Bono a New York con Mary J. Blige

Bono era a New York lunedì scorso per partecipare alla serata di gala per il venticinquesimo anniversario della Robin Hood Foundation (una organizzazione di beneficenza a favore dei poveri della città americana) e ha cantato One e Moment of Surrender con Mary J. Blige. Alla serata erano presenti 4.200 invitati tra i quali Elton John, Paul Simon, Sting, LL Cool J e sono stati raccolti 80 milioni di dollari.

Fonte: u2.com, robinhood.org

Bono canterà a Dublino per un concerto di beneficenza

Bono parteciperà con la band irlandese Aslan ad un concerto di beneficenza per Christy Dignam.
“A night for Christy” (Una notte per Christy) questo l’evento, si terrà il 21 giugno all’Olympia Theatre di Dublino.
I biglietti sono già disponibili presso Ticketmaster.ie.
Dignam è stato cantante degli Aslan (band che si è formata nel 1982) e ha combattuto con problemi di droga nel corso degli anni, recentemente gli è stato diagnosticato un cancro.
La line-up del concerto di beneficenza comprende tra altri importanti esponenti della musica irlandese Gavin Friday, Horslips, alcuni componenti dei Westlife, Shane MacGowan, Mary Black.

Fonte: atu2.com

Bono, moda e feste tra California e Las Vegas

Settimana movimentata per Bono, fotografato e ripreso in più occasioni in California.
Con la moglie Ali e Renzo Rosso ha presentato la nuova collezione Edun/Diesel all’evento tenutosi per l’occasione presso Studio Africa, a Coachella (in concomitanza con il Festival di Coachella 12/14 aprile, tenuto a Indio, località nei pressi del Joshua Tree Park ), nella foto di seguito intervistati per la rivista Rolling Stone

Per l’occasione Bono si è anche esibito in una performance estemporanea con Baloji, artista congolese, eccolo nella foto di seguito, subito prima di raggiungere il palco

E di seguito un breve estratto video dell’esibizione

Altra esibizione per Bono proprio ieri sera, che ha cantato tra l’altro Fly me to the moon, e I’ve got you under my skin, alla festa che celebrava gli 80 anni di Quincy Jones tenutasi a Las Vegas.

Nuovo album o vecchia sessione soundcheck?

In questi ultimi giorni girava sul web il seguente video, che a dire dell’utente che aveva caricato il pezzo, doveva riprodurre un nuovo leak del prossimo album degli U2.

Molti aspetti, tra cui i suoni e gli echi di sottofondo, hanno in realtà subito portato a dubitare del fatto che ci trovassimo davvero di fronte a delle prove in studio per il nuovo album; si trattava in realtà molto più banalmente di un vecchio soundcheck, risalente al periodo del 360 Tour in particolare a una sessione di prove effettuate prima della data di Anaheim, quindi del 2011.

Durante la sessione in cui si può ascoltare Edge eseguire delle prove sul suono, a un certo punto si sente anche Bono fare gli auguri di buon compleanno a una certa Flory, riferendosi molto probabilmente a Flory Turner un tecnico che faceva parte del personale del 360 Tour, questo va quindi ad avvalorare il fatto che ci troviamo davanti a una sessione di soundcheck e non a un pezzo inedito del nuovo album.

Fonte: atu2

Adam e Ali a proposito del nuovo album degli U2

Vi avevamo in una recente news riassunto brevemente i rumors sul prossimo album dei nostri; sempre a proposito dell’uscita del nuovo album sia Adam Clayton che Ali, la moglie di Bono, hanno in questi giorni aggiunto qualche parola di ottimismo, che fa si che possa sempre più prendere corpo l’idea di un album pronto per l’autunno.

Adam è stato intervistato un paio di settimane fa, durante la campagna Walk In My Shoes, e una di queste interviste è appena apparsa nel nuovo numero di Hot Press Magazine. Ecco la parte in cui Adam parla dei progetti degli U2 a proposito di un nuovo album:

Siamo qui per parlare dell’impegno di Adam nella Campagna Walk In My Shoes, e della Giornata della salute mentale fissata per il 12 aprile, ma prima di parlare di questo lui è disposto a parlare di quella che è la sua attività principale. “Vogliamo con tutte le nostre forze che il nuovo album sia pronto per la fine dell’anno, settembre, ottobre, novembre, il periodo è quello. Stiamo lavorando con Dangermouse che è un ragazzo intelligente. Ci sta lavorando, ed è molto entusiasta. E’ una grande squadra e lo stato d’animo è molto liberatorio al momento, tutto è permesso… Abbiamo una grande varietà di progetti, potremmo fare tre o quattro diversi dischi e sentirci a posto con noi stessi, ma per avere il miglior disco possibile è necessario prendere le distanze da quelli che si possono fare troppo facilmente. Stiamo davvero cercando di entrare in un territorio poco confortevole. Se questo può avere un senso …

Ali Hewson ha invece condiviso un breve commento in merito al prossimo album degli U2 in un’intervista a The Guardian :

Sono a un buon punto lungo la strada che li porta al nuovo album e devo dire che suona bene. E’ tutto quello che posso dire

Fonte: HotPress / The Guardian

Bono su RTE per il St. Patrick Day

Bono apparirà questo fine settimana nel programma RTE, Glaoch- The President’s Call.
Il programma che andrà in onda il giorno di San Patrizio, ossia domani 17 marzo, nasce come una celebrazione della cultura irlandese. Pur essendo un’esclusiva del canale RTE, il programma sarà visibile in tutto il mondo a partire dalle 21.30 GMT.
Potrete seguirlo anche in Italia in modo semplice attraverso il canale RTE su YouTube –> LINK RTE Youtube a partire dalle 22.30.
All’interno del programma sembrerebbe, a giudicare dal trailer, che Bono si sieda per un colloquio con il presidente irlandese Michael D. Higgins.
Bono non è comunque nell’elenco che comprende i numerosi ospiti che si esibiranno live durante il programma.

Ecco il trailer :

Bono in Etiopia nel 1985: una canzone e varie foto inedite!

Nel settembre 1985, dopo il successo mondiale del Live Aid, Bono e Ali si recarono come è noto, in Etiopia e trascorsero circa un mese di lavoro in un campo ad Ajibar dove erano soliti cantare delle canzoni per aiutare i bambini a capire l’importanza e i benefici di un’alimentazione sana, dell’igiene e di altre cose legate alla salute che si tende a dare per scontato in Occidente.
Gary Roebbelen era il membro dello staff di World Vision che aveva il compito di accogliere Bono e Ali al loro arrivo ad Ajibar. Gary ha reso noto attraverso il sito atu2.com che sta finalmente realizzando un progetto che ha tenuto nel cassetto per 28 anni: rendere pubbliche molte diapositive e cassette audio riguardanti il tempo passato a lavorare con Bono e Ali ad Ajibar.
Il primo risultato di questo progetto è su YouTube sotto gli occhi di tutti. E’ un collage di immagini che scorrono con una colonna sonora molto particolare, Bono che canta “Ajibar” con alcuni abitanti del campo, accompagnato da una chitarra acustica, e lancia un messaggio alla fine.

Ecco cosa scrive Roebbelen sul canale Youtube su cui ha caricato il video:

Un viaggio attraverso i ricordi. Finalmente ho scannerizzato alcune vecchie diapositive del 1985. Ho scattato queste foto quando facevo da guida a Bono e a sua moglie (“Paul e Ali”) durante i primi giorni del loro viaggio “segreta” in Etiopia ai tempi della grande carestia che destò l’attenzione del mondo. Visitammo diversi accampamenti sperduti, come Ibnat, una tendopoli con almeno 60mila vittime della carestia, “dove le strade non hanno nome…”. Ho ancora diversi appunti su un diario di una colazione che facemmo una mattina quando lui parlò di tutte le canzoni che gli passavano per la testa (pre-Joshua Tree). Gli trovammo una chitarra. Furono anche coinvolti nell’aiutare e nell’insegnare ad un gruppo di orfani di Ajibar, proprio dove sono state scattate le fotografie. Bono scrisse poi la canzone “Ajibar” (che vedete nel video) che cantò poi insieme allo staff dell’accampamento ed agli orfani. Scrissero anche delle bellissime canzoni sulla salute per insegnare qualcosa ai bambini (forse pubblicherò anche queste…). Il Dottor Hector Jalipa, responsabile del campo, non era presente in quei primi giorni della loro esperienza là in Etiopia quindi iniziarono ad interagire completamente con lo staff etiope. Sono sicuro che questa breve introduzione alla vita negli accampamenti per combattere la carestia, avvenuta ben 28 anni fa, abbia aiutato non poco a far entrare la storia dell’Africa nella vita di Bono.

Alcune foto estratte dal video (via u2news. cliccate per ingrandirle):

A proposito dell’esperienza travolgente di Bono in Africa nel 1985, Steve Reynolds, direttore marketing per World Vision ricorda coì Bono e la sua visita in Etiopia nel 1985:

… Nel 1985 ho lavorato come responsabile della comunicazione per World Vision Etiopia ad Addis Abeba … Abbiamo ricevuto la notizia che il cantante di un gruppo rock irlandese, gli U2, sarebbe arrivato in Etiopia “in sordina “… Cosa c’era di diverso in questa visita era che Bono e sua moglie Ali, volevano lavorare in uno dei nostri campi di soccorso … sapevo quali erano le condizioni di vita in questi campi … Ricordo di aver pensato ‘Beh, certamente per loro sarà uno shock’ … ero certo che non sarebbe durato una settimana. Ma invece riuscirono, trascorrendo quasi un mese ad Adjibar a lavorare con il nostro personale, contribuendo allo sviluppo di programmi musicali e teatrali per i bambini al centro …Il personale ha elogiato Bono per la sua energia, lo spirito e la creatività … Al ritorno della coppia ad Addis Abeba, ho avuto il privilegio di girare con Bono in Etiopia per vari campi … Qualcosa in lui era cambiato …

Oggi Bono incontra presidenti, primi ministri, perfino il Papa, sostenendo e agendo per i poveri e gli emarginati. “Non si tratta di carità, si tratta di giustizia”, è solito dire. La sua visione in proposito è ancora forte più di 25 anni dopo. Quando Dio mette mano al tuo occhio, non si vedono più le cose allo stesso modo. Io ho visto accadere questa cosa proprio con Bono, e sorrido quando penso a come questa sua visione stia tentando di cambiare il mondo.

Bono dedicò ONE a Steve Reynolds durante il concerto di Seattle del 24 aprile 2005 del Vertigo Tour (qui lo show report di U2.com) ricordando la sua esperienza con lui in Africa.

Fonte: atu2.com / World Vision Magazine

Bono a TED 2013: Sradicare la povertà estrema non deve essere un sogno [AGGIORNATO CON VIDEO]

TED (Technology Entertainment Design) è una conferenza internazionale la cui missione è riassunta nella formula “ideas worth spreading” (idee degne di essere diffuse). Le lezioni abbracciano una vasta gamma di argomenti che comprende scienza, arte, politica, temi globali, architettura, musica e altri. I relatori stessi provengono da molte comunità e discipline diverse, tra cui l’ex presidente Bill Clinton, il premio Nobel James Dewey Watson, il produttore televisivo e attivista politico Norman Lear, il fisico Murray Gell-Mann, il co-fondatore di Wikipedia Jimmy Wales e i co-fondatori di Google Sergey Brin e Larry Page.
Nel 2005, il premio TED è stato dato a Bono, che quest’anno è stato chiamato da Chris Anderson (il curatore della conferenza) per fare il punto della situazione:

“Chris Anderson mi ha chiesto se potevo mettere gli ultimi 25 anni di lotta contro la povertà in una campagna in 10 minuti. Un inglese che chiede ad un irlandese di essere breve”. Contro quello che Nelson Mandela chiama “il reato più terribile per l’umanità, la povertà estrema” l’arma preferita di Bono sono i fatti: “Dimenticate l’opera rock, dimenticate la retorica, i miei soliti trucchi, l’unica cosa a cantare oggi saranno i fatti. Ho veramente abbracciato il mio secchione interiore. Uscire dalla rock star”. A questo punto Bono si toglie gli occhiali da sole e li mette al contrario, entrando in modalità “attivista basato sulle prove”, un “factivist”, e mostra una serie di diapositive, che mostrano delle buone notizie: dal 2000, otto milioni di pazienti affetti da AIDS hanno ricevuto farmaci antiretrovirali, sono diminuite le morti per malaria, il tasso di mortalità infantile dei bambini sotto i 5 anni è sceso, il numero di persone che vivono in schiacciante povertà è sceso dal 43% nel 1990 al 21% nel 2010.

Dice Bono: “Se si vive con meno di 1,25 dollari al giorno, questo non è solo una statistica, questo è tutto. Se sei un genitore che vuole il meglio per i tuoi bambini, e io lo sono, questa transizione rapida è una via d’uscita dalla disperazione e nella speranza. Se continua questa tendenza, entro il 2030 non ci saranno più persone che vivono con un dollaro al giorno, anche nei paesi in difficoltà dell’Africa sub-sahariana”. Bono scherza affermando che non è necessario ascoltare un insopportabile profeta come lui perché il 2030 è proprio dietro l’angolo “a solo tre concerti di addio dei Rolling Stones, che ci fanno sentire anche più giovani”, poi tornando serio: “L’opportunità è reale, ma lo è anche il pericolo. Non possiamo ottenere queste cose fino a quando non accetteremo che ci si possa arrivare. Combattere contro coloro che si oppongono a questo progresso positivo è una responsabilità per tutti. La lotta alla corruzione è più facile con la trasparenza e l’apertura, ed è fondamentale che tutti noi facciamo la nostra parte”.

Bono cita un rapporto dell’Uganda, dove si denuncia la corruzione del governo con i messaggi SMS. “Quando di dispone di questi strumenti, non è possibile non usarli. Non è possibile eliminare i dati dal vostro cervello. Siamo qui per cercare di infettare con questo virus virtuoso, quello che noi chiamiamo factivism, che non vuole uccidere, ma potrebbe salvare innumerevoli vite umane. Con la campagna One ci piacerebbe che fosse contagiosa, per diffonderla, condividerla, trasmetterla. In questo modo, potrete unirvi a noi e innumerevoli altri in quello che credo davvero sia la più grande avventura mai intrapresa. La sempre esigente richiesta di uguaglianza. Possiamo rispondere a questo vibrante appello di Nelson Mandela con la scienza, la ragione, i fatti e oserei dire, l’emozione?”.

In conclusione Bono cita Wael Ghonim, l’ex-Googler che ha usato il social networking e strumenti tecnologici durante la rivolta egiziana. “Ho le sue parole tatuate nel mio cervello. Stiamo vincendo perché non capiamo la politica. Stiamo vincendo perché non giochiamo i loro sporchi giochi. Stiamo vincendo perché non abbiamo un ordine del giorno. Stiamo vincendo perché le lacrime che provengono dai nostri occhi in realtà provengono dai nostri cuori. Stiamo vincendo perché abbiamo sogni. Stiamo vincendo perché siamo disposti a lottare per i nostri sogni. Noi vinceremo se lavoriamo insieme come una cosa sola, la gente. Il potere del popolo è molto più forte delle persone al potere”.

Il video dell’intervento:

Fonte: www.ted.com

Bono e una nuova versione di “Breathe” in un documentario sul Sud Africa [AGGIORNATO con AUDIO]

Domenica 24 febbraio alle ore 21, sul canale satellitare History Channel Italia (canale 407 di Sky), verrà trasmesso il documentario di due ore dal titolo “Sull’orlo della rivoluzione” (titolo originale inglese: ”Miracle Rising: South Africa”) che contiene una breve apparizione di Bono e nei titoli di coda una nuova versione del brano “Breathe” (nelle note di produzione viene definita Alternate Version).

Il documentario descrive la trasformazione politica del Sud Africa, culminate con le prime elezioni libere del 1994, attraverso la narrazione di leader mondiali, politici, celebrità e giornalisti.

Bono aveva già riscritto il testo della canzone per Nelson Mandela, e aveva precedentemente dichiarato che gli avrebbe fatto piacere che fosse utilizzata per questo documentario.

Il testo di questa versione alternativa è presente sulla Deluxe Box di “No Line On The Horizon”:

18th of July on the banks of a not well-known river, I started a journey to where I am now. Troublesome, troublemaker, guided by the drums of my creator towards a rhythm, a rhyme, a melody line of a song called freedom, which once heard will never leave your head. Rolihlahla, on a day like this, it’s love that gives us courage to resist.

Agape love forged like steel in the fire. Agape love like a whisper that calls us to walk out into the street with your arms out and the people you meet are neither down nor out, hey there is nothing you have that I need. I can breathe. I can breathe.

All those who stand together, fist in air, now know this — that real division is not a scar on the land, but in the hearts of every man who began as a kiss not to resist, and not a fist. Now an open hand, an open face, an open page where history might rewrite its rage.

Agape love forged like steel in the fire. Agape love whispering to us to walk out into the street, sing your hearts out to the people you meet, neither down nor out, hey there is nothing you have that I need. I can breathe, I can breathe.

 

 

Sito di History Channel UK

AGGIORNAMENTO – Ecco l’alternate version di ‘Breathe’ utilizzata per il documentario “Miracle Rising”
(purtroppo la canzone è stata è stata a volte interrotta da alcune interviste realizzate per il documentario quindi abbiamo dovuto tagliare quei pezzi per far sì che fosse più piacevole da ascoltare)

Qui dui seguito invece la pagina del booklet dell’edizione deluxe di No Line On The Horizon dove si possono leggere i versi di questa versione che potete sentire ascoltandola:

Fonte: atu2.com

Trent’anni di War, il terzo album degli U2!

Sapevamo che c’era qualcosa di speciale,’ ricorda Larry. ‘Sentivamo che finite le canzoni avevamo fatto per l’album tutto ciò che era possibile fare‘ ‘L’apertura con Sunday Bloody Sunday e la chiusura con “40“, è stato‘, ha detto Bono, al momento, ‘uno schiaffo in faccia al crackle, allo snap e al pop ‘.
WAR‘ , il terzo album in studio della band, è stato rilasciato nel mese di febbraio del 1983.

Erano gli U2 al massimo livello per ciò che concerne le ritmiche‘, ha detto Adrian Thrills sulla rivista NME. ‘Il loro suono radicato nel ritmo martellante e da brividi del batterista Larry Mullen e delle percussioni sconcertanti del bassista Adam Clayton. Il chitarrista The Edge appare meno dominante rispetto a prima, gli assoli tradizionali vengono superati da escursioni intuitive su tonalità e armonie che pongono le basi misteriose e inquietanti sulle fondamenta del rock tradizionale‘.

JD Considine su Rolling Stone ha concluso che ‘le canzoni si innalzano su London Calling dei Clash, in termini di puro impatto, e il fatto che gli U2 possano travolgere l’ascoltatore con lo stesso tipo di entusiastico romanticismo che alimenta i grandi gesti della band è un risultato impressionante.’

Brani come New Year’s Day e Sunday Bloody Sunday hanno definito il sound della band e rimangono uno standard vivo ancora oggi.

Di seguito vi ricordiamo il video di Two hearts beat as one, secondo singolo di War, eseguito in uno show televisivo nel cuore degli anni ’80.

Fonte: u2.com