Una ex guardia del corpo degli U2 è ancora in attesa di scuse da parte di Bono dopo che il cantante lo avrebbe aggredito con una chitarra sul palco durante un concerto a Boston, Massachusetts nel 2001.
David Guyer ha raccontato le esperienze in tour con i 4 irlandesi in un nuovo libro, Road Rash With U2, e sembra che sia ancora dolorante a causa di un incidente, avvenuto nel momento in cui ha dovuto affrontare un corpulento fan sul palco mentre cercava di avvicinarsi a Bono.
Come ha raccontato alla rivista Hustler, la folla applaudiva e Guyer sentiva di aver svolto al meglio il suo lavoro quando, invece, si ritrova Bono sopra di lui che lo colpiva con la chitarra: “È stato allora che ho iniziato ad odiare Bono che, tra l’altro, non mi ha mai chiesto scusa per avermi colpito”
Ma, a parte questo incidente, Guyer ricorda di aver trascorso dei bei momenti durante l’Elevation Tour e ammette che i rockers irlandesi erano molto ben educati, aggiungendo che “nessun componente della band si è mai fo**uto le groupies … e non ho quasi mai visto uno dei membri degli U2 ubriaco”.
The Fray, cosa abbiamo imparato dagli U2.

In una recente intervista Slade, cantante dei The Fray ha riconosciuto di aver imparato molto guardando gli U2 sul palco del 360° Tour.
Nel 2011 The Fray sono stati gruppo di apertura per due concerti (Denver e Salt Lake City) del tour degli U2. In un momento delicato della loro carriera, quando lavorando al terzo album (Scars & Stories) del gruppo la possibilità era quella di un drammatico fallimento o di un ampio successo, senza alcuna via di mezzo, Slade ha dichiarato che un grande insegnamento è stato quello di osservare gli U2 sul palco, in due date diverse, e di notare come lo show potesse andare bene o male, pur mantenendo lo stesso palco, e nonostante una perfomance di pari livello, ” anche una delle più grandi band del mondo può andare incontro a esibizioni buone e meno buone”.
The Fray vi ricordiamo hanno anche partecipato al progetto AHK-toong BAY-bi covered interpretando Tryin’ to throw your arms around the world che vi riproponiamo di seguito.
Fonte: Hitfiz.com
Bono in vacanza a Panama.

Continuano le vacanze in giro per il mondo per Bono. Questa volta gli avvistamenti arrivano da Panama, dove il leader degli U2 è stato visto e fotografato in compagnia della moglie Ali e di altri amici, tra cui Guggi.

Se i fans sperano che gli U2 tornino presto in studio per lavorare al prossimo album, alcune voci indicano come prossima tappa il Brasile di Lula, l’ex Presidente infatti aveva già da tempo invitato Bono e la sua famiglia a trascorrere il Carnevale nel suo paese.
Zoom on Music: “Kid A” dei Radiohead
Kid A
Radiohead
Anno: 2000 (2 ottobre)
Prodotto da: Nigel Godrich
Registrato: Parigi, Copenhagen, Glouchestershire, Oxford
Musicisti:
Thom Yorke (voce, chitarra, tastiere, piano, basso)
Jonny Greenwood (chitarra, ondes martenot, tastiere, sampler)
Colin Greenwood (basso)
Ed O’Brien (chitarra)
Phil Selway (percussioni)
Tracklist
O Everything in Its Right Place – 4:11
Kid A – 4:44
The National Anthem – 5:50
How to Disappear Completely – 5:55
Treefingers – 3:42
Optimistic – 5:16
In Limbo – 3:31
Idioteque – 5:09
Morning Bell – 4:29
Motion Picture Soundtrack – 7:01
“…in order to save rock music, Radiohead had to destroy it…” ( Rolling Stone)
Kid A, quarto album della band inglese, registrato e uscito a cavallo del nuovo millennio, e’ il disco che sulla carta, dopo il successo di OK Computer e il relativo tour mondiale del ‘97-98, avrebbe dovuto consacrare i Radiohead sull’olimpo del rock mainstream, facendo ereditare a Yorke e soci lo scettro delle grandi band degli anni ‘80. Frutto di una grossa crisi esistenziale e creativa dovuta all’incredibile e inaspettato successo di Ok Computer, e ben documentata nel filmato Meeting People is Easy, Kid A rappresenta invece la reazione della band, alle regole inaccettabili dello show business, costituendo un vero e proprio “suicidio commerciale” e allo stesso tempo uno degli album imprescindibili del nuovo millennio.
Il titolo Kid A (in realta’ il nomignolo di uno dei sequencer utilizzati dalla band in studio) indica idealmente il primo bambino geneticamente clonato.
La copertina, che raffigura il rendering computerizzato di una montagna ghiacciata, rappresenta la visione di Stanley Donwood (il grafico che, da sempre, cura gli artworks radioheddiani) sulla guerra del Kosovo del 1999.
Originariamente l’album avrebbe dovuto prendere il titolo dal celebre saggio “No Logo” di Naomi Klein: del volume della Klein riprende infatti i temi della denuncia al consumismo e alla globalizzazione.
Coerentemente con questa idea, il disco usci’ senza alcuna promozione tradizionale e senza alcun singolo nè video di traino. La Parlophone/Capitol, etichetta sotto la quale il gruppo pubblicava all’epoca, preoccupata per le vendite, decise quindi di affidarsi al passaparola via internet di notizie, blips (brevi video musicali) e immagini che cominciarono a rimbalzare sui moltissimi siti non ufficiali dedicati ai Radiohead.
Nel 2000, la band suono’ inoltre alcuni brani inediti durante un breve giro di concerti, testandoli davanti al pubblico e rendendosi immediatamente conto dell’enorme potenziale della rete:
“Abbiamo suonato a Barcellona e il giorno dopo l’intera performance era gia’ su Napster. Tre settimane dopo abbiamo fatto un concerto in Israele e il pubblico conosceva gia’ a memoria tutte le nuove canzoni. E’ stato fantastico.” (Colin Greenwood)
Al culmine di questo processo fu distribuita sul web, tre settimane prima dell’uscita ufficiale, una copia digitale del cd. Grazie a questa originale “promozione”, e nonostante il download “illegale”, Kid A balzo’ immediatamente in cima alle classifiche di vendita sia europee che americane
Il processo creativo di Kid A (e dell’album gemello Amnesiac, uscito solo 8 mesi piu’ tardi) nasce dalle influenze musicali di Yorke, che in quel periodo, aveva acquistato l’intero catalogo dell’etichetta Warp e, allo stesso tempo, dall’esigenza della band di ri-orientarsi. Reduci da un lungo ed estenuante tour per la promozione di OK Computer, i Radiohead si ritrovarono privi di ispirazione e terrorizzati dal futuro:
“Il capodanno del ‘98 fu uno dei momenti peggiori della mia vita. Mi sembrava di impazzire. Ogni volta che prendevo in mano una chitarra mi venivano i brividi. Iniziavo a scrivere una canzone, mi fermavo dopo poche battute e poi la nascondevo nel cassetto, la ritiravo fuori, le davo un’occhiata e poi la stracciavo, la facevo a pezzi. Stavo sprofondando nella depressone, era sempre peggio. Non ne potevo piu’ della melodia. Volevo ritmo. Tutte le melodie mi mettevano in difficoltà” (Thom Yorke)
Da questa crisi nascono due dei pezzi piu’ belli e rappresentativi di Kid A, Everything in its Right Place, brano di apertura, il cui verso “yesterday I woke up suckin’ a lemon”, apparentemente senza senso, starebbe proprio ad indicare la sensazione di disagio e disgusto (proprio quella di chi assaggia il sapore aspro di un limone) del cantante di Oxford nei confronti del successo sul finire degli anni ’90, e l’onirica “How to Disappear Completely” nella quale Yorke utilizza un effetto di straniamento, a indicare la separazione tra uomo e icona rock (That there, that’s not me…. I’m not here, this isn’t happening), per raccontare di un vero e proprio attacco di panico avuto durante un concerto tenutosi a Dublino (da qui il riferimento al Liffey). Curiosa la citazione del verso “I’m not here, this isn’t happening”: sarebbe stata infatti pronunciata dall’amico Michael Stipe dei REM in risposta a uno sfogo di Yorke durante una conversazione privata sui problemi derivanti dall’eccessiva notorieta’.
Per i Radiohead post-OK Computer era dunque vitale reinventarsi: durante alcune delle session di registrazione, ai vari membri della band fu addirittura inibita, la possibilita’ di suonare il “proprio” strumento, in un tentativo estremo di sperimentazione, e il ritmo prese il sopravvento sulla melodia.
Esempio lampante di questo processo e’ “Idioteque” , brano senza basso, chitarra e batteria tradizionali, nel quale la band di Oxford abbandona gli abiti rock per gettarsi a capofitto nell’elettronica. Secondo Yorke era importante che ognuno dei 5 di Oxford, attraverso Kid A, imparasse a “compartecipare a un brano pur senza suonarne una singola nota”.
Tratto caratteristico di Kid A, oltre alle influenze di elettronica, krautrock e jazz (che culmineranno in Amnesiac) è l’uso di strumenti non tradizionali: in particolare l’ondes martenot (un pionieristica tastiera elettronica degli anni 20) con la quale Jonny Greenwood inizia a “giocare” una volta privato della sua chitarra, ma anche archi, ottoni e innesti orchestrali. La stessa voce di Yorke, a partire proprio da Kid A, a tratti distorta e modificata, viene utilizzata come un vero e proprio strumento. Perfino i testi subiscono una metamorfosi: si fanno piu’ criptici e nonsense (si dice che addirittura Yorke ritagliasse delle frasi mischiandole e pescandole a caso da un cappello rifacendosi a una tecnica attribuibile alla poesia dadaista del bulgaro Tristan Tzara). Kid A e’ il primo album dei Radiohead privo di un booklet con le lyrics: al suo posto fu inserito, ben nascosto nella custodia del cd, un libretto con stralci dei testi illustrati da artworks a sfondo politico di Stanley Donwood (il piu’ famoso, il ritratto del Tony Blair-Diavolo).
Eppure questi testi, frammentati e nascosti nel packaging, sussurrati, distorti e looppati, disturbati dai suoni stratificati e intrisi di citazioni letterarie, sono forse tra i piu’ significativi e sentiti mai composti da Yorke che tratta temi universali (dal pamphlet politico, all’intimismo) venandoli di una cupa visione apocalittica.
Kid A, del resto, è l’album delle antitesi e dei paradossi: un enorme successo commerciale senza promozione, un continuum di brani che suona chirurgicamente freddo e distaccato per farsi incendiario e struggente nelle versioni live, la definitiva destrutturazione del rock che finisce per diventare un faro per la musica del nuovo millennio.
Curiosità:
- il libretto nascosto con frasi sconnesse opera un lavoro durato un anno, fatto da Stanley e Tchock (un alter ego T. Yorke): sollevate la parte grigia della custodia sulla quale si ripone il CD e lo troverete!
- Kid 17: provate a riprodurre l’album da un PC utilizzando due differenti lettori multimediali. Avviate la prima riproduzione di una qualsiasi canzone dell’album con un lettore e dopo 17 secondi esatti avviate la seconda: avrete una perfetta sovrapposizione del suono, quasi una nuova canzone. L’effetto è ottenibile per tutto l’album anche ascoltandolo per intero.
Alessandra Fossati (@li)
U2.com : video ‘The Heart Is A Bloom ‘
U2.com oggi ha pubblicato il video di Beautiful Day ‘The Heart Is A Bloom ‘
Il brano fa parte della raccolta di 22 canzoni che verranno inserite nell’album “U22″: il cd live scelto dai fans degli U2 e distribuito solo agli iscritti paganti di U2.com
Ecco il video:
Victoria Beckham manda in crash il sito dell’Irish Hospice Foundation di Bono

Il sito web dell’Irish Hospice Foundation è andato in crash la scorsa notte dopo che la ex popstar oggi stilista Victoria Beckham ha inviato un tweet in cui ringraziava Bono e Ali del dono ricevuto per il figlio Harper, una copia del libro Peter and the wolf, segnalando inoltre il sito dell’Irish Hospice Foundation, a cui fare una donazione, ai suoi fans e followers su Twitter (più di due milioni e mezzo).
Questo il tweet:
Victoria Beckham @victoriabeckham
Thanks Bono and Ali for Harper’s supercool Peter and the Wolf book!
“Peter and the Wolf” vi ricordiamo nasce nel 2003 da un idea di Bono di pubblicare un libro illustrato di favole per bambini per raccogliere fondi; al libro ha collaborato anche Gavin Friday, noto musicista e amico del leader degli U2.
Il libro si può acquistare sul sito dell’Irish Hospice o al seguente link:
Fonte: Indipendent.ie
Bono e Facebook: un investimento che rende più di una carriera da rockstar!
La società di investimento di Bono, la Elevation Partners, ha acquistato nel novembre del 2009 una quota di Facebook con un investimento di 210 milioni di dollari. Quella stessa quota, oggi, vale 975 milioni, un incremento quindi del 400%! E visto l’ormai imminente sbarco a Wall Street del social network più “cliccato” della rete sembra proprio che questa operazione si sia rivelata davvero indovinata.
Numerosi anche gli altri investitori famosi che aspettano l’IPO (Initial Public Offering), l’offerta di azioni con la quale Facebook potrebbe annunciare il suo sbarco in Borsa, l’evento finanziario dell’anno, tra cui ricordiamo Reid Hoffman , il fondatore di LinkedIn e Marc Pincus, amministratore delegato di Zynga, la casa produttrice dei giochi FarmVille e CityVille.
Proprio Bono lo scorso anno era stato nominato il peggior investitore a causa delle pessime scelte operate dalla società d’investimento Elevation Partners, la scelta di investire in Forbes Media aveva causato ad esempio perdite di centinaia di milioni.

Fonte: Telegraph.co.uk
A marzo una nuova applicazione per creare musica con The Edge!
Verrà presentata il 25 e 26 febbraio durante il Music Show di Dublino la nuova applicazione creata da Kevin Godley e sviluppata da Andy Wood, Wholeworldband, che permetterà di creare musica con altri musicisti e appassionati di musica di tutto il mondo sia in audio che video. Tra i nomi importanti che contribuiranno con performance personali già in upload, figurano The Edge, Gavin Friday, Gemma Hayes, Cathy Davey, Mik Pyro (Republic of Loose) e Liam Ó Maonlaí (Hot House Flowers).
Musicisti e appassionati di musica in tutto il mondo avranno a disposizione così una selezione di video performance, incluso il proprio, dalla libreria WholeWorldBand, per creare nuovi video, aggiungendosi o sostituendosi ad altri musicisti più o meno famosi. I brani o video così creati saranno disponibili per il download e la condivisione su Facebook e Youtube, i brani più scaricati saranno quelli che otterranno maggiori guadagni.
Dopo la dimostrazione a Dublino al Music Show l’applicazione sarà disponibile su Itunes per iPhone 4/4S e iPad2.

Fonte: Wholeworldband.com
Gli U2 e la pirateria: conferenza stampa di McGuinness e smentita su dichiarazioni di Bono

Il manager degli U2 Paul McGuinness ha fatto la sua prima apparizione al MIDEM nel 2008, scatenando un dibattito globale su come i provider internet debbano svolgere un ruolo maggiormente rilevante nella battaglia contro la pirateria.
Quest’anno McGuinness e tornato a parlare nel corso di una conferenza stampa di un’ora dal titolo “Commerce of Chaos: Why Copyright still Matters Online“, in cui ha discusso di Spotify, pirateria e tecnologia.
Il manager degli U2 ha espresso la propria perplessità sul ruolo che gli ISP (internet service provider) e aziende come Google rivestono nella lotta alla pirateria, affermando che a suo avviso non si impegnerebbero abbastanza e sottolineando il fatto che, sebbene ci sia qualche cambiamento, la maggior parte dei contenuti divulgati sui loro canali non vengono pagati.
Questo è, a mio avviso, assolutamente e totalmente sbagliato. Non credo che possiamo contare su politici che hanno paura di risultare impopolari.
Non ha parole lodevoli neanche nei confronti della Apple:
La loro spietatezza si applica alla qualità dei loro prodotti e al design, in modo tale che tu possa sopportarlo, ma loro non hanno inventato l’MP3, hanno solo prodotto il migliore in commercio.
Su Spotify:
Spotify è in definitiva una buona cosa. Ma al momento sono propenso a trattarla come un mezzo di promozione. Se dobbiamo scegliere dove pubblicizzare il debutto di un album, è improbabile scegliere di darla a Spotify. Preferisco affidarla ad un DJ di una grande stazione radiofonica.
Spotify non è ancora diventata popolare tra gli artisti perché gli artisti non vedono benefici finanziari nel lavorare con Spotify. Questo è in parte colpa delle etichette e in parte proprio di Spotify – non c’è sufficiente trasparenza. Non vedo alcuna ragione per cui il modello di Spotify di base non dovrebbe far parte del futuro. Essenzialmente è un modello onesto quindi è da incoraggiare. Mi piacerebbe vederlo adottato ovunque, in tutta onestà.
Sul discorso pirateria:
C’è sempre stata molta incoerenza e ipocrisia nel dibattito sulla questione.
Mi auguro che tra pochi anni saremo seduti in una stanza dicendo: “Che era tutto questo clamore? Ora otteniamo la nostra musica pagandola attraverso le nostre bollette telefoniche e ISP. Perché c’è voluto così tanto tempo per farlo?”
Riguardo al discorso pirateria vogliamo smentire alcune voci circolate nei giorni scorsi su un possibile intervento di Bono in favore di SOPA (Stop Online Piracy Act):
SOPA è una proposta di legge presentata alla camera dei deputati statunitense nello scorso anno che permetterebbe, ai titolari di copyright statunitensi, di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti e, al Dipartimento di Giustizia e ai titolari di copyright, di procedere legalmente contro i siti web accusati di diffondere o facilitare le infrazioni del diritto d’autore (Fonte)
La presunta dichiarazione di Bono in favore di SOPA, riportata dai media, viene presa da una lettera scritta dal cantante al New York Times nel 2010 mentre la proposta, come precedentemente scritto, è del 2011.
Bloody Sunday, oggi ricorre il 40esimo anniversario

Sono passati 40 anni da quella maledetta domenica di sangue del 1972 in cui, nella città nordirlandese di Derry, vennero uccise 14 persone disarmate che partecipavano ad una manifestazione. Fu l’esercito del Regno Unito a sparare sulla folla.
Bono era solo un ragazzino all’epoca ma rimase molto colpito dall’episodio, a tal punto da scrivere una canzone, una decina di anni dopo, che parlava proprio di quella domenica di sangue. Il brano venne intitolato “Sunday Bloody Sunday” e, ad oggi, è la canzone che forse più di ogni altra rappresenta la band di Dublino.
Come disse Bono durante l’intro a Red Rocks “This song is not a rebel song, this song is Sunday Bloody Sunday”


