nel programma della serata sette band locali che hanno suonato in passato al J.B. Scott’s più un’ottava di cui fa parte Alison, la figlia di Jacobs, che in un certo senso è cresciuta in quel locale anche senza averci mai suonato.

Altri musicisti che si sono esibiti nel locale: Bryan Adams, B-52, The Band, Pat Benatar, Chick Corea, David Crosby, Tim Curry, Di Meola, John Lee Hooker, Iggy Pop, Judas Priest, John McLaughlin, Meat loaf, Pat Metheny, Annie Lennox, Thin Lizzy, Plasmatic, Squeeze, Stevie Ray Vaughan, Edgar Winter e Johnny Winter.

Vi segnaliamo la pagina facebook dedicata al J.B. Scott’s dove potrete trovare molte foto degli artisti che hanno suonato nel locale: JB Scotts Rock’n Roll in Albany

E se volete rivivere l’atmosfera del concerto del 13 novembre 1981 ed il tour di October vi segnaliamo la registrazione audio ‘soundboard’ della serata su U2Torrents:
U2 – Albany, J.B. Scott’s – 13 Novembre 1981 – Soundboard – AUDIO

Grazie a Massimo per la collaborazione!

Fonte | Times Union – Foto di Dave Suarez

Metti una sera al pub: il racconto di una fan che ha incontrato Bono

Vi proponiamo di seguito il racconto entusiasta di una fan tedesca, Katrin, che ha incontrato Bono a Dublino il 20 aprile, e che ci ha gentilmente autorizzato a pubblicare la sua storia tradotta in italiano.
La traduzione è della nostra Eleonora, che ringraziamo.

Era già il secondo giorno che Sandra, Anne ed io trascorrevamo a Dublino. Era ‘una giornata di sole, sembrava promettente!
Avevamo appuntamento con Bonnie. Bonnie è un’amica della Florida. Il 20 Aprile è arrivata a Dublino. Durante la vacanza a Dublino avrebbe alloggiato in un bellissimo Bed & Breakfast a Killiney.
Come già detto, ci siamo incontrati con Bonnie tra le 11,00 e le 12.00 al Clarence.
La gioia nel rivederci è stata naturalmente enorme. Bonnie era stanca morta e ha dovuto lottare con il jet lag.
Tuttavia, abbiamo trascorso diverse ore tra Temple Bar, gli studi dei nostri eroi … in un paio di pub per un drink e qualcosa da mangiare.
Alla fine abbiamo deciso di andare insieme a Killiney. Bonnie aveva un disperato bisogno del suo letto.

Ora credo sia superfluo dirvi chi vive a Killiney …

Ad un certo punto, erano circa le 16:15 /16.30, siamo arrivati a Killiney.
Ancora una volta eravamo davanti alla sacra porta che conduce al regno dei cieli: al nostro eroe Bono!
Eravamo lì a parlare di possibili incontri e sogni …
Improvvisamente arrivano due giovani donne provenienti da Dalkey. Erano molto eccitate. Ci hanno raccontato di avere incontrato Bono. Sì …. il nostro eroe. Hanno incontrato Bono nel paese accanto … Dalkey!
Le ragazze erano molto cordiali, e ci hanno detto che dovevamo necessariamente andare a Dalkey per incontrare Bono!
Dovevamo cogliere questa opportunità. Incredibile quanto le due ragazze fossero gentili.
Bonnie sembrava dannatamente stanca. Ha detto: “.. dovete cogliere questa opportunità – andate a Dalkey, io ho bisogno di dormire o cadrò a terra…”!
Una di loro ci gridò: “Se incontrate il nostro eroe, dategli un grande abbraccio da parte mia!”
Sandra, Anne e io allora siamo partite in direzione Dalkey in cerca di fortuna. Un sogno incredibilmente grande finalmente stava per avverarsi!
Abbiamo camminato per pochi metri. Poi per scherzare ho alzato il pollice per fermare una macchina. Doveva essere uno scherzo…
Ci è voluto meno di un minuto, ed una macchina con due anziani si è fermata.
La signora ci ha chiesto dove volessimo andare. Abbiamo risposto loro che stavamo andando a Dalkey. La coppia di anziani – incredibilmente – ci ha portato a Dalkey. Abbiamo fatto una bella chiacchierata con i due signori!

Una cosa che si deve sempre dire degli irlandesi: sono incredibilmente disponibili, molto cordiali e molto affabili!

Era poco prima delle 17,00…

Eravamo a Dalkey. Siamo rimasti fuori dal pub. Un minuto, e quelli successivi sarebbero cambiati.
Eravamo fuori dal pub cercando di capire come avremmo reagito se Bono fosse stato in quel pub. Saremmo sicuramente rimasti tranquilli e rilassati …
Beh … la realtà è che tutte le ipotesi sarebbero finite “a mare” nel caso il sogno si fosse realizzato.
Il pub ha 2 ingressi. Abbiamo optato per l’ingresso posteriore. “prendere il cavallo da dietro” come si suol dire …!
Così siamo andati sul retro del pub. Sembravamo davvero sicuri di noi stessi.
Anne ha aperto la strada andando per prima, seguita da Sandra e poi da me!
Siamo passati davanti una parete di vetro. Alle sue spalle erano sedute un paio di persone, ma non si vedeva benissimo.
Abbiamo camminato oltre.
Mi sono voltata e l’ho visto, BONO!
Lo sussurrai a Sandra ma lei non si girò perché non mi credeva! Anne invece mi ha creduto. Per un momento siamo rimasti senza parole. Lui era seduto lì … il nostro eroe, Bono. Proprio così! In veste privata con un bicchiere di Guinness davanti a sé.
In tasca avevo un libro con i miei disegni e la mia personale storia uduica. Volevo dare il mio libro a Bono. Non importava quanto a lungo avrei dovuto aspettare …. l’ho sempre portato in tasca! Non si sa mai!
Ora, questo momento stava forse per arrivare? Incredibile!
Ci sono voluti secondi. Per me – mentre certamente per Anna e Sandra il tempo passava al rallentatore. Le mie ginocchia erano come il burro … oh Dio!
Comunque, ho fatto cenno a Bono che avrei voluto mostrargli una cosa. Bono ci ha fatto segno di andare da lui. Al suo tavolo. Era seduto con alcuni amici.
Anne, Sandra ed io eravamo dannatamente timide … non osavamo fare neppure un passo per raggiungere Bono.
Ma poi Bono si è alzato. Siamo andati allora verso di lui. Ha chiesto i nostri nomi e da dove venissimo.

Un ragazzo incredibilmente bello e maledetto. Ah questo Bono!
E poi è arrivato il momento più importante per me: ho potuto dare a Bono il mio libro. Lo ha guardato e ha detto: “Questo è davvero per me?”
Non ricordo più cosa ho detto balbettando. So solo, che ho detto in inglese: “Ho ginocchia”! in realtà volevo dire che mi cedevano le ginocchia! Gli amici di Bono devono aver riso.
Anna e Sandra erano in piedi accanto a me … e sono sicura che come me … gli cedevano le ginocchia.
Ho chiesto a Bono di posare per una foto con noi 3! Ha detto: “Qui, non è possibile a causa delle regole del pub …”! Ho detto che noi le avremmo rispettate dunque.
Ma Bono ha guardato di nuovo nel mio … ora suo libro e poi ha detto: “Ok …. andiamo fuori”.
Eravamo senza parole. Anne ed io ci siamo scusati con gli amici di Bono per aver portato “disordine”. Ma tutti hanno reagito così bene, in modo così incredibilmente cordiale. Penso che chiunque diventi amico di Bono o lavori con lui, debba essere amichevole! Così come è lui!
Così siamo usciti per scattare una foto con il nostro eroe. Bono – il perfetto gentiluomo – ci ha tenuto la porta aperta. Poco dopo è arrivata un’amica di Bono. Ha preso la mia macchina fotografica e ha detto: “… faccio io la foto”! Incredibilmente facile!
Così siamo rimaste lì – Sandra, Anne ed io – con il nostro eroe, Bono!
Un momento incredibile. Così perfetto … così bello!
Prima di rientrare Bono mi ha chiesto se avessi effettivamente realizzato personalmente i disegni. Gli ho detto: “Bono, tu sei la mia ispirazione per i miei disegni e le mie fotografie!”
Grazie ad Anne so che Bono poi ha preso la mia mano e l’ha portata sul suo volto per una carezza.

Ringrazio molto Anne per avermelo ricordato. Non ricordavo davvero.
Bono ci ha salutate ed è tornato nel pub. Noi siamo rimaste lì ancora un po’. Dovevamo capire cosa fosse appena successo.
Indescrivibile.
Alla fine abbiamo deciso di bere una birra nel pub. Ne avevamo un disperato bisogno!
Abbiamo usato di nuovo l’entrata posteriore per non sembrare invadenti.
E abbiamo anche preso posto vicino alla porta. Ci siamo sedute lì e ancora non riuscivamo a credere alla nostra fortuna!
Alla mia sinistra sedeva Sandra, di fronte a me con una vista sul pub Anne. Io ero seduta con le spalle al pub. Alla fine, Anne ha detto: “Oh Dio, è in arrivo”! Non ci potevamo credere, con le due mani ha afferrato le mie spalle. Erano le mani di Bono! Ci ha detto qualcosa del tipo: “siete ancora qui,” e ridendo… è andato in bagno!
Quando è tornato, Bono ci ha fatto il suo famoso “segno della pace”. Mentre tornava al suo tavolo ci disse (3 donne) di avere cura di noi. Bono è così bello visto da dietro … dio!
Questa è la nostra piccola grande storia ancora… vissuta realmente da Sandra, Anne e Kate …

Oh … a proposito: non siamo state in grado di registrare il profumo Bono. Tutti vogliono saperlo, io stessa, ma in un momento come questo … penso che il cervello viaggi da solo.
Sono sicura che Bono profuma dannatamente di buono!

Se hai un sogno, sognalo. E credi nei tuoi sogni! Alla fine, le cose più incredibili accadono quando meno le si aspetta! Proprio in quel momento!

- Katrin –

[VIDEO] – Inedita versione acustica di Original Of The Species da Starbucks

Come annunciato in una precedente news Bono e The Edge hanno preso parte con una versione acustica di Original of the species al progetto Every Mother Counts.
La compilation è da ieri, e fino al 31 dicembre , disponibile in USA oltre che negli Starbucks che aderiscono all’iniziativa anche nello Store Starbucks.

UPDATE: vi proponiamo l’audio di Original of the Species presente nella compilation (grazie Mek)

Fonte: everymothercounts.org

Gli U2 rendono omaggio a Louis le Brocquy

Il presidente Michael D Higgins, Bono e The Edge con le rispettive mogli, hanno preso parte al funerale dell’artista irlandese Louis le Brocquy, morto questa settimana all’età di 95 anni. La cerimonia ha avuto luogo nella cattedrale di St. Patrick a Dublino ieri 28 aprile 2012.

In una nota ufficiale su U2.com l’intera band aveva comunicato il proprio cordoglio per questa perdita nel panorama artistico irlandese e internazionale, “dal momento in cui l’abbiamo incontrato ad un evento Amnesty International nel 1984, la nostra band ha avuto un rapporto particolare e intimo con questo gigante dell’arte nel mondo .. eravamo fans ma lui ci ha chiamati amici..Il pittore che come fossimo degli adolescenti ci ha tolto il respiro allo stesso modo di Patti Smith e Bob Dylan, se n’è andato, ma la luce che resta di lui grazie alle sue opere ci affrancherà un pò del dolore di questa grande perdita..

Nato a Dublino nel 1916, Louis Le Brocquy ha avuto grandi riconoscimenti grazie ai suoi ritratti suggestivi di grandi figure letterarie, ma anche di amici e colleghi artisti tra cui WB Yeats e James Joyce, Samuel Beckett, Francis Bacon, Seamus Heaney e Bono.

Fonte: U2.com

Bono coinvolto in una disputa legale

Bono è stato trascinato in tribunale a causa di una disputa sulla vendita del lussuoso Hotel Savoy di Londra.

Il caso nasce nel 2004, qundo Bono è stato invitato, dal suo amico di lunga data McKillen ed il suo socio d’affari Quinlan, ad incontrare il principe saudita Al-Waleed Bin Talal su uno yacht di lusso nel sud della Francia per discutere l’acquisto dell’hotel.

Ora la disputa riguarderebbe gli stessi McKillen e Quinlan che si starebbero fronteggiando in tribunale a Londra. Quinlan avrebbe detto alla corte che un membro della famiglia reale saudita, il principe Al-Waleed, avrebbe accettato nel 2004 di pagare più di $300 milioni per il Savoy, uno dei quattro hotel acquistati da un gruppo di investitori guidato dallo stesso Quinlan.

Inoltre, sarebbe stato proprio Quinlan a fare il nome di Bono:

Ricordo che ero accanto a Principe Al-Waleed e Bono si sedette accanto a me. Mr McKillen si accomodò all’altra estremità della barca e non contribuì alla discussione

aggiungendo inoltre che Bono, Edge e McKillen avrebbero cercato di coinvolgerlo nei progetti di ristrutturazione del Clarence Hotel di Dublino (proprietà dei membri degli U2).

Per maggiori informazioni sul caso: U2France e Irishcentral.com

The Joshua Tree Tour Experience: Roma 1987 by Max e Maurizio

Proseguiamo il nostro cammino attraverso le esperienze dirette di chi è stato presente ai concerti del Joshua Tree Tour iniziato con le date di Modena 1987. Oggi parliamo del concerto dello Stadio Flaminio a Roma del 27 maggio 1987…terremoto a Roma…earthquake in Rome! Ci guidano lungo questo percorso Max e Maurizio che ringraziamo per aver condiviso i loro ricordi, foto ed articoli di giornale di quel periodo. Se volete partecipare anche voi a questa iniziativa e parlarci di come avete vissuto i concerti del Joshua Tree Tour o far crescere le raccolte di foto di quegli show potete scriverci al seguente indirizzo email: joshuatree@u2place.org oppure partecipare alla discussione dedicata sul nostro forum: JT Tour Experience – U2place.com Forum – Roma 1987

ROMA 1987 – Rassegna Stampa – U2place.com – [CLICCA PER VISUALIZZARE E SCARICARE GLI ARTICOLI DI GIORNALE IN FORMATO PDF]

Prima di lasciarvi ai racconti vi proponiamo alcuni video tra cui uno speciale televisivo trasmesso dalla RAI contenente un’intervista alla band effettuata dopo il concerto ed una “chiacchierata” tra Bono e Ron Wood:

I Will Follow


Speciale TV – Roma 87 – Parte 1


Speciale TV – Roma 87 – Parte 2

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RIASCOLTANDO QUEL BOOTLEG IN VINILE (Bravox)

Chiuso nella riservatezza e nel silenzio della mia stanza, rispolvero un disco lasciato troppo tempo in una parte remota e dimenticata del mio cervello in questa epoca digitale.
La sua copertina, le foto, i ritagli dei giornali e delle riviste che avevo con tanta pazienza e volontà cercato e custodito al suo interno, il profumo del vinile, rievocano in me emozioni che avevo dimenticato. Accendo nostalgicamente il giradischi, parte la musica ed inizia in me un tuffo nel passato; quanti bei ricordi riascoltando quel bootleg…

Venivo dal calore del “fuoco indimenticabile”, un’atmosfera eterea che mi aveva coinvolto appieno con quei suoni avvolgenti e mistici. Un album così particolare in un periodo per me di ricerca di nuove sensazioni musicali dopo l’era dei “mostri sacri” del rock come Queen, Deep Purple, Genesis, Pink Floyd.

Gli U2 mi colpirono subito con quello strano stile di suonare la chitarra di Edge e soprattutto con il modo di cantare di quel ragazzino di Bonovox capace di cambiare tonalità più volte all’interno di una stessa canzone e di fomentare le folle arrampicandosi sui tralicci durante i concerti. La loro freschezza e innovazione in quell’epoca di cambiamenti mi aveva totalmente rapito. Con The Unforgettable Fire e l’avvento di Brian Eno e Daniel Lanois mi sorprese il loro cambio di musicalità che, non lo nego, mi fece inizialmente barcollare. Ma fu proprio il loro essere camaleontici, il non adagiarsi mai sugli allori ed intraprendere nuove strade, come poi avverrà anche in futuro, a fare crescere in me un amore sempre più profondo nei loro confronti. Altro disco e altro cambiamento. Correva il tempo dell’albero di Josuè, era l’anno del signore 1987, nuove strade e nuovi orizzonti da percorrere, stavolta quelli americani.

Mi chiesi subito se l’influenza di quello stile a me non molto congeniale avrebbe potuto intaccare il mio nuovo amore musicale, ma fortunatamente durò solo l’attimo di porre il vinile sul piatto e far partire quel capolavoro di “Streets” che tutti i miei dubbi si dissolsero come d’incanto.

Iniziò così l’era di Joshua Tree, di quell’alberello che pur crescendo nel deserto avrebbe dato i suoi frutti (e che frutti) che tuttora ci sfamano.Ricordo ancora la gioia immensa che mi pervase quando venni a conoscenza che i miei (nostri) quattro paladini sarebbero venuti a suonare di nuovo in Italia e avrebbero iniziato la leg europea del tour proprio quì a Roma in casa mia!
Naturalmente l’occasione era di quelle da non perdere assolutamente, perciò mi buttai subito alla ricerca di notizie più approfondite assieme ad un mio amico che me li aveva fatti conoscere qualche anno prima (e che ancora ringrazio). All’epoca, internet era quasi un’utopia perciò occorreva farsi in quattro per sapere qualcosa in più. Girammo in lungo ed in largo per le ricevitorie e comprammo tutti i giornali specializzati ed alla fine riuscimmo a venire a conoscenza di un numero di telefono dove ricevere le informazioni tanto agognate. Una volta conosciuta la data del concerto e dove avrebbero messo in vendita i biglietti non ci mancava che sapere quando poter acquistare questi ultimi. Comprato il biglietto, iniziò la spasmodica ed impaziente attesa del giorno dell’ evento; il 27 Maggio del 1987! Capirete sicuramente come trascorsi quel “lunghissimo” tempo; tra l’ascoltare le loro canzoni e scambiare opinioni su come sarebbe stato il concerto e quali canzoni avrebbero suonato e quelle che speravo di ascoltare.

Allora per avere un’idea approssimativa della scaletta dovetti aspettare con impazienza il primo concerto del tour che si svolse a Tempe in Arizona e cercare in edicola qualche giornale o rivista del settore che recensiva tale data. Fu così anche per le date successive, una ricerca affannosa che portò a scarsi risultati visto la difficoltà di reperire tali informazioni.
Un’ansia infinita, (poi ripagata alla grande) che sembrava non terminare mai ed aumentare con l’approssimarsi del mio primo loro concerto.

Poi, finalmente, ecco il giorno tanto atteso. Ricordo che ero come in trance; avevo già da tempo preso quel giorno di ferie al lavoro; e mi incamminai verso lo stadio flaminio con il mio biglietto ben custodito nel portafoglio (avevo una paura matta di perderlo). Non avevo portato con me ne binocoli ne tantomeno registratorini e macchine fotografiche; volevo godermi appieno il mio primo concerto; urlare, saltare, cantare, perdermi nella folla esultante, essere un tutt’uno con Bono con Larry con Adam e con The Edge, tanto ero convinto che avrei trovato subito o quasi il bootleg del concerto.

Arrivai davanti ai cancelli verso le due del pomeriggio, c’era ressa ma nulla a confronto con gli accampamenti di oggi o perfino con lo ZooTV Tour. Riuscii ad entrare relativamente presto e a piazzarmi sul prato leggermente a sinistra guardando il palco (lato Edge) ad una trentina di metri di distanza. Ricordo le prime ore di attesa col sole che picchiava e gli spruzzi d’acqua per rinfrescarsi; ecco forse quello è stato il momento in cui avrei voluto che il tempo scorresse più in fretta. Poi l’imbrunire finalmente; i gruppi spalla che iniziano a suonare fra i quali ricordo distintamente Chris Hynde ed i Pretenders ed io che mi chiedevo perchè seppur abbastanza famosi facevano da “guest star”. La folla inizia a chiamare fuori gli U2, ormai è giunta l’ora; il telone che si apre, il Joshua tree sullo sfondo, la penombra, le prime note di “Streets” che iniziano, Bono incomincia a cantare, il delirio e poi…..l’oblio.

Le canzoni si susseguono una dopo l’altra ma solo ora, a distanza di tempo, mi rendo conto di avere avuto la fortuna di ascoltare tre perle rare quali “Trip Trough Your Wires” (mai più eseguita dopo la fine del tour), “Exit” (eseguita solo un’altra volta durante il Lovetown Tour) e “In Gods Country” (suonata solamente in altre sette occasioni tra il Lovetown Tour e l’Elevation Tour).
Prima di “I Still Haven’t Found” Bono infiamma lo stadio: “Questo posto è grande…ma noi e voi…siamo più grandi!”. Vi lascio immaginare la reazione di tutti noi. L’esecuzione di “Bullet The Blu Sky” è scarna e tirata al massimo. Man mano che le canzoni scorrono anche la mia voce viene fuori dalla bocca come da un torrente in piena. Le canto tutte, indistintamente, senza saltarne una, per poi accorgermi solamente il giorno dopo di essere diventato afono.

In un momento e in un crescendo assordante, tutto lo stadio si mette a battere con i piedi sul cemento delle tribune fino a fare un rumore così roboante associato ad una vibrazione tremenda da far pensare ad un violentissimo terremoto. Poi quando Bono, dopo “Sunday bloody Sunday”, si scusò per la sua voce non al meglio quella sera, raccontando che un dottore gli aveva detto di non temere perché il pubblico di Roma avrebbe cantato per lui, ci fu l’apoteosi che si inghiottì la successiva “Help” e di seguito quel gioiello che può essere solamente una canzone come “Bad”. Pian piano senza accorgermi, la serata stava giungendo al termine. La band rientra per l’encore regalandoci probabilmente la più bella “With Or Without You” dell’intero tour con uno stupendo snippet di “Shine Like Stars” e quando alla fine di “40″ io e tutto lo stadio intonavamo “how long to sing this song” e le luci si andavano spegnendo, ebbi la consapevolezza che, come al solito, l’evento di per se stesso è l’apice di tutto ma è l’attesa quella che poi ti rende tutto più bello.

Tornai a casa con indosso una maglietta comprata per l’occasione che ancora oggi tengo a mò di cimelio, strafelice per tutte le sensazioni stupende che quei quattro irlandesi (come mi aspettavo) avevano saputo darmi e mi addormentai ancora più felice pensando che tutte le emozioni vissute in quella magica serata le avrei rivissute ogni qualvolta avrei voluto…riascoltando quel bootleg in vinile.

Maurizio (Bravox)

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QUESTO POSTO E’ GRANDE…MA NOI E VOI SIAMO PIU’ GRANDI…. (Maxevivi)

Sono passati piu’ di due anni da quando ho visto inconsapevolmente LA LUCE . Inconsapevolmente, perché essere trascinato a 16 anni “dagli amici piu’ grandi” fino a Milano a vedere un gruppo rock dublinese conoscendone solo un paio di pezzi, nel 1985 non era molto consueto. Di ritorno dal Palatenda di Lampugnano mi affrettai a farmi una copia della musicassetta C90 con il Fuoco Indimenticabile su un lato e Sotto il Cielo Rosso Sangue sull’altro. Nastro Consumato!!! Quindi spasmodica ricerca del Bambino, Ottobre ed il bambino, ormai cresciuto, con l’elmetto. Amore al primo ascolto!!!

In quel periodo non esistevano Internet e U2place, in tv si parlava solo di Duran Duran e Spandau Ballet, e per sapere le news sui nostri amati aspettavamo l’uscita della rivista Mucchio Selvaggio e con ansia l’arrivo della Fanzine FIRE, (alla quale io e i miei compagni di liceo ci eravamo abbonati) antesignana degli attuali siti Internet dedicati alla band, che fino alla primavera inoltrata del 1987 veniva confezionata con fotocopie, rilegatura a mano e tanto amore…bei tempi! A febbraio 1987 arrivò il numero speciale che preannunciava l’uscita dell’ Albero di Giosuè ed un imminente tour europeo negli stadi. Il pomeriggio dell’uscita dell’ album, appena usciti dal liceo, ci precipitammo dal nostro negoziante di dischi di fiducia, il mitico Rock & Folk di Torino , per acquistare la nostra copia e per chiedere informazioni sui biglietti dei concerti italiani. Mentre la puntina del giradischi consumava i solchi dell’Albero, restavano da convincere i genitori a darci il permesso per il viaggio…spiegando che, tutto sommato, la promozione scolastica era abbastanza acquisita, ma soprattutto preventivare un periodo di vita “monastica” al fine di risparmiare sulla paghetta settimanale e poterci pagare le spese per treno e biglietti.

Un paio di mesi di attesa e finalmente si parte, bagaglio essenziale e mal di schiena preventivato, col treno “espresso” (già…a quei tempi si chiamava cosi’…altro che Freccia…) da Torino Porta Nuova direzione Roma Termini. Giunti nella mattinata del 27, dopo qualche kilometro in autobus arriviamo allo stadio, caldo bestiale e già moltissime persone agli ingressi, giusto il tempo di acquistare la bandiera che riproduce l’immagine presente sul biglietto (alcuni Placers incrociati in fila all’ultimo tour l’hanno vista da me indossata) e subito in fila. I cancelli si aprono con un certo ritardo, verso le 15, ed ovviamente si verifica la solita calca tipicamente italiana con spintoni, malori, litigi annessi e connessi. Entrati, siamo a metà prato e ci sediamo per terra, abbastanza disidratati e in attesa dei gruppi di spalla che accompagneranno molto rumorosamente l’attesa dei nostri quattro.

Poco prima delle 21,30 si spengono le luci, l’attesa spasmodica è finita, parte l’intro di STREETS…il volume è a palla…trema tutto…arriva Bono…HELLO ROMA! Lo stadio si illumina a giorno ed il boato del pubblico è immenso. Seguono FOLLOW, tutti saltano e noi da metà prato ci ritroviamo quasi sotto il palco, TRIP THROUGH YOUR WIRES con armonica blues e poi FOUND: parte il coro da stadio ale-ooo con Bono emozionato che in uno stentato italiano dice “questo posto è grande..ma noi e voi siamo piu’ grande(i)”…l’ideale abbraccio tra la band e il pubblico nello stadio si è compiuto, segue il gran finale di Exodus in onore di Bob Marley! Per un attimo con M.L.K prendiamo fiato, poi luci rosse ed UNFORGETTABLE FIRE, la voce di Bono comincia ad avere qualche cedimento (scopriremo poi che i medici gli avevano intimato di non parlare…) ma non la potenza sonora della band che attacca BULLET…Outside It’s America…Tonight is Roma! ed assolo potentissimo di The Edge! Struggente versione di RUNNING ed una grandissima EXIT con snippet finale Riders on the Storm dei Doors. Si ri-comincia a “pogare” e “saltare” sulla tagliente chitarra di IN GOD’S COUNTRY…forse troppo, infatti alcuni ragazzi sotto il palco si sentono male e persino Bono al termine del brano chiede a tutti di stare “calmi”.

Parte SUNDAY e viene di nuovo giù lo stadio, Bono è carico a pallettoni ma la voce se ne sta andando…infatti con grande sorpresa chiede implicitamente (anche se non ce n’è stato bisogno) un aiuto canoro al pubblico intonando HELP dei Beatles. Si prosegue con una intensissima versione di BAD cantata sul finale da tutto lo stadio, citando Ruby Tuesday degli Stones e riportandoci alla mente la performance di Wembley allo storico Live Aid, e poi con la consueta doppietta OCTOBER – NEW YEAR’S DAY. Parte il gran finale con PRIDE ed una ragazza del pubblico viene fatta salire da Bono sul palco…Roma This is Angela (credo fosse il suo nome) e cori per Lennon e Biko…poi WITH OR WITHOUT YOU con snippet Love will tears us apart dei Joy Division… e troppo presto…arriva il Salmo 40 con coro finale del pubblico anche fuori dallo stadio…How Long…to sing this song!!!

Usciamo sfiniti ma entusiasti del concerto, sicuramente piu’ corto rispetto a Modena 29/5 a causa dei problemi di voce di Bono e ad alcuni problemi tecnici che inevitabilmente all’esordio del tour outdoor si sono verificati nel pomeriggio. La mia carnagione pallida è ustionata dal sole preso durante tutto il pomeriggio ma l’anima è invasa dal Fuoco-musicale-Indimenticabile della band. Ci tocca tornare in stazione dove dovremo aspettare il primo treno di ritorno la mattina presto. Il giorno dopo dobbiamo tornare a scuola….e leggere gli articoli dei giornali che ci siamo fatti ritagliare dai genitori. Intanto quellla sera stessa gli U2 saranno a Modena per la prima data e noi aspettiamo il sabato mattina…si ripartirà per Modena-seconda data…A SORT OF HOMECOMING…ma questa è un’altra storia.

Max (Maxevivi)

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Se questi ricordi vi hanno fatto venire voglia di riascoltare il concerto di Roma 1987 allora potrete farlo tramite questo link ad U2torrents: U2 – Roma 27 Maggio 1987 – AUDIO – Earthquake in Rome (Remastered)

A presto per la prossima tappa della Joshua Tree Tour Experience!

Gli storici Windmill Lane Studios in affitto

Gli storici Windmill Lane Studios a Dublino sono a disposizione per essere affittati.

E’ di oggi la notizia pubblicata dall’Independent secondo cui è possibile affittare il complesso di edifici che include appunto gli studios. L’area comprende sia uffici che spazi industriali e si estende per oltre 2500 metri quadrati.

Gli U2 hanno registrato a Windmill Lane i primi 3 album (Boy, October, War) insieme a Steve Lillywhite e The Joshua Tree con Daniel Lanois e Brian Eno ma è stato utilizzato anche per alcune sessions di registrazione di Achtung Baby.

Gli studios sono ancora oggi molto visitati dai fan della band e fanno parte del percorso Rock’n Stroll, un itinerario comprendente i luoghi più significativi dal punto di vista musicale della città irlandese.

Fonte | Independent.ie