Record di ascolti per “Che Tempo Che Fa” con Bono e The Edge

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Riportiamo un comunicato proveniente direttamente da Endemol, la società che si occupa della produzione di “Che Tempo Che Fa”

CHE TEMPO CHE FA
RECORD D’ASCOLTI CON GLI U2
OLTRE 10 MILIONI DI CONTATTI
MOLTI HASHTAG, TRA CUI #CHETEMPOCHEFAU2 E #CHEBONOCHEFAZIO, NELLA TT DI TWITTER

Record d’ascolti per Che Tempo Che Fa che ieri, con la partecipazione degli U2, in diretta e in esclusiva, per la prima apparizione TV a livello mondiale per presentare il nuovo album “SONGS OF INNOCENCE”, ha registrato il suo record stagionale con 3.434.000 spettatori e il 13,07% di share. Si tratta anche del miglior risultato, in ascolto medio, di RaiTre dall’inizio di questa stagione. Da record, ieri, per il talk show condotto da Fabio Fazio, anche il numero di contatti, che hanno superato i 10 milioni e ottima la share nel pubblico laureato, che ha superato il 26%. Bono e The Edge sono stati accolti nello studio del talk show di RaiTre, prodotto da Endemol Italia, con un calore da stadio. E anche Twitter, con quasi 9.000 tweet, è impazzito: nella trend topic, in pochissimi minuti, si sono classificati gli hashtag Bono (che ha raggiunto anche la prima posizione), The Edge, #chetempochefaU2, #chebonochefazio, e Fazio. In studio Bono e The Edge si sono esibiti in un set acustico che ha richiamato l’edizione deluxe dell’album (nei negozi da oggi oltre all’edizione standard). Prima hanno eseguito voce e chitarra ‘The Miracle (of Joey Ramone)’ fra cori e battiti di mani del pubblico, poi The Edge è andato al piano per ‘Every Breaking Wave’ in un arrangiamento che ha commosso la platea di Che Tempo Che Fa. Gli U2 mancavano dall’Italia da quattro anni, dall’ultima esibizione live a Roma, e da quattordici anni dalla Tv italiana, dal Festival di Sanremo 2000, sempre a conduzione Fazio. Ed è proprio da un ricordo di Pavarotti, che portò Bono e The Edge sul palco dell’Ariston quell’anno, che è partita la lunga intervista di Fabio Fazio. Spazio poi ai ricordi dell’adolescenza dublinese, all’incontro con il punk dei Ramones, e all’innocenza perduta con le autobombe di Dublino del 1974. La prima uscita pubblica, a Che tempo che fa, dopo la sorpresa di Cupertino del 9 settembre scorso, è anche l’occasione per parlare dell’originale distribuzione gratuita su iTunes del nuovo album, frutto di un accordo degli U2 con Apple. Alla fine, la promessa con cui gli U2 lasciano lo studio di Milano è quella di ritornare: “prima di quindici anni, e magari con il resto della band”, ha concluso Bono.

Fonte | Endemol

Bono e The Edge a “Che Tempo Che Fa”: Video e Rassegna Stampa

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E’ ancora fresca la memoria della performance di ieri sera di Bono e The Edge a Che Tempo Che Fa su Rai 3. Riportiamo i vari articoli e photogallery pubblicati sulle principali testate giornalistiche e soprattutto i video della serata.

Enjoy!

VIDEO: INTERVISTA + THE MIRACLE (OF JOEY RAMONE)

VIDEO: EVERY BREAKING WAVE

ARTICOLI E GALLERY:

U2 – Bono e The Edge emozionano da Fazio – ANSA

Milano, selfie con gli U2 Bono e soci ospiti da Fazio – LA STAMPA

U2 a Che Tempo Che Fa per l’anteprima mondiale – REPUBBLICA

Bono e The Edge a Milano – Bagno di folla per gli U2 – CORRIERE DELLA SERA

Bono e The Edge da Fabio Fazio: ecco Songs of Innocence. Fan in delirio in via Mecenate – IL GIORNO

VIDEO: arrivo di Bono e The Edge agli studi RAI – CORRIERE DELLA SERA

VIDEO: RNews, Bono: “Ricominciamo dai palazzetti” – Rnews / Laeffe

Che tempo che fa? Gli U2 in Italia – [UPDATE: VIDEO]

presentazione

Pareva che una cosa del genere nel nostro paese non dovesse avverarsi mai, siamo stati abituati a presentazioni dell’album anche in un Supermercato quasi 17 anni fa, oggi invece gli U2 dopo 14 anni dalla loro ultima apparizione in Italia al Festival di Sanremo (in realtà ci furono solo Bono e The Edge in quell’occasione), arrivano in Italia e su una delle rete nazionali (RAI 3) come tutti sappiamo compaiono nel programma condotto da Fabio Fazio (che ebbe anche l’occasione di intervistarli sempre a cavallo dell’uscita di All that you can’t leave behind).
L’attesa per l’evento inutile dire che è stata (come quando c’è di mezzo un evento italiano) spasmodica, idem la richiesta di posti per poter assistere alla trasmissione, la redazione ci ha parlato di 5.000/6.000 richieste almeno tre giorni fa.
In molti nutrivano dubbi sulla presenza al completo della band, e fino all’ultimo il dubbio e la speranza ci era rimasta, fino a quando Filippa Lagerback nella presentazione durante l’anteprima ha preannunciato la presenza dei “soli” Bono e The Edge; inutile anche dire che c’era l’attesa per la scelta dei pezzi da presentare e/o suonare.

Un’anteprima con alcuni video presi da varie “stagioni” degli U2, dal War Tour a Rattle & Hum, dall’Elevation Tour fino al Vertigo Tour per scaldare ulteriormente l’attesa già arrivata a livelli altissimi, due minuti di spot pubblicitari (compreso quello dell’esclusiva Apple sul download gratuito dell’album) e poi ci siamo.

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The Edge sposta la tenda per l’entrata di Bono e per dare il via a una lunga intervista. Neanche il tempo di sedersi sul divano e dal pubblico arriva un “We Love you” che è già tutto un programma. L’intervista, dopo che Bono “affibbia” un soprannome curioso al presentatore (Valium), spazierà tra i vari temi che tratta l’album, gli anni della giovinezza della band, gli anni dei problemi dell’Irlanda con i suoi attentati, i ricordi legati al padre di Bono che insisteva nel non considerarlo un cantante al cospetto dei grandi tenori, come Pavarotti, ricordato in puntata proprio nel giorno del suo compleanno.
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Durante l’intervista poi la prima esibizione Live è per il singolo estratto dall’album, The Miracle (of Joey Ramone)

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e dopo un altro spezzone di intervista arriva il momento di Every Breaking Wave.

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Smettono di suonare le note del pianoforte e le ultime parole cantate di Bono, Fazio si avvicina e chiude così questo lungo intervento della band (o quantomeno parte della band), da domani l’album sarà nei negozi e comincerà l’attesa per il prossimo ritorno in Italia.

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le foto presenti in questo articolo sono un Copyright Endemol, Monica Tellini. Vietata la riproduzione

UPDATE: VIDEO DELLA SERATA

VIDEO: INTERVISTA + THE MIRACLE (OF JOEY RAMONE)

VIDEO: EVERY BREAKING WAVE

U2.COM Contest: In palio il vinile di ‘Songs of Innocence’ in edizione speciale

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U2.COM stanotte ha indetto un contest per gli iscritti al sito ufficiale.

Il tema del contest si basa sulle prime dichiarazioni di Bono in merito al nuovo lavoro discografico della band ‘Songs of Innocence’ ed in particolare all’ispirazione per la realizzazione dell’album.
Questo contest è aperto ai soli iscritti ad U2.COM, con l’obbiettivo del singolo iscritto di raccontare uno dei loro primi ricordi in merito ad un evento della band irlandese, un concerto, un momento particolare dello show, il primo incontro con un membro della band, maggiori possibilità di vittoria del contest se tutto questo è accompagnato da materiale fotografico inerente al racconto.

Per partecipare al contest è necessario postare il proprio ricordo utilizzando il forum per gli iscritti ad U2.com Zootopia o attraverso i social (Facebook, Instagram, Twitter) utilizzando #unforgettablegig come hashtag.
I migliori racconti saranno pubblicati su U2.COM.

Il premio è rappresentato da un edizione speciale in vinile di ‘Songs of Innoncence’con un’etichetta bianca senza titoli, uguale alla copertina della release digitale di iTunes.
Il contest si concluderà venerdì 17 ottobre.

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale della band ——-> Contest U2.COM ‘Songs Of Innoncence’

Tour indoor nel 2015 per gli U2?

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Già nella precedente news vi avevamo riportato le parole di Edge sul nuovo tour U2: “E’ ancora in fase di progettazione, quindi è troppo presto per descrivere come sarà. Penso che [il tour] partirà “piccolo”.
Ormai sembra quasi certo l’inizio del tour nel 2015 e si parla di posti indoor. Come dichiarato da Bono ad Absolute Radio
“Stiamo per andare in tour, inizieremo l’anno prossimo. Stiamo cercando di suonare alla O2 Arena di Londra ed in altri posti simili, più indoor che outdoor questa volta…ma vedremo dove ci porterà”. Il cantante ha aggiunto: “E’ eccitante. Queste canzoni sono canzoni che, penso, si suoneranno da sole!”

Fonte

Dopo Songs of Innocence gli U2 guardano al tour e a ‘Songs of Experience’

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Ecco a voi la traduzione dell’articolo pubblicato sulla rivista Rolling Stone, in cui Bono ed Edge parlano del nuovo album Songs of Innocence, del nuovo tour e del prossimo album in uscita: Songs of Experience!

A fine 2010 gli U2 hanno iniziato a registrare un nuovo album con il produttore Brian “Danger Mouse” Burton durante le pause del 360° Tour. Avevano un’idea di massima di star iniziando un percorso di 4 anni, il più lungo che abbiano mai affrontato per un singolo album.
“Gli esperimenti e le variazioni che abbiamo fatto con Danger Mouse all’inizio della registrazione dell’album erano privi di qualsiasi giudizio critico” dice The Edge. “Eravamo semplicemente contenti di capire dove potessimo arrivare. Queste prime sessioni sono state tra le più produttive e divertenti che possa ricordare tra quelle passate in studio.”

Parlando con Rolling Stone, Bono ha dichiarato che la band ha registrato circa 100 canzoni. “Ci siamo divertiti molto perdendoci nel processo creativo. La cosa che ci ha spinti ad andare in profondità per puntare più in alto è stato apprezzare nuovamente il lavoro di composizione delle canzoni”.
Ma Bono non era completamente soddisfatto del materiale prodotto nelle prime sessioni: “Ci siamo resi conto che alcune canzoni sono semplicemente meglio di altre, alcuni testi più coerenti, alcuni “paesaggi sonori” più convincenti di altri. Ci siamo scoperti annoiati dal materiale che in prima battuta c’era sembrato buono o unico”.

The Edge era dello stesso avviso: “Ad un certo punto, mentre le canzoni iniziavano ad avere un focus, abbiamo potuto vedere che certe qualità, tratti distintivi del nostro lavoro, non erano rappresentati. Questo ha significato metterle da parte, scrivere alcune nuove canzoni e rilavorare alcune che erano già praticamente terminate.”

L’ex capo della Interscope Records, Jimmy Iovine è stato la cassa di risonanza del gruppo per gran parte del processo di registrazione. “La prima volta che hanno suonato per me [il nuovo materiale] non ho sentito canzoni che avrebbero raggiunto persone che non fossero fan degli U2. Ho ascoltato testi e idee che avrebbero potuto farlo, ma non canzoni.”

Dovevano scavare più in profondità: “Ero in linea con loro. Ho detto, ‘Per realizzare il disco che volete fare, dovete andare in un posto dove non vivete adesso. E fa male. E’ buio e doloroso, ma bisogna andare lì. Potete mettervi di nuovo nel posto dov’eravate a 25 o 35 anni, mentre il mondo veniva verso di voi 100 all’ora e non davate un cazzo?’”

Per arrivarci, Bono ha cominciato a scrivere canzoni sui suoi anni di adolescenza difficile a Dublino e sulla musica che ha cambiato la sua vita, in particolare quella dei Clash e dei Ramones. “Sono tornato e ho cominciato ad ascoltare tutta la musica che ci ha fatto iniziare come rock band. Ci ha dato una ragione per esistere nuovamente. Ecco com’è inizato quest’album.”

Bono ha anche tentato di semplificare il suo songwriting: “Volevamo che l’album avesse canzoni che facessero saltare in piedi quando suonate acustiche o al pianoforte, non basandosi sull’atmosfera creata da The Edge, Adam e Larry o dalla dinamica. Stiamo mettendo in piedi una sessione acustica per l’uscita fisica dell’album per cercare di dimostrare questo aspetto.”

Ad un certo punto, Danger Mouse ha dovuto concentrarsi sui Broken Bells [la sua band, n.d.r.] e sui molti altri progetti in corso. “Abbiamo colto l’opportunità di lavorare con persone come Ryan Tedder e Paul Epworth”, racconta Bono. “Erano ugualmente appesi al vecchio modo di concepire la composizione.” Anche Flood, il cui rapporto con gli U2 va indietro fino ai tempi di The Joshua Tree, è stato chiamato in aiuto. “Ci vuole un esercito per fare un album degli U2″ dice Bono. “Che si tratti di The Joshua Tree o All That You Can’t Leave Behind, abbiamo sempre bisogno di tutte le mani sul deck.”

Alla fine, il gruppo si è ritrovato con una raccolta di canzoni che sentivano adatte al loro miglior lavoro. “Abbiamo ottenuto molto nell’ottica di stabilire una nuova prospettiva, ma abbiamo anche voluto che l’album contenesse alcuni elementi di quella che si potrebbe chiamare la Grande Musica”, dice The Edge. “E’ un buon segnale, se mi chiedessi quali canzoni si state completate per ultime dovrei davvero pensarci per rispondere. L’album ha una sua coesione, nonostante il nostro strano processo [compositivo].”

In vista della fine delle registrazioni, la band si è trovata di fronte ad un serio problema: come ottenere un grande impatto, ad un livello consono a quello U2, in un momento in cui le vendite di album sono al loro minimo storico? “Volevamo raggiungere quante più persone possibile”, dice il manager degli U2 Guy Oseary. “Abbiamo fatto brainstorming su brainstorming. Apple ha centinaia di milioni di account iTunes, aveva senso distribuirlo e basta.”

Diverse fonti riportano come Apple avrebbe accettato di pagare 100 milioni di dollari o più in marketing. Una fonte vicina alla band sostiene invece che questo non sia corretto: “Non ho idea di come abbiano calcolato quella cifra, ma penso che sia sbagliato. L’importo effettivamente pagato da Apple rimane ancora un segreto. “Non c’è cosa nessun album gratuito”, dice Bono “costa tempo ed energia per realizzarlo. E’ gratis per l’ascoltatore finale perché Apple ha pagato per questo. Era il loro dono.” (Oseary, pressato sul tema, si è limitato a dichiarare che ci sia stato un pagamento da parte di Apple verso l’etichetta discografica [Island Records – Universal, n.d.r.].

In maniera abbastanza prevedibile, considerando che l’album è stato a disposizione di mezzo miliardo di persone, le reazioni a Songs of Innocence sono state alquanto variegate: dalla esaltazione alla curiosità (“mai stata una grande fan, ma questo Songs of Innocence [è] un pò droga”, ha detto un tweeter), di smarrimento (“O qualcuno ha violato il mio account di iTunes o mi sono messo a comprare album degli U2 nel sonno”, ha scritto un altro) e anche di rabbia. Dopo l’uscita, Apple ha ricevuto così tante lamentele da trovarsi costretta a rilasciare uno strumento software che permettesse agli utenti di eliminare l’album dai loro account di iCloud. Sta di fatto che 17 album degli U2 sono presenti nella iTunes top 100 chart da quando è stato pubblicato l’album. Secondo Iovine “Quello che la band stava cercando di fare è sfidare la gravità. E qualunque strumento lecito per farlo andrebbe utilizzato.”

C’è anche un altro album in lavorazione chiamato Songs of Experience. “E’ stato chiaro sin dall’inizio che stessimo lavorando su due album separati”, dice The Edge. “La maggior parte delle canzoni non completate sono degne di diventare parte di Songs of Experience e alcune sono già valide quanto o migliori di qualsiasi cosa su Songs of Innocence. Songs of Experience sarà pubblicato quando sarà pronto. “Spero non ci vorrà così tanto tempo”. Bono non si sbilancia in previsioni su quando l’album sarà pronto. “Come è noto, non sono molto attendibile per predire le date di pubblicazione,” dice. “Chiedete a The Edge.”

Al momento il gruppo sta cominciando a rivolgere la propria attenzione sul ritorno on the road e sul suonare la nuova musica dal vivo. “Il tour è ancora in fase di progettazione, quindi è troppo presto per descrivere come sarà”, dice The Edge. ” Penso che [il tour] partirà “piccolo”. Sicuramente non possiamo farne uno più grande dell’ultimo [il 360° Tour, n.d.r.].

Nel frattempo, nessuno nella band è pentito per aver puntato in alto con la pubblicazione di Songs of Innocence. “Al momento il 7% del pianeta ha avuto l’album“, dice Oseary. “Potrebbe essere troppo grande, ma ci piace pensare in grande.” Bono la mette ancora più semplicemente: “Se non lo vuoi, eliminalo. Ecco il link.”.

Grazie a Marco/outofcontrol per la traduzione

Bono: “Songs of Experience? Tra un anno, un anno e mezzo”

Songs of Experience

Bono ha rilasciato una intervista alla radio brasiliana Cidade, dove conferma il legame tra il nuovo (e il prossimo) disco e il poeta William Blake (vedi news) che riusciva a scrivere del passato e allo stesso tempo del presente, e annuncia che Songs of Experience uscirà quando sarà finito, non pensa tra molto tempo, un anno, un anno e mezzo forse, ma non è molto affidabile sulle date di pubblicazione.

A questo link potete ascoltare l’intervista integrale: Rádio Cidade

 

Bono:’ Vorrei suonare le nuove canzoni in un live acustico…’

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Bono è intervenuto telefonicamente nella giornata di ieri durante il programma di ‘Kevin and Bean’ della radio KRRQ.
Bono ha iniziato la conversazione parlando del nuovo lavoro e sopratutto sul nuovo singolo ‘The Miracle of Joey Ramone’.
il rocker irlandese ha dichiarato che ha ricevuto moltissime critiche positive sul brano e in particolare i ringraziamenti di Micky Ramone (fratello di Joey), successivamente ha parlato a 7 giorni dall’uscita di ‘Songs of Innoncence’ trovando qualche connessione con ‘The Joshua Tree’ basato sulla volontà della band di creare un nuovo percorso musicale come fatto nel 1987 ma questa volta incentrato ad un ritorno al punk rock.
il leader degli U2 ha lodato il lavoro di Danger Mouse e in particolare lo strano rapporto tra lo stesso produttore e il batterista della band Larry Mullen.
Ma sopratutto Bono ha parlato di come la band irlandese vuol proporre il nuovo lavoro dal vivo, ‘queste canzoni fanno parte di un album dai connotati personali, tali canzoni sono create per essere suonate dal vivo in acustico..un piano…una chitarra acustica, le immagino di eseguirle dal vivo in un pub, un luogo intimo’.

Vi riportiamo il link diretto dove potete ascoltare il file audio completo dell’intervento di Bono ——> Link intervista Bono radio KQQR

La band irlandese sulla rivista Time:’ Un nuovo inizio per gli U2!’

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La rivista americana Time nel prossimo numero del 29 settembre avrà in copertina gli U2, la band irlandese è al centro del nuovo numero della rivista con un articolo incentrato sulle ultime scelte discografiche e commerciali della band.
Il fulcro iniziale dell’articolo è rappresentato dagli ultimi sviluppi in merito alla collaborazione della band irlandese insieme alla Apple, il perchè della scelta del lancio gratuito dell’album a seguito del pagamento dell’azienda di Cupertino di circa 100 milioni di dollari per avere questa esclusiva assoluta.
Nell’edizione online del magazine è presente un video girato in queste settimane a Malibu in California durante la lavorazione dell’album ‘Songs of Innocence’, dove specialmente Bono e The Edge confermano la loro volontà di aver raggiunto una nuova tipologia di commercializzazione musicale.
‘Volevamo lanciare l’album gratuitamente in modo che il nuovo lavoro raggiunga più gente possibile’ ha affermato Bono confermando ancora una volta la partnership con Apple e specialmente nella persona di Tim Cook, visto che tale progetto rappresenta solo l’inizio di un’evoluzione multimediale che vedrà la nascita di un nuovo formato di comercializzazione musicale che avverrà nei prossimi mesi ed in particolare con il nuovo album della band, facente parte del progetto ‘Songs of Experience’ (Vedi News).
Sempre il sito del Time ha pubblicato una curiosa domanda a Bono, The Edge e Larry Mullen, chiedendo loro quale fosse il primo l’evento che lo ha segnato.
Risposte diverse da parte dei membri, Bono ha detto che il primo evento che ricorda è il primo uomo sulla luna con Neil Armstrong, mentre The Edge ha parlato della rottura dei Beatles, mentre Larry Mullen ha parlato dei tempi di ‘Graceland’ tra gli anni 60-70 ed in particolare nella persona di Elvis Presley.

Vi proponiamo i video pubblicati dalla rivista Time:

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(fonte: time.com)

La Dublino di Bono: “Molto lontano da dove vivo”

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La traduzione integrale dell’intervista a Bono e Edge pubblicata sul “The Irish Times”:

La Dublino di Bono: “Molto lontano da dove vivo”

Bono si sporge verso il mio volto tanto che i nostri nasi quasi si toccano e canta, senza accompagnamento: “Life begins with the first glance, the first kiss at the first dance, all of us are wondering why we’re here, in the Crystal Ballroom underneath the chandelier… We are the ghosts of love and we haunt this place, in the ballroom of crystal lights, everyone is here with me tonight, everyone but you.” (“La vita inizia con il primo sguardo, il primo bacio al primo ballo, tutti ci chiediamo il motivo per cui siamo qui, nella Crystal Ballroom sotto il lampadario… Siamo i fantasmi dell’amore e infestiamo questo luogo, nella sala da ballo delle luci di cristallo, tutti sono qui con me stasera, tutti tranne te.”). E’ cantata in stile sean-nós (uno stile di origine gaelica, ndr).

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“Devo dirti qualcosa di veramente strano a proposito di questa canzone,” continua. “Si chiama The Crystal Ballroom, che era il nome di McGonagles in South Anne Street (ora abbattuto). Un’intera generazione di dublinesi è andata al Crystal Ballroom per ballare e molte coppie si sono incontrate lì. Mia madre e mio padre erano soliti ballare insieme al Crystal Ballroom e così la canzone che ti ho appena cantato, che non è stata ancora pubblicata, mi immagina sul palco di McGonagles con la mia nuova band che si chiama U2 (e agli inizi molti nostri concerti importanti si sono tenuti lì). Guardo verso il pubblico e vedo i miei genitori che ballano romanticamente mentre gli U2 sono sul palco.”  Bono prende un respiro profondo e, parlando lentamente, aggiunge: “Ho appena realizzato che mia madre è morta 40 anni fa ieri, e oggi siamo qui a suonare il nostro nuovo album su Dublino, che parla della mia famiglia e di cosa mi è successo da teenager. Mia madre morì mentre era al funerale di suo padre. Ebbe un aneurisma cerebrale. Avevo solo 14 anni. Ed in questo brano canto Everyone is here tonight, everyone but you (Tutti sono qui stanotte, tutti tranne te). Per me è il sogno di vedere mia madre ballare ancora una volta al Crystal Ballroom e per lei di vedere cosa è successo a suo figlio.”

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Tutto su mia madre
Siamo in una stanza senza finestre della sede centrale della Apple nella Silicon Valley, nella città californiana di Cupertino. Gli U2 hanno appena contribuito a lanciare una gamma di prodotti Apple ed è stato annunciato che il loro nuovo album, Songs of Innocence, è stato offerto agli utenti di Itunes. Anche The Edge è qui. Cerca sul suo telefono, trova The Crystall Ballroom e preme play. C’è silenzio nella stanza durante la riproduzione del pezzo. Dopo una lunga pausa un Bono chiaramente scosso mormora: “Il suo spirito era con noi oggi.” Questo nuovo album degli U2 può essere considerato come il “Tutto su mia madre” di Bono. La canzone Iris (Hold me close) - Iris è il nome della madre – lo vede cantare a proposito della sua morte prematura. “The ache in my heart is so much a part of who I am… Hold me close and don’t let me go… I’ve got your life inside of me… We’re meeting up again” (“Il dolore nel mio cuore è una gran parte della mia essenza… stringimi forte e non lasciarmi andare… Ho la tua vita dentro me… Ci stiamo incontrando di nuovo”). Stando in piedi e camminando per la stanza, sottolinea un verso della canzone: “Canto questo verso che dice “Iris standing in the hall, she tells me I can do it all” (Iris in piedi nella sala, mi dice che posso farcela) e poi c’è una frase tipica di una madre quando mi dice “mi farai morire”. Ma non ero io, non fui io a farla morire. Non fui io a farla morire. La madre è così importante nella musica rock. Mostratemi un grande cantante e vi mostrerò qualcuno che ha perso sua madre in tenera età: Paul McCartney, John Lennon. Pensate a Bob Geldof e a cosa successe a sua madre. Nell’hip hop, di contro, gira tutto intorno al padre – sull’essere abbandonati dal padre e cresciuti da una madre single. Ma per me gira tutto intorno a mia madre. Provavo rabbia e dolore per mia madre. Continuo a provare rabbia e dolore per mia madre. Cominciai ad incanalare queste emozioni nella musica e lo faccio ancora oggi. Ho davvero pochi ricordi di mia madre, ma sono tutti quanti nella canzone Iris.”
La madre di Bono l’ha visto cantare su un palco solo una volta, prima della nascita degli U2, ma Bono ha detto che se potesse rivivere un solo momento della sua vita, vorrebbe tornare indietro e cantare davanti a sua madre per la prima volta. A quattordici anni Bono – o più semplicemente Paul Hewson – aveva un difficile rapporto con suo fratello Norman (più grande di otto anni) e con suo padre, mentre cresceva in Cedarwood Road, a Glasnevin nella parte nord di Dublino, dopo la morte della madre. Senza più la madre, Bono si ritrovò a bussare alle porte dei vicini: i Rowen a pranzo, gli Hanveys all’ora del tè. Derek Rowen sarebbe poi diventato l’artista Guggi. Fionán Hanvey sarebbe diventato il musicista Gavin Friday dei Virgin Prunes. Nella nuova canzone Cedarwood Road Bono parla del ciliegio in fiore nel giardino dei Rowen. “I was looking for a soul that’s real then I ran into you and that cherry blossom tree was a gateway to the sun” (“Stavo cercando un’anima che fosse vera poi ti ho incontrata e quel ciliegio in fiore fu una porta verso il sole”). Nella periferia di Dublino negli anni ’70, dice Bono, il ciliegio in fiore “sembrava essere la cosa più lussuosa.” Poi The Edge interviene, spiegando nel dettaglio la politica del consiglio comunale di Dublino sui ciliegi in fiore. Non posso immaginare come sappia certe cose.

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Finglas, Cabra, the SFX
Songs of innocence vede il tentativo degli U2 di riavvicinarsi all’energia giovanile della Dublino di fine anni ’70 e alla sua scena new-wave, incentrata su McGonagles, il Dandelion Market o sulle visite occasionali al SFX o al Top Hat, in Dùn Laoghaire. “Cercavamo di immaginare perché volevamo essere in una band all’inizio, i rapporti con le persone che avevano a che fare con la band ed i nostri primi viaggi – geograficamente, spiritualmente e sessualmente. E’ stata dura e ci abbiamo messo degli anni. Mettila in questo modo: un sacco di me*da è stata ritirata su.”  dice Bono. Con canzoni che parlano di Finglas, del concerto dei Ramones al Cabra Grand e del bus preso a College Green per andare a vedere i Clash che suonavano al Trinity College, questo album sembra lontano decenni dal disco precedente. Ed in un certo senso è così.
Quando Bono parlò al The Irish Times a proposito dell’uscita di No line on the horizon, nel 2009, portò il reporter nello studio della sua casa a Dalkey, aprì una finestra e gli mostrò la sua vista del mare irlandese, una visuale nella quale non era visibile alcuna linea all’orizzonte – almeno quel giorno. La recessione irlandese stava ulteriormente peggiorando ed una rockstar multimilionaria stava assegnando il nome ad un album pensando alla sontuosa vista di cui godeva ogni giorno. Ma l’immagine che è arrivata questa settimana dalla festa di lancio di Cupertino è stata molto diversa: un vinile con copertina cartacea che richiama l’aspetto della prima uscita della band, nel 1979, l’EP U2 Three.

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I bombardamenti di Dublino
Nel 2009 Bono mi aveva mostrato l’opera d’arte che Frank Sinatra gli aveva regalato; oggi parla di Superquinn a Finglas (il primo posto in cui gli chiesero un autografo, dopo la prima apparizione al Late Late Show), delle prime date degli U2 come gruppo di supporto ai The Stranglers al Top Hat (“Ci trattavano come me*de e così rubammo tutto il loro vino e giurammo che quando sarebbe stato il nostro turno, avremmo trattato tutti con rispetto”) e dell’autobus che prendevano per Marlborough Street per curiosare al negozio “Golden Disc”. Questa esperienza riaffiora nella nuova canzone Raised by Wolves, una specie di Sunday Bloody Sunday relativa ai bombardamenti di Dublino del 1974. “Le bombe erano preparate per esplodere tutte nello stesso momento, alle 5:30 di un venerdì pomeriggio,” Continua. “A quei tempi, in un venerdì del 1974, sarei dovuto essere al negozio Golden Disc in Marlborough Street, proprio dietro l’angolo rispetto a dove esplosero le bombe. Ma quel giorno ero andato a scuola in bicicletta e così dopo non avevo preso il bus in città come di solito.”
Ma questo non è un album nostalgico. Bono ricorda la violenza e le continue botte ricevute dai membri degli U2 e dai loro amici nei Virgin Prunes. “Qui non sto in realtà parlando dei Black Catholics (una gang che in quegli anni prese di mira i membri della band, ndr), quanto piuttosto del fatto che scatenavamo la loro violenza per via del nostro aspetto e delle bande che ci piacevano” aggiunge. “Gavin Friday era solito ricevere regolarmente calci in testa. Ma alla fine Gavin ha sempre avuto una grossa testa vuota. Poi sono andato un po’ oltre e ho ricordato tutta la violenza riservata alle donne dai loro mariti, le botte ricevute dai bambini dai loro genitori e del fatto che, in particolare in quel periodo, i preti abusassero sessualmente dei bambini.”
E poi c’era anche il disgusto per le proprie capacità musicali. Quando Bono aveva 17 o 18 anni, non credeva di avere alcuna speranza di stare in una band. “Questo perché cantavo come una ragazza. Non ce l’avrei mai fatta come cantante punk o rock con la mia voce da ragazza” dice. “Ma trovai la mia voce grazie a quella di Joey Ramone, ascoltando come cantava al concerto di Dublino. Anche Joey aveva una specie di voce da ragazza quando cantava – e quello fu il mio inizio.” In precedenza quella mattina, al lancio della Apple, avevano suonato la nuova canzone The Miracle (of Joey Ramone), che aveva trasportato i capi del settore tecnologico, che lo conoscessero o meno, al Cabra Grand.

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Vorrei fossimo una band migliore
Il disgusto di sé è ancora lì. “La sincera verità è che vorrei fossimo una band migliore. Vorrei fossimo una band con più talento. Questa è la ragione per cui questo nuovo album non è uscito prima.” dice Bono.
The Edge puntualizza. “Come band siamo sempre stati o potenza o rumore. Ma ora gli U2 hanno così tante zone grigie. Non si tratta più di potenza, che è buono, o rumore, che è male… Devi capire quando non sta accadendo con noi e la cosa più massacrante è quando ti manca poco per farcela.”
“Si tratta anche dello straziante senso di umiltà a cui devo andare incontro in questi giorni.” dice Bono. “Il fatto è che non penso di essere capace di fare grandi cose. E Jimmy Iovine, ex produttore degli U2, mi ha detto qualcosa di pesante. Ha detto “Sei molto distante da dove vivi.” E questo fa male. Vivo a Dalkey, ma sono di Cedarwood Road e so quello che intendeva quando ha detto quella cosa. E’ stato molto imbarazzante per me sentire una cosa del genere. Ed è proprio per questo che l’album parla di Dublino.”

Album, soldi e tour: Bono spiega…
Il secondo album. Bono dice che un disco gemello di Songs of Innocence, dal nome Songs of Experience, verrà presto pubblicato. “Prossimamente collaboreremo con Apple a proposito di alcune cose particolari, e Songs of Experience dovrebbe essere pronto abbastanza presto. So di averlo già detto prima.”
Il bilancio finale. Contrariamente a quanto detto in giro circa il fatto che gli U2 avessero dato Songs of Innocence alla Apple gratuitamente, Bono conferma che la band ha invece ricevuto un pagamento per questo accordo. “Siamo stati pagati” dice “non credo nella musica gratuita. La musica è sacra.”
Il tour. “Non abbiamo una data stabilita per il prossimo tour degli U2, ma sarà il prossimo anno” dice Bono. “Abbiamo bisogno di buone idee per tornare dal vivo. Aspettatevi qualcosa di nuovo, qualcosa di fresco.”

(intervista di Brian Boyd, traduzione di Dominus)