“Le persone hanno il potere di scacciare dal mondo gli stolti” | U2.com

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Vi proponiamo una traduzione dell’ultima notizia su U2.com, un breve riassunto della terza serata di Montreal.

People got the power…‘ Ogni sera questo show comincia con Patti Smith, la band arriva sul palco mentre la sua voce risuona negli altoparlanti. ‘To dream… to rule… to wrestle the earth from fools‘.
E questa notte le parole di Patti hanno concluso anche lo show, quando alcuni fan in visibilio sono saliti sul palco durante ‘Streets‘.
E’ stata una di quelle chiusure dei concerti che raramente abbiamo visto. ‘Tutte queste persone sul palco‘ ha twittato @u2_ultraviolet, ‘E’ stupendo! Dio quanto amo questa band…
Con tutti seduti attorno alla band, la serata si è conclusa con una versione dolce di ‘Still Haven’t Found‘, Bono ha lasciato il palco con le parole di Patti ‘Le persone hanno il potere, le persone hanno ottenuto il potere… di sognare, di definire le regole, di scacciare dal mondo i pazzi‘. Surreale e meraviglioso.
Se questo è stato un momento per portare #U2ieTour ad un’altra dimensione, questo è un tour che continua a prendere nuove forme. Questa sera ‘The Troubles‘ è tornata in scaletta al posto di Volcano, due brani dall’ultimo album, suonati solo tre volte prima di questa sera. Come ha ribadito atu2, un terzo della scaletta viene da Songs Of Innocence.

Ieri un ragazzo chiamato Brian è salito sul palco per suonare la chitarra durante il ‘momento Meerkat‘. All’inizio nessuno era convinto che Brian potesse farcela, ma Brian ha dimostrato che ci stavamo sbagliando. Brian può suonare la chitarra e Brian può suonare e cantare stasera, con Brian e Bono a cantare, Desire è diventata mondiale.

Nel caso ve lo foste perso, ieri [l’altro ieri], Bono ha visitato il Parlamento ad Ottawa per parlarre della lotta contro l’estrema povertà nei paesi in via di sviluppo. ‘E la prima domanda che mi è stata fatta è stata “Dov’è The Edge?”‘.
Volevo rispondere che lui è ovunque, è onnipresente, è tutto intorno a noi!‘.
E’ stato un incontro, ha spiegato, che gli ha ricordato che ‘il mondo ha bisogno di più del Canada‘.
Questo è un anno di elezioni, dite ai vostri politici chi comanda, voi comandate… e quello che il Canada sta facendo per la salute delle madri e dei figli sta dando la linea guida al pianeta e vi ringraziamo per la vostra generosità, grazie per il vostro supporto alla One Campaign‘.

Elimineremo dal mondo la trasmissione dell’HIV tra madri e figli nei prossimi cinque anni, possiamo promettercelo a vincenda?‘.

Messaggio di Bono all’Expo contro la fame nel mondo

In occasione di un incontro presso l’Expo di Milano, organizzato da Coldiretti e dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, è stato proiettato un video messaggio di Bono, che invita il mondo a riflettere sul messaggio di Papa Francesco. ”Uniti come un mondo solo, una famiglia umana” dice Bono nel suo appello “Sinistra e destra insieme, ricchi e poveri. Tutti i popoli, tutte le religioni. Insieme possiamo costruire una famiglia umana con cibo per tutti, per supportare il rinnovato Giubileo al quale chiama Sua Santità Papa Francesco. Fate pervenire questo umile messaggio a Papa Francesco, di cui sono un grande fan e chi non lo è? Papa Francesco, la Sua solidarietà con i più vulnerabili ha davvero ispirato me e tanti di noi oltre le parole, oltre la musica e vogliamo lavorare con Lei su questo”.
L’appello è stato mostrato in anteprima al Padiglione della Coldiretti in occasione della presentazione del libro Terra e Cibo.

Così gli U2 danno l’addio a Dennis Sheehan

Ieri, per cause naturali, Dennis Sheehan, lo storico tour manager degli U2 ci ha lasciati all’età di 68 anni (era nato a Wolverhampton nel 1947).

Dennis

Sheehan collaborava con la band da più di 30 anni.
E’ stato ritrovato senza vita presso il Sunset Marquis Hotel di Hollywood.
Tutto questo mentre la band si preparava alla seconda data al “Forum di Inglewood” di Los Angeles.
Le parole arrivate da Bono riassumono quello che da sempre si respira nell’entourage degli U2, quella di rapporti umani fortissimi che vanno oltre la semplice collaborazione lavorativa:

“Abbiamo perso un membro della nostra famiglia. Non era solo una leggenda nel business della musica era una leggenda nella nostra band. E’ insostituibile”

queste le parole apparse su in una nota rilasciata dallo stesso Bono.

Neanche il tempo di realizzare quanto accaduto e gli U2 salgono sul palco e al termine di uno dei concerti più difficili della loro storia recente decidono di chiudere la serata suonando “40”, traccia inserita nell’album “War” per lungo tempo utilizzata come chiusura dei loro concerti.

Alcuni nel nostro forum hanno ricordato che nello storico concerto di Red Rocks il pubblico non partì subito con il coro alla fine di 40, a quel punto lo stesso Sheehan prese a sorpresa un microfono iniziando a scandire il celebre “How long” trainando di fatto il pubblico.

E’ bello pensare che la scelta non sia stata fatta a caso e che ieri notte presso Los Angeles Dennis abbia aiutato ancora una volta tutto il pubblico presente e gli appassionati da casa a intonare questo storico pezzo, forse troppe volte messo da parte.

Rolling Stone: ‘dentro l’iNNOCENCE+eXPERIENCE Tour’ il racconto di Bono e The Edge

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Vancouver, British Columbia: un viaggio all’interno del nuovo tour mondiale degli U2, un viatico dove ad accompagnarci sono i protagonisti massimi dello show, Bono & The Edge, che raccontano in questa intervista a Rolling Stone, pensieri, aspettative ma sopratutto ciò che li hanno spinti nuovamente oltre, alla progettazione di un nuovo concetto di live performance.
Innovazione, contrapposta all’esperienza (eXPERIENCE) che è basilare nelle anime dei due rockers irlandese, come Bono che definisce Iggy Pop (definizione estrema e massima del frontman) fino a The Edge, cercatore della perfezione assoluta in pensieri e azioni.

Ecco a voi la traduzione completa dell’articolo pubblicato dalla rivista Rolling Stone.

‘Dietro le quinte degli show degli U2: Domande e risposte con Bono e Edge’

Ricordi e megaschermi: la band analizza la conquista dell’arena dal soffitto fino alle setlist:

Mancano circa 25 ore dall’inizio del tour Innocence + Experience alla Rogers Arena di Vancouver e Bono è seduto accanto a Edge su un divano felpato nell’area backstage. Sta armeggiando con un laptop e guarda una registrazione delle prove del tour. Proprio fuori dalla porta, brandendo degli walkie talkie il personale corre freneticamente in ogni direzione in vista del grande spettacolo, ma Bono sembra completamente rilassato. Adam Clayton entra, gli porge una coppa di te e poi sparisce. Ci hanno detto di sedere tra Bono e Edge, sapendo che i loro impegni sono dannatamente ravvicinati e hanno solo 20 minuti per chiacchierare.
Avevamo preparato 21 domande, ma sapendo che Bono non è un uomo di poche parole, riusciamo a fargliene soltanto otto. Ma la band intende trattare molti argomenti – anche se non abbiamo discusso dei progressi di Songs of experience o verificato se hanno finalmente deciso di suonare super rarità del calibro di Acrobat e Drowning man.

Rolling Stone: Quando avete iniziato a pensare a questo tour, quali erano i vostri obiettivi? Cosa volevate ottenere?

The Edge: ‘Penso che abbiamo deciso molto presto che volevamo partire indoor e vedere come veniva. Poi è stata davvero una questione di “se suonassimo indoor e facessimo qualcosa di opposto a quanto fatto con lo scorso tour outdoor, come sarebbe?” La venue è stata la prima considerazione. Cosa possiamo fare che sia unico per quella sede indoor?’

Rolling Stone: Bono, che ne dici?

Bono: ‘Come una sorta di sfida per noi, abbiamo avuto questa idea che avremmo dovuto suonare le prime canzoni soltanto sotto una lampadina. E’ stato così fin dal principio. Ora non ne stiamo parlando in senso letterale, ma simbolico. L’abbiamo considerato un simbolo durante lo show. La lampadina è un simbolo della parte più intima della vita di ciascuno. Le vite nelle loro camere da letto. Le vite nelle loro cucine. Le vite lontane dai riflettori. Il n. 10 di Cedarwood road aveva una lampadina senza copertura perchè penso che ai tempi fosse alla moda. Quel posto è stato un’incubatrice di idee, un’incubatrice per le prime canzoni, per le prime ambizioni di poter seguire le ragazze a casa da scuola e progettare di vederle il weekend.
Ognuno si è formato in quello spazio. Per anni ho detto in giro che nel mio caso la megalomania non era necessariamente innata. Me l’hanno suggerita John Lennon, Bob Dylan, più tardi Joe Strummer. L’idea che le tue idee posso essere di qualche valore per gli altri, nella sua essenza, è molto arrogante. E’ da lì che è nata per me, fu sotto quella lampadina.
 
Rolling Stone: Immagino che la prova più dura nel creare un tour come questo sia quella di fare qualcosa di diverso. Deve essere stato difficile pensare a qualcosa di nuovo e fresco.

The Edge: ‘Nuovo, fresco e a prezzi accessibili era come volevamo che fosse. Nelle prime riunioni stavamo davvero cercando di spingerci al limite del possibile. Avevamo ogni tipo di stanze gonfiabili che fluttuavano nell’arena, alcune idee folli. E’ divertente come funzioni sempre per noi, lasciar  andare le idee senza limiti per poi lentamente, nel tentativo di essere più pragmatici e stringendo su tutto, finire con alcune delle stesse idee. Per esempio, la camera da letto è sempre li. Non è una camera che fluttua. Ora fa parte di uno schermo divisore che usiamo.
La prima cosa era di permettere all’immaginazione di correre libera per poi di cominciare a riportarla a posto. Poi iniziano le cose più pratiche come “quanto peso può sopportare il soffitto dell’arena?”. Stiamo appendendo tutti gli impianti di amplificazione, stiamo appendendo questo grande schermo. Stiamo andando all’ennesima potenza assoluta di ciò che è possibile’.

Rolling Stone: Appendendo le casse per tutta l’arena, ottenete un suono molto migliore rispetto a qualsiasi cosa io abbia mai ascoltato.

The Edge: ‘Ci stiamo in pratica grattando la testa chiedendoci perchè nessuno l’abbia mai fatto prima. E’ un fantastico modo di approccarsi al suono in un’arena. Finora tutti, inclusi noi, hanno sempre messo le casse ad un estremità, vicino al palco, sparando il suono per tutta la lunghezza dell’arena. Quello che stiamo facendo con questo show è di seguire il profilo della circonferenza della struttura  e di mettere le casse sopra le persone. Così non siedi mai più lontano di 50 piedi (15 metri ndr) da una serie di casse. Tutto trasmette il suono allo stesso tempo, così non hai nessun problema di allineamento con le altre casse’.

Bono: ‘Non è coinvolto qualche algoritmo del suono?’

The Edge: ‘No, non ci dovrebbe essere’.

Bono: ‘Sei sicuro?’

The Edge: Yeah!

Bono: ‘Alcune persone pensano che suoni meglio del 20% di qualsiasi altro impianto audio in un’arena. Se suoneremo male, non avrà importanza. Sentirete più chiaramente gli errori’.

The Edge: ‘E’ davvero perché le casse sono così vicine a voi che non c’è nessun riallineamento sonoro da prevedere. Fondamentalmente porta a tutti il suono nello stesso istante’.

Rolling Stone: Potete parlarci un po’ del fatto di aver diviso l’arena in due con schermi LED e l’idea che sta alla base di questa scelta?

Bono: ‘E’ un esperimento che verificheremo davvero solo domani per la prima volta. Ma senti, noi siamo una band che tende a provocare divisioni come mi ha detto uno dei più grandi critici musicali Robert Hilburn “La cosa migliore degli show dei Rolling Stones è che ti portano a sentirti grande. La cosa migliore degli show degli U2 è che ti fanno sentire fiero di chi è accanto a te.”
Abbiamo una vera connessione con il nostro pubblico, ma fuori dal Madison Square Garden può essere difficile essere un fan degli U2 perché siamo in giro da molto tempo. Suscitiamo sentimenti molto forti nelle persone. La gente ci ama o ci detesta. Sull’album precedente, No line on the horizon, c’è una canzone chiamata “Cedars of Lebanon” con un verso che dice “Pick your enemies carefully because they’ll define you. Make them interesting” (Scegli bene i tuoi nemici perché ti definiranno, rendili interessanti). Questo perché resteranno tali per tutta la tua vita. L’idea principale dietro a Innocence+Experience è questo movimento da “noi e loro” a “non ci sono loro,
ci siamo solo noi”.
Quando eravamo più giovani i nostri nemici erano chiaramente tracciati, molto visibili. Erano molto reali, non erano immaginati. E noi ci organizzavamo contro di loro, che questo fosse con Amnesty International o gruppi anti-apartheid. Quando diventi adulto, inizi a scoprire che il nemico più pericoloso che incontrerai nella tua vita è spesso te stesso. Sei tu il più grande ostacolo sulla tua strada. Improvvisamente il panorama cambia. Non so chi ha scritto il verso “Ho incontrato il mio nemico ed ha in parte ragione”, ma è un grande verso. E’ più difficile negoziare. E’ davvero la tua stessa ipocrisia nel mirino. Abbiamo cominciato quel viaggio con Achtung Baby e lo Zoo TV. Continua oggi, ma quello che è successo recentemente è che sono personalmente tornato indietro ripercorrendo quei giorni in bianco e nero, perché mi manca quella persona.
Ti dirò un brano del prossimo album Songs of Experience.
“I was living a lie. I was calling it a compromise. I was making bad deals in front of everyone’s eyes. Deals now everyone denies. I was giving evidence in the court of the hearts desire, falsifying documents, virtue thrown in the fire. Sometimes I wish that I was stupid and you were not so smart. Overcome the head will always overcome the heart”
(“Stavo vivendo una bugia. La chiamavo compromesso. Stavo facendo pessimi affari sotto gli occhi di tutti. Affari che tutti ora smentiscono. Stavo fornendo delle prove nella corte del desiderio del cuore, falsificando documenti, gettando la virtù nel fuoco. A volte vorrei che fossi studio e tu non così brillante. Sopraffare la testa sarà sempre sopraffare il cuore.”)

poi prosegue:

“Lead me in the way I should go. I’m running out of chances to blow. That’s what you told me and you should know. Lead me in the way I should be. Unravel the mystery of the heart and its defense. The morning after innocence”
(Portami dove dovrei andare. Sto finendo le possibilità da sprecare. E’ quello che mi hai detto e tu dovresti sapere. Portami dove dovrei essere. Dipana il mistero del mio cuore e della sua difesa. La mattina dopo l’innocenza.”) La canzone si chiama “The morning after Innocence”.
e continua
“Is that your fountain pen? Navy with a nib of gold. Could you write your name again and do anything you were told in 10 Cedarwood Road. I’m your older self, the song of experience. I’ve come to ask for help from your song of innocence. Lead me in the way I should go. I’m running out of chances to blow. That’s what you told me and you should know”
(E’ quella la tua penna stilografica? Blu con un pennino in oro. Puoi scrivere di nuovo il tuo nome e fare tutto quello che viene detto al 10 di Cedarwood Road. Sono la tua versione più adulta, la canzone dell’esperienza. Sono venuto per chiedere una mano alla tua canzone dell’innocenza. Portami dove dovrei andare. Sto finendo le possibilità da sprecare. E’ quello che mi hai detto e tu dovresti sapere.)
Quindi la versione adulta di se stesso arriva dal sé più giovane in cerca di speranza. E’ interessante. E’ un rovesciamento. Succede questo nel nostro show. Quello che succede in questo show è che il sè più giovane fa un’arringa, turba il vecchio sè. Questo è quello che cercavamo di capire in “Bullett the Blue Sky”. Il tipo che è solito stare sulla barricata in bianco e nero raggiunge il tipo che è sull’altro lato della barricata e dice “Che ci fai qui?” dice, “C’è bisogno di tutti, dei blu, dei verdi, dei “me” e dei “te” ”. Entra in questa discussione. E’ la dialettica al centro del tour da una prospettiva poetica.
Poi, dal lato visivo, hai lo scontro tra analogico e visuale. Alcuni degli artwork sono fatti a mano, con disegni stampati e di contro alcuni sono rovinati, trattati. Musicalmente, hai la semplicità dei tre strumenti, la rock band, e poi ti ritrovi la parte più elettronica nella sezione Experience. Probabilmente rimpiangi di aver fatto quella domanda.

Rolling Stone: Mi puoi spiegare in che modo decidete la setlist e come scegliete l’ordine delle canzoni?

The Edge: ‘E’ una domanda molto complicata, in particolare per quello che stiamo facendo qui. C’è stata una grande riflessione. Lui voleva avere una lampadina sopra il palco per i primi pezzi, che mostrava come se gli U2 si denudassero nel momento innoncence della band, facendo riferimento agli esordi quando ci siamo formati e siamo stati influenzati dalla musica della fine degli anni ’70 e dei primi ’80, punk e post-punk. Quello è stato il nostro punto di partenza, con il quale iniziare lo show. Poi è stato come “Ok, dove andiamo da qui in poi?” E’ stato un processo fatto di tentativi di andare oltre quella prima parte della show e portarla ad una conclusione che ci soddisfacesse e nella quale credere. Abbiamo molte canzoni dei vari periodi. E’ divertente come prendendo una vecchia canzone e mettendola in un diverso momento del concerto, questa acquisti improvvisamente un altro significato’.

Rolling Stone:
In qualche modo i fans hanno messo le mani su una lista di pezzi provati in cui ci sono “I will follow” e “Out of Control”. Devo immaginare che iniziate lo show con i primi pezzi della vostra carriera?

The Edge: Questa è l’idea. Funziona. E’ un bel modo di iniziare, come in alcuni dei nostri primi concerti nei club di Dublino. Uno in cui abbiamo suonato è il “McGonagle’s” e quindi chiamiamo questa parte del concerto il “momento McGonagle’s”. Naturalmente non potrebbe essere più facile da mettere in scena. Poi sfruttiamo questi favolosi strumenti tecnologici che abbiamo predisposto per lo show. Diventa davvero divertente ed anche psichedelico e surreale, e poi lo portiamo ancora una volta da un’altra parte. Ci sono davvero quattro fasi diverse all’interno dello show, tutte con sentimenti differenti. Quindi li uniamo insieme. Fare in modo che questo percorso emozionale funzioni è la vera sfida.

Bono: Quando guardo a questi strumenti tecnologici, quello che è stupefacente è che non sono così invadenti quando sono spenti. Puoi vederci attraverso. Puoi essere perdonato per aver pensato “Questa è molto lontano dal punk rock”. Ma quella che era l’anima del punk rock per noi era il desiderio di comunicare con il nostro pubblico in modo paritario, intendendo che non ci sono divisioni tra te e la gente che viene a vederti. Effettivamente terminavamo spesso il concerto tra il pubblico. Finivamo a finire a dormire a casa degli spettatori e loro a casa nostra. C’era questa democrazia.
Iggy Pop per me è sempre stato il cantante “definitive” per me. Non era affatto soddisfatto nello stare semplicemente sul palco. Abbattere la quarta parete è sempre stato un principio basilare di ogni concerto degli U2. Questo mi riporta a quel pubblico di Los Angeles con la bandiera bianca e, in modo piuttosto bizzarro, ad una rissa in mezzo al pubblico con la bandiera della nonviolenza. Ho finito col perdere la testa. Era patetico.
Ma per sviluppare il palco B, i collegamenti satellitari, fummo i primi a farlo, una volta inventati gli auricolari IEM e quindi divenuto possibile. Poi invece di guardare soltanto allo sviluppo dei video, che utilizzammo per primi, percorremmo nuove strade con lo Zoo TV e poi con il Popmart verso un nuovo livello. Tutte queste innovazioni arrivarono da quel pensiero del 1979 “There’s no them, only us”. Fare in modo che il posto più lontano della sala sia quello migliore, è il compito di ogni artista.

Rolling Stone: L’impossibilità di suonare la chitarra cambia qualcosa? E’dura ora fare One dato che l’hai sempre suonata su questo pezzo?

Bono: Sai, Ho sempre pensato di toglierla quando la suonavo. So che stiamo ridendo dato che la band non sembra rimpiangere molto la mia abilità di chitarrista, ma non mi manca molto sul palco. Mi manca una volta sceso dal palco. Mi manca adesso. Mi manca nei camerini. Mi manca quando vuoi scrivere qualcosa e non puoi ascoltare cosa c’è nella tua testa. Abbiamo anche Terry World. Terry [Lawless] è là sotto che suona le tastiere o farà qualcosa per coprire oppure la “spoglieremo”. Ieri abbiamo spogliato l’arrangiamento di Mysterious Ways, fino a trasformarla in un semplice pezzo con la chitarra acustica. E’ un gran divertimento. Funziona.

Rolling Stone: Ho visto una lista di 43 canzoni che avete provato. Quanto cambierà lo show tra una prima e una seconda data nella stessa città?

The Edge: Dobbiamo preparare uno show di cui essere soddisfatti e poi lo scopriremo’.

Rolling Stone: Come pensate che sarà lo show tra qualche settimana o mese?

Bono: Ci pensavo oggi durante il soundcheck. Non abbiamo una grande sezione acustica. Mi piacerebbe suonare un set acustico di mezz’ora nelle seconde date, perché no? La possiamo fare. Quante canzoni hai detto che abbiamo provato?

Rolling Stone: Ho visto una lista di 43.

Bono: Edge, dici che è vero?

The Edge: Abbiamo 60 canzoni per il tour. Non le ho provate tutte con la band. Io ne ho pronte 60. Le ho contate. Sul fatto che lui non suoni la chitarra, mi manca. Mi manca in particolar modo quando devo fare un assolo e non c’è Bono a “coprirmi”. E’ come “Oh merda. E’ davvero diverso così”.

Bono: Se ascolti molti gruppi degli anni ’70, Edge, non hanno spesso l’accompagnamento. Anche The Who. Dà più risalto al basso, ma grazie per averlo detto. L’ho apprezzato molto.

 Grazie a Dominus per la traduzione completa

Gli U2 al Fallon Tonight sulla NBC, foto e video della serata

E’ andata in onda da poche ore la trasmissione di Jimmy Fallon, “The Tonight Show with Jimmy Fallon” con la puntata interamente dedicata agli U2. LA band è stata intervistata da Fallon e si è esibita live in alcuni pezzi:

Beautiful Day
Angel Of Harlem
Song For Someone
California (There is no end to love) [non trasmessa dalla nbc]

Beautiful Day

Angel Of Harlem

Song For Someone

Vi proponiamo il video di una parte dell’intervista rilasciata dagli U2 al Fallon Tonight

Di seguito anche alcune foto durante l’esecuzione di Song for Someone e video della performance di Angel of Harlem durante l’apparizione alla NBC

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Video Angel of Harlem

La band irlandese ha eseguito anche Beautiful Day.

Al seguente link il video della gag tra Bono e Fallon sull’incidente accorso al cantante irlandese

Fonte

Ancora nessuna conferma sui concerti degli U2 a Dublino a fine anno

© Andrew COWIE / AFP

E’ terminata da pochi minuti l’intervista di Bono trasmessa da TodayFm.
Questa intervista è stata condotta da Tony Fenton, amico personale della band, deceduto a marzo.
Questa intervista è stata registrata qualche mese fa durante la convascelenza di Bono a seguito dell’incidente in bici di novembre.
L’intervista ha toccato numerosi punti della storia della band irlandese, partendo dai progetti per il tour iNNOCENCE+eXPERIENCE, sopratutto le impressioni in confronto ai precendenti tour.
La volontà che traspare dal leader degli U2 è quella di far vivere l’esperienza più vicina possibile al fan, nessun barriera tra band e fan, per vivere a pieno l’esperienza con location molto particolari come il Madison Square Garden di New York.
Numerosi riferimenti al passato come i festival, la volontà di vedere da lontano ogni cosa (in particolare i festival belgi), oppure citare l’importanza di ‘Space Oddity’ di David Bowie, punto focale del 360 tour.
Passando poi per gli eccessi sfrenati dello ZooTv Tour fino al Popmart Tour ma adesso c’è la volontà della band di suonare in luoghi sempre più piccoli come i clubs ma più reali.
Ma sopratutto si è parlato della genesi della band in quella Dublino tanto lontana da adesso, fatta dalle vari ‘tribù’ di giovani come gli amici storici della band come Guggi e Gavin Friday.
Nessun riferimento esplicito sulle date di Dublino, in particolare su location e tipologia di show proposto.

A breve pubblicheremo il file completo dell’intervista

Stay Tuned!

New York: Gli U2 fuori dal Rockfeller Center insieme a Fallon per il ‘Tonight Show’ [Foto e Video]

Poche ore fa gli U2 sono stati immortalati al di fuori del Rockfeller Center di New York insieme a Jimmy Fallon.
Sembra che Bono e soci stiano lavorando ad uno sketch insieme al presentatore americano in vista della partecipazione della band irlandese al ‘The Tonight Show’ venerdì 8 maggio (Vedi News).
Simpatico siparietto tra Bono e Fallon, ripresi in foto e video con una bici, ironia dell’incidente accaduto a Bono il novembre scorso che ha fatto posticipare la presenza della band al programma della NBC.

Ecco il video e le foto di ieri al Rockfeller Center di New York:

https://instagram.com/p/2PCjn5oG6b/

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“Another Time, Another Place”: in arrivo il regalo per gli abbonati a U2.com

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I nuovi abbonati a U2.com riceveranno a breve il regalo previsto per quest’anno: il doppio vinile del concerto al London’s Marquee Club del 1980 intitolato “Another Time, Another Place“.
Per l’occasione, sul lato B del secondo vinile, Bono ha inciso un messaggio per i fan ricordando quel momento e com’erano gli U2 nel 1980, ecco un estratto del discorso di Bono: “Il primo lunedì il locale era mezzo pieno, il secondo lunedì era quasi al completo e il terzo lunedì molte persone non sono riuscite ad entrare. Il quarto lunedì invece c’erano le code attorno all’isolato su Wardour Street. Fu come un’< >.

Ecco la tracklist del bootleg ufficiale:

The Ocean
11 O’Clock Tick Tock
I Will Follow
An Cat Dubh – Into The Heart
A Day Without Me
The Electric Co.
Things To Make and Do
Stories For Boys
Boy Girl
Out of Control
Another Time, Another Place: U2 At The Marquee Club, September 1980 by Bono

La spedizione del regalo avverrà nei prossimi giorni e piano piano gli abbonati riceveranno l’email con i dati per seguire il proprio pacco!

Nel frattempo, su U2.com, è disponibile sempre per gli abbonati la versione di “Every Breaking Wave (Radio Mix)”.

Bono: gli U2 suoneranno tre concerti a Dublino il prossimo Natale!

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Gli U2 si esibiranno in tre concerti a Dublino il prossimo Natale. Questo è quanto è emerso dall’intervista che verrà trasmessa lunedì alla radio TODAY FM. L’intervista, condotta da Tony Fenton, è stata registrata a gennaio ma andrà in onda soltanto il prossimo 4 maggio sulla radio irlandese Today Fm alle 3 del pomeriggio ore locali (le 16.00 in Italia). Le date precise verranno rese note poco dopo.
Come già raccontati in diversi rumors nelle settimane scorse gli U2 si esibiranno probabilmente alla 3Arena che oggi si trova proprio dove nel 1989 vennero suonati gli storici concerti del “Point Depot” proprio tra Natale e Capodanno.

Fonte: http://www.breakingnews.ie/ireland/u2-to-play-three-live-dublin-shows-this-christmas-675239.html

New York Times: ‘Gli U2 sono pronti a volare’! [spoiler]

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Stamane è stato pubblicato dal New York Times un nuovo articolo sugli U2 in vista della prima data del iNNOCENCE+eXPERIENCE Tour 2015.
L’articolo è stato redatto nelle ultime settimane durante le prove in corso di svolgimento a Vancouver al Pacific Coliseum.
‘Il palco era una geometria di tubi fluorescenti e la canzone era un trionfo’ la definizione proposta da Bono sul palco durante le prove di ‘Elevation’, definendosi con un ‘non male’ nella performance live.

L’articolo si evolve sulla continua discussione in merito le modalità di uscita di ‘Songs of Innocence’, 13simo album della band ed ultimo da ‘No Line on The Horizon’ del 2009,’l’idea era quella di raggiungere il maggior numero di audience possibile’ ha detto così Bono, ‘volevamo andare fuori e vedere se erano lì’, e sarcastimante afferma ‘ non erano lì’, in riferimento all’enorme polemica sulle modalità di uscita in particolare con la Apple.

Successivamente si parla del tour, definito come un approccio innovativo con video ad alta risoluzione e un radicale passo in avanti sul sounds delle arene, ma sopratutto si mira alla tecnologia con l’unica scopo di rendere la location intima. Un tour che ha già venduto il 98% dei biglietti e fatto segnare il sold out in 6 delle 8 date di New York che cominceranno il prossimo 18 luglio.

‘Songs of Innocence
‘ viene definito con una doppia faccia quasi contradittoria, un impatto di canzoni pieno di individualità, con dettagli e memorie frutto dell’esperienza dell’ultimo lavoro discografico, che non hanno avuto singoli di livello come quelli del passato come ‘Where the Streets Have no Name’ o ‘Pride’ ma sono figli anche del U2 360 Tour che è durato dal 2009 al 2011.
Il lavoro della band irlandese su ‘Songs of Innocence’ è partito da una base prettamente acustica rispetto alla sperimentazione proposta in ‘No Line on The Horizon’, un senso di disciplina invece è stata proposta sopratutto sui testi dell’album con una visione più giovanile e non guardandosi indietro, ‘volevamo cercare di pensare di far canzoni contemporanee ma in realtà noi veniamo da un altro tempo’ ha detto Adam Clayton, ‘scriviamo dalla prospettiva di un viaggio lungo 35 anni insieme’.

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Durante le prove Bono e soci continuano a parlare sulla gestazione del tour che è partita nel lontano 2013 e anche dell’incidente dello scorso novembre, la band irlandese si mostra impegnata sul palco del Coliseum dove la produzione prova a dare il massimo con ogni tipologia di effetto visivo, video e colori, ma con una base fondamentale, ‘ comandano le canzoni, loro ci dicono sempre cosa fare e noi ci chiedamo così possiamo costruirci attorno’, sintesi perfetta proposta da The Edge durante un meeting serale.

Tutto questo conferma l’intenzione della band più volte ostentata di pianificare uno show del tutto diverso, una prima parte del tutto separata dalla seconda parte dello show, su un palco che è stato così descritto: tre diverse piattaforme dove i membri della band girano, di cui uno stage rettangolare ( definito come una ‘I’ per Innocence) e uno stage più piccolo (definito invece ‘e’ come Experience) e nel mezzo uno stage intermedio come una passerella racchiusa tra due schermi video-led, una sorta di sandwiched, così è stato definito da Es Devlin, producer designer dello stage che in passato ha lavorato con Lady Gaga e Kanye West.

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Uno show con un sound che abbraccerà tutta l’arena come un unico ovale attorniato da 12 diffusori musicali, ‘una qualità sonora fuori dal normale’ così definita da The Edge.
Una divisione dello stage che si ripercuoterà nella modalità di show proposta, come una narrazione quasi intima come canzoni come ‘Cerwood Road’ o ‘Iris’ che rappresentano luoghi e persone della vita di Bono, ‘dopo il 360 Tour pieno di luci volevamo uno show con una singola lampadina, un unica proiezione di luce’ quanto detto dal rocker irlandese durante le prove di ‘Cerwood Road’ all’inizio del concerto. Mentre vi è un punto di rottura dello show, un viatico rappresentato da una canzone Raised by Wolves’ definita come la fine dell’innocenza’ (The end of Innocence), così definita da Bono che racconta i tragici eventi di Dublino del 17 maggio 1974 dove perirono 33 persone.

Questo rappresenta un processivo costruttivo che ha impegnato ogni tipologia di settore, audio, video, il tutto è stato filmato dalla HBO e da cui nascerà un film-documentario, la base d’inizio del prossimo lavoro della band già annunciato ‘Songs of Experience’ che rappresenta un filo rosso che unisce l’intero progetto musicale della band irlandese che verrà svelato al mondo il prossimo 14 maggio.

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Insieme all’articolo sono usciti alcuni shot fotografici della band durante le prove al Pacific Coliseum di Vancouver sopra riportati.

Update News 2/5/2015 ore 13:

Pubblichiamo dei nuovi scatti pubblicati dal New York Times:

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