Nuove canzoni in arrivo per il musical di Spiderman, Turn off the dark?

Secondo quanto riportato da un articolo del New York Post sembrerebbe che Bono e The Edge stiano lavorando a qualche nuova canzone per il musical di Broadway Spiderman,Turn off the dark.
Secondo Jordan Roth, produttore di Broadway, Spiderman costituisce per Bono e The Edge un Work in progress.
L’anteprima di Spiderman, Turn off the dark risale ormai a due anni fa; come ricorderete stroncato dalla critica e caratterizzato da infinite complicazioni legali con la regista Julie Taymor, il musical ha nel tempo stabilizzato il proprio successo con record di incassi e spettatori, tanto che si prevede una tournée che porti in alcune arene europee lo spettacolo (vedi news )

Vi riproponiamo di seguito il video ufficiale di Rise Above, con Bono, The Edge e Reeve Carney.

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Spider-Man: sembra essersi conclusa la disputa legale

Dopo mesi e mesi di botta e risposta, di trattative e dispute legali sul licenziamento di Julie Taymor, sembra che le parti in causa abbiano trovato finalmente un accordo: la ex director del musical di Broadway riceverà le royalty complete per il lavoro svolto come regista e per la sua collaborazione nella stesura del progetto.

La Taymor aveva intentato causa contro i produttori di Spider-Man lo scorso anno, per violazione del copyright, affermando che era stato fatto “uso non autorizzato e illegale” del suo lavoro.

Michael Cohl e Jeremiah J. Harris, i produttori dello show, avevano a loro volta presentato una contro-causa il mese scorso, accusando la regista di mettere a repentaglio la produzione dello spettacolo.

Ieri finalmente la disputa sembra aver raggiunto una conclusione:

“Il contenzioso tra noi si è risolto e siamo fiduciosi che i problemi che sussistono tra il produttore e la sig.ra Taymor, per quanto riguarda il suo ruolo di autore, potranno essere superati con soddisfazione da parte di tutti”, ha detto Karen Azenberg, presidente della DSC.

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“Spider-Man Turn Off The Dark” Mobile App

Dopo il grande successo avuto a Broadway, il musical di Bono e Edge diventa un’applicazione per cellulari!

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Fonte: spidermanonbroadway.com

Spiderman, Turn off the dark, continua la battaglia legale.

Parallelamente al successo crescente del musical a Broadway (vedi news) continuano le azioni legali tra la regista Julie Taymor e i produttori del musical che ha portato in scena le musiche di Bono e The Edge.
Dopo la querela presentata dalla Taymor in novembre per una presunta violazione dei diritti d’autore, i produttori hanno risposto con una controquerela, accusando la regista di aver messo a repentaglio la produzione, non interessandosi agli aspetti fondamentali per il successo del musical stesso; nelle 66 pagine presentate dagli avvocati infatti si afferma che la Taymor non avrebbe lavorato affinchè il musical fosse recepito e apprezzato da un pubblico che si aspettava venisse sviluppata la storia originale dell’eroe della Marvel Comics, e a cui erano affezionati, al contrario la Taymor avrebbe sviluppato un musical “oscuro, sconnesso e allucinogeno”, soffermandosi su fattori come il suicidio, la morte e il sesso.
Nonostante il freddo accoglimento da parte della critica il musical ha incassato a oggi 81 milioni di dollari secondo la Broadway League.

Vi proponiamo un video per il brano Pull the Trigger:

Fonte: Irish Times

Spider-Man: turn off the dark è record di incassi

Nonostante un inizio difficoltoso fatto di rimandi, licenziamenti, critiche e recensioni negative, sembra che il musical di Bono e The Edge abbia preso il volo.
Secondo quanto riferito dalla Broadway League, questa settimana Spider-Man: turn off the Dark ha registrato il maggiore incasso settimanale con ben 2.941.794 dollari
.
A quanto pare, in questo caso, pubblico e critica si sono posizionati decisamente agli antipodi!

Fonte

Si ringrazia Medulla per la segnalazione

“Spiderman Turn Off The Dark”: finalmente la Premiere!

Dopo mesi dedicati alla composizione della soundtrack, dopo infinite preview, milioni di dollari, cambi alla regia, infortuni, finalmente il musical Spiderman, Turn off the dark è arrivato il 14 giugno al FoxWoods Theatre alla sua vera prima.

Ecco un video girato sul Red Carpet durante l’entrata al teatro di diversi personaggi famosi, tra cui Cindy Crawford, Steve Martin e Matt Demon, oltre a Bono , The Edge e relative famiglie

 

Rassegne Stampa

New York Times

Parata di stelle ieri sera a Broadway per la prima di Spider-Man: Turn Off the Dark.
Come riportato dal New York Times, lo spettacolo è iniziato con 50 minuti di ritardo proprio per permettere l’arrivo di tutte le celebrità, tra cui spiccano i nomi di Andrew Lloyd Webber, Spike Lee, Steve Martin, Bill Clinton, Liam Neeson e Gina Gershon.

Bono e The Edge si sono presentati con le rispettive famiglie mentre non si hanno notizie della presenza di Larry e Adam.

Clinton ha visto lo spettacolo con la figlia, Chelsea, alla sinistra di Bono; dietro di loro sedeva Mr. Lloyd Webber.

I produttori Michael Cohl e Jeremiah J. Harris sono usciti, tra i numerosi applausi che hanno accolto la fine del musical, seguiti da Bono, The Edge e Philip William McKinley che ha assunto la direzione a marzo, dopo aver sostituito la Taymore. E proprio quest’ultima è stata fatta salire sul palco, in omaggio al grande lavoro che aveva svolto nei primi mesi di lavorazione, abbracciata e baciata da Bono come si può vedere dalla foto.

Wall Street Jornal

“E’ stato raggiunto ciò che era possibile raggiungere in 3 settimane e mezzo”, così il produttore Jeremiah Harris presente allo show, ha detto riferendosi a ciò che è cambiato nello show tra aprile e maggio dopo l’abbandono della Taymor, “Tutti contenti alla fine”.
Chiamata sul palco dopo che è sceso il sipario la Taymor che ha ricevuto i complimenti da parte di Bono e The Edge, anch’essi presenti sul palcoscenico insieme al resto dello staff tra cui il consulente creativo, Philip W. Kinley. The Edge ha scherzato sul fatto di come Bono lo abbia convinto a prendere parte alla produzione musicale portandogli a paragone il caso di Elton John, che ha composto le musiche per il Re Leone in solo 3 settimane.
Molti spettatori hanno mostrato il proprio entusiasmo vestendo in qualche modo uno Spidey_Style, tra questi anche Julie Saltman, assistente del produttore David Garfinkle, che ha dichiarato ironicamente come anche quell’abbigliamento coreografico fosse pronto da mesi.

Chicago Tribune

Sorprendentemente diverso rispetto alla prima versione disastrosa la storia scorre via semplice, e ciò è buona cosa per un musical tratto da un fumetto, che arriva al pubblico come una storia d’amore (quella tra Spiderman/Peter Parker e Mary Jane) diretta e semplice, inframmezzata da episodi e trovate che divertono lo spettatore. Il cattivo il Green Goblin risulta ora un personaggio quasi simpatico.
La visione originale della Taymor è persa, il costrutto quasi filosofico che voleva rifarsi a radici mitologiche crollato per la mancanza di quel nucleo centrale che tenesse unita l’intera storia e rendesse accessibile a tutti lo spettacolo.

The Hollywood Reporter
Rispetto al musical vero e proprio, sembra che le recensioni uscite fino ad ora non siano affatto buone.
Il critico David Rooney del The Hollywood Reporter scrive: “è più realistico aspettarsi miglioramenti di facciata che miracoli. Questo è esattamente ciò che il nuovo team creativo ha compiuto in questa riedizione che risulta ancora una rielaborazione goffa di un travagliato mega-musical”, aggiungendo che allo spettacolo mancano ancora “look e tono” e che l’impronta data da Bono e Edge allo spettacolo è mediocre, rendendolo un intrattenimento di terz’ordine.

Decisamente più diretta e spietata è Karen James dell’ IndieWire che scrive “l’atto primo fa schifo, realmente, realmente brutto. Il secondo atto fa meno schifo” e aggiunge che molte canzoni sono “noiose”.

Giudizi positivi vengono invece da Howard Shapiro del Philadelphia Inquirer che è un fan della produzione che, scrive, è stata notevolmente migliorata: “Il nuovo Spider-Man è pieno di divertimento, un libro comico ‘live-on-stage’, puro e semplice – esattamente ciò che l’ultima versione non è stata”.

Secondo Elysa Gardner del USA Today “alcune modifiche hanno migliorato lo spettacolo, mentre altre no(…). Il nuovo Spider-Man è più sveglio e più misurato rispetto al suo predecessore, più in linea con gli adattamenti che si sono avvicendati nei teatri in questi anni”.

Rolling Stone

Anche la rivista Rolling Stone ha dedicato un articolo, prima del debutto, al musical che ha impegnato Bono ed Edge negli ultimi mesi. Il tono è inizialmente ironico ed il giornalista, Rob Sheffield, si chiede “Perché fanno questo?” e la risposta che si da non può che far felice un vero fan della band: “Amano tentare mosse pazze che nessuno si aspetta, giusto per vedere se riescono a farla franca (…) Questo è sempre stato un elemento chiave per la grandezza degli U2: questi ragazzi non hanno alcun timore di apparire assurdi in modo epico”.

Rispetto al musical vero e proprio, il giornalista scrive “Per la maggior parte, le canzoni emergono come vaghi abbozzi di canzoni degli U2. I cantanti risultano “rigidi” quando cercando di essere degni emotivamente di Bono.

E ancora “Diversi momenti di Spider-Man – il coro di “Rise Above 1,” la chitarra di “Bouncing Off the Walls” – ricordano gli U2. A volte ti ricordano una canzone degli U2 e già li ami, come nella splendida coda di “Picture This” che rinnova “The Three Sunrises” di Wide Awake in America. Ma non c’è alcun climax emotivo – ed è questo quello che rende realmente una canzone degli U2.
The Hollywood Reporter: Intervista esclusiva a Steve Lillywhite

Le numerose difficoltà che si sono presentate hanno donato un senso di appartenenza a tutta la produzione del musical Spiderman, Turn off the dark“, così Lillywhite che si concede ad un intervista solo in prossimità del debutto, produttore storico degli U2, dai primi anni 80, oltre che di Peter Gabriel e 30 seconds to Mars solo per citarne due; anche Lillywhite si sente finalmente fuori da quel lungo tunnel che il musical ha rappresentato per Bono e Edge e tutta la produzione.

Infatti dopo quasi 10 anni di lavoro, 70 milioni di dollari si è giunti alla tanto attesa prima di Spiderman e all’uscita di quello che rimane a suo giudizio comunque un buon album.
I problemi riscontrati dal produttore Lillywhite sono stati diversi:ad esempio la necessità che la musica venisse apprezzata da un pubblico compreso in un’ampia fascia d’età, le difficoltà del suono all’interno del teatro con l’orchestra piazzata molto in basso rispetto al palcoscenico.
Mettere insieme i vari pezzi si è poi rivelato più problematico rispetto alla produzione di un classico album afferma Lillywhite, che commentando il primo singolo Rise Above, più volte variato anch’esso in rapporto alla funzione del coro nel musical, lo paragona per struttura a Empire States of mind di Alicia Keys e Jay-z.
Le citazioni alle canzoni degli U2 volute all’interno del musical sono varie e spaziano da New Year’s Day a Beautiful day, da Sunday bloody sunday a Vertigo.
Interessante come Steve Lillywhite giudichi il lavoro intorno alla soundtrack veloce rispetto a un qualsiasi disco targato U2, il singolo Rise above completato 24 ore prima del debutto ad American Idol, e solo tre settimane dopo finito e disponibile fisicamente l’intero CD. Lillywhite sembrerebbe quindi attribuire la causa dei tempi lunghissimi alle continue variazioni alla storia teatrale di Spiderman, nella prima versione ad esempio Arachne rappresentava il cattivo, nella seconda e definitiva versione egli è piuttosto una musa; anche dialoghi quindi stravolti quasi totalmente e conseguenti difficoltà per gli attori.
Per questo infine il produttore è sicuro che questa versione del musical rispetto alla prima , duramente e aspramente attaccata dalla stampa durante le numerosissime preview (ben 150!), riuscirà a tener fede a quello che è il suo stesso messaggio di fondo: Un grande potere comporta grandi responsabilità.

Bono e The Edge intervistati dal NY Times su Spider-Man

 

Ieri il giornale NewYork Times ha pubblicato un’ intervista di Patrick Healy a Bono e The Edge, i quali hanno lungamente parlato del musical Spider-Man: Turn Off the Dark che debutterà finalmente questa sera a Broadway dopo numerosi rinvii.
Bono ha dichiarato che, mentre lavorava al progetto, più volte si è sentito “artisticamente impotente” e che non ha amato veramente lo show fino a che non ha visto l’anteprima lo scorso mese.

Entrambi i componenti degli U2 hanno espresso rammarico per non aver potuto seguire la preparazione del musical più da vicino, in quanto impegnati nel 360Tour, e per le difficoltà incontrare in questi mesi “se avessimo pensato che ci sarebbe voluto così tanto tempo, non ci sarebbe stata una sola possibilità sulla terra di farlo”, ha affermato Bono.

Il giornalista ha affrontato anche il delicato rapporto con la Taymor, prima regista dello spettacolo, ed i problemi che hanno causato il suo allontanamento. “”Julie era chiaramente esausta, piena, e tutti abbiamo pensato che, se non avessimo proceduto con cautela, se ne sarebbe andata. Camminavamo in punta di piedi attorno a lei (…) la gente era attenta a quello che le diceva . Certo non mi sentivo di poter essere al 100 per cento schietto con Julie e questo perché sentivo che lei stava portando gran parte del peso”, risponde The Edge

Un articolo che mette in mostra il grande impegno dei due artisti che si sono imbarcati quasi “ingenuamente” in questa avventura e che gli ha causato non pochi pensieri e difficoltà. Ormai lo spettacolo sembra essere arrivato finalmente al punto di arrivo, con il debutto di questa sera, ma, secondo Bono e Edge, c’è ancora molto da lavorare ed il musical è al 90%, il restante 10 sarà completato durante l’estate.

Per leggere l’articolo completo clicca qui

Spiderman Turn Off The Dark, la recensione di U2place!

Un carissimo amico di TwoEdges del nostro Staff, ha avuto l’opportunità di vedere il musical di Spiderman Turn Off The Dark a New York City, ed ecco quella che è la sua recensione che vi proponiamo in esclusiva tramite U2place! Grazie!

 

Qualsiasi commento riferito ad un musical non può prescindere dall’analisi di tre elementi: quello scenico, quello musicale e quello narrativo.
In “Spiderman – Turn Off The Dark” vanno trattati proprio in questo ordine, in base anche  alle sensazioni che possono rimanere impresse allo spettatore medio quando esce da quel teatro.

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Partendo quindi dal preponderante impatto visivo, la sensazione con cui si esce da teatro è riassumibile in una domanda: “Ma quanto lavoro ci deve essere dietro per fare funzionare così perfettamente gli infiniti ingranaggi che compongono una macchina complicata come questa?”.

Probabilmente “Spiderman – Turn Off The Dark” sta ai musical come lo Zoo TV degli U2 è stato ai concerti rock. Innovazione, sgomento e divertimento. Ma, sia chiaro, il paragone si ferma alla portata degli effetti speciali ed in particolare allo sforzo della produzione, lasciando invece da parte la “concettualità” che stava dietro allo Zoo Tv che qui, come si vedrà, non può raggiungere quei livelli.

Si è di fronte quindi, forse per la prima volta a Broadway, ad un vero musical a 360° dove in tempi serratissimi e senza un attimo di pausa si susseguono continue sorprese: perchè la scena non è solo sul palco, ma anche sugli spalti, dietro e sopra gli spettatori ed è pure letteralmente “dentro” il palco, con idee scenografiche che proiettano lo spettatore in una sorta di terza dimesione.

Infatti non abbiamo solo le classiche dimensioni orizzontali e verticali, ma è come se si fosse davanti ad uno schermo televisivo dove tutto è possibile grazie ad una sorta di 3D suggerito dalla scenografia, in cui lo spettatore può facilmente immedesimarsi con un minimo sforzo d’immaginazione.

In questo senso gli ideatori dello show sono riusciti a creare la profondità nelle scene: ci si trova per esempio di fronte ad un finto grattacielo meccanico che riproduce il Chrysler Building di New York che emerge dritto verso la platea, mentre quello che normalmente farebbe da sfondo alla scena diventa la base del grattacielo stesso composto dagli incroci delle strade di New York, con tanto di mini automobili, così piccole perché è come se fossero viste con un’inquadratura dall’alto pur rimanendo seduti sulle proprie poltrone. In questo modo (semplice come intuizione, ma sicuramente impegnativa da realizzare) si crea nello spettatore la sensazione di guardare verso il basso, permettendo agli stessi personaggi di “cadere” giù dal grattacielo mentre in realtà vengono solo tirati orizzontalmente sul fondo del palco da dei cavi.

Ecco, i cavi: sono loro i grandi protagonisti, rappresentando l’aspetto scenico che sicuramente rimane più impresso: solo due “semplici” tiranti elastici (che tanto semplici non devono essere, ma l’attrezzatura che ci sta dietro è sapientemente nascosta dai costumi) che escono dai fianchi dei protagonisti permettendo loro di volare in ogni angolo del teatro come accade nel duello aereo a due tra Spiderman e Goblin che avviene sopra le teste degli spettatori in platea come di quelli in balconata, con atterraggi qua e là tra le poltrone.

Ma la cosa più impressionante è come tutto quello che sembra “libertà” sia invece un preciso canovaccio, che nella sua naturalezza racchiude in realtà le difficoltà di un balletto aereo e richiede organizzazione per acrobazie eseguite alla perfezione da numerosi stuntman che, mascherati, ricoprono i ruoli di Spiderman e Goblin. I movimenti da fare sono calcolati al millimetro, non lasciando nulla al caso con riferimento alle mosse da fare, alle zone in cui volare ed ai punti dove atterrare, con la presenza discreta ma fondamentale della crew che si fa trovare ovunque pronta per attaccare/staccare i ganci e rimediare a qualsiasi imperfezione.

Il fascino sta nel fatto che gli attori possono spuntare da ogni punto del teatro e la scenografia dà l’impressione di poter ricreare qualsiasi situazione. Infatti sono da notare i continui cambi di scena, impressionanti per numero, qualità ed originalità: solo per citarne alcuni, vengono in mente una tipica palazzina di New York con la scaletta esterna che sale sospesa nel vuoto sopra le teste degli spettatori, una gigante discoteca tecnologica con enormi vidiwall alti quanto il palco che si sovrappongono tra loro, il laboratorio in cui viene geneticamente modificato il Goblin con tanto di macchinari avveniristici, la cameretta in 3D di Peter Parker in cui per la prima volta scopre di potersi arrampicare sui muri volando letteralmente da una parte all’altra del palco, le numerose apparizioni altamente scenografiche di Aracne con dei costumi eccezionali, ecc ecc.

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Passando ora all’elemento musicale, la sensazione con cui si esce da teatro è riassumibile in una affermazione: “Che bello sentire queste canzoni non cantate dagli U2”.

Per spiegarsi, le canzoni sono belle, piacevoli, anche originali ed ogni tanto fuori dagli schemi “u2ici”: c’è lo pseudo rap di “D.I.Y. World”, c’è “Rise Above” che ritornando più volte come tema conduttore ha nel finale una epicità da brividi, c’è il ritmo incalzante di “Bouncing Off The Walls” che non può non rimanere impressa nella testa e non esser canticchiata fuori dal teatro, c’è la romantica melodia di “Picture This”, c’è la divertente funky-filastrocca “Freak Like Me”…

C’è di tutto insomma, ma è strettamente legato (come giusto che sia) a doppio filo con lo spettacolo visivo del musical, e quindi estrapolate dal loro contesto e sentite qua e là cantate anche dagli U2 stessi, le canzoni perdono di impatto, risultano più banali di quello che sono e sembrano non poter vivere di vita propria senza quei colori, quelle suggestioni e quelle coreografie che solo la presenza a teatro possono regalare, avendo davanti agli occhi la fatica, il sudore e la partecipazione di tutti i protagonisti, tra l’altro veramente bravi e con voci potenti, calde ed efficaci.

“Freak Like Me” può essere cantata solo dal Goblin (interpretato da quello che probabilmente è migliore tra gli attori, impossibile non “affezionarsi” al suo mostro verde), come “Rise Above” è epica solo se cantata da Peter Parker appena smascheratosi da Spiderman…ovvio che il merito dei compositori c’è, come è ovvio che forse non si è davanti a brani che faranno la storia dei musical come “Memory” di Cats, ma l’effetto finale è fresco, piacevole, divertente e prosegue felicemente quella strada di “svecchiamento” del concetto di musical intrapresa a Broadway negli ultimi anni, grazie anche ad una orchestra sia classica che moderna (quindi con la fusione di violini e chitarre, trombe e batteria, violoncelli e bassi, tastiere e corni francesi) che esegue tutti i pezzi rigorosamente dal vivo e collegata in sala via monitor, dai quali si vede per tutta la durata dello spettacolo la direttrice intenta a dirigerla.

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Per concludere si giunge all’elemento narrativo (riferito sia alla storia in sé che ai testi delle canzoni), ritenuto da molti il più debole. In questo caso la sensazione con cui si esce da teatro è riassumibile in una domanda: “Ma in fin dei conti cosa si pretende da una storia che non è altro che quella dell’Uomo Ragno?”.

Infatti si tratta sostanzialmente della trasposizione in musical di quella storia già affrontata nella triologia portata al cinema che rimarrà impressa soprattutto per gli effetti visivi e non per messaggi filosofici o di contenuto.

Qui è la stessa cosa anche perché, lo concedano i fan più sfegatati del fumetto e nel caso perdonino l’ignoranza, la storia che è alla base di tutto contenuta appunto nei fumetti non può proporre eccessivi spunti riflessivi ed oltretutto il concetto di musical come “divertissement” non aiuta in tal senso. Tra l’altro, nota per gli appassionati, gli stessi fumetti sono eccellentemente citati nelle scenografie che più di una volta riproducono disegni di grattacieli, stanze o automobili che ricalcano le matite della Marvel.

Purtroppo nè in sala né nel book ufficiale vengono proposti i testi delle canzoni, quindi ovviamente una parte del discorso va rimandata ad una loro più attenta analisi in quanto dal vivo si perde molto, ma la storia in sé è divertente, scorre agevolmente, anche i dialoghi sono semplici da seguire (non a caso questa versione è stata completamente “rivisitata” in seguito alle critiche iniziali) e spesso riscontrano le risate sentite del pubblico .

Ma nonostante questa leggerezza quasi “dovuta”, nella trasposizione in musical sono riusciti a dare ampio risalto alla figura di Aracne (a cui viene consegnata addirittura l’apertura dello show) che nello spettacolo appare numerose volte, sempre dall’alto come a sottolineare la sua figura mitologica, e che con voce angelica e sublime assume il ruolo, insieme al tema di “Rise Above”, di filo conduttore: pare quindi francamente difficile chiedere di più a quanto messo in scena rispetto alla storia trattata.

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Per quanto riguarda gli aspetti cosiddetti “u2ici”, la sensazione con cui si esce da teatro è riassumibile in una considerazione: “per fortuna nel musical gli U2 rimangono solo un divertente giochino per appassionati”, essendoci sì degli indizi disseminati qua e là, ma senza alcun rilievo sulla trama.

Certo le influenze nelle melodie si posso ovviamente riscontrare, ma questa volta, forse proprio perché nate per altro e cantate da altri, fa quasi piacere vedere che le canzoni vivono di natura propria e che prescindono dal gruppo per appartenere solo al musical in sé ed al massimo ai due autori. Naturalmente la schitarrata di The Edge la si riconosce, certi vocalizzi ce li si può immaginare fatti da Bono, ma alla fine non è importante.

Molto più divertenti sono i suddetti “indizi” alla Hitchcock, come un’autoriadio da cui esce New Year’s Day, una discoteca dove si balla sulle note di Vertigo, un dialogo dove ci si lamenta per una domenica infernale definendola una “sunday bloody sunday” con tanto di lunga pausa allusiva ed annessa risata del pubblico, ecc ecc…

Però in conclusione il giudizio per una volta dovrebbe prescindere dagli U2 e riguardare solo Bono e The Edge, cosa obiettivamente difficile visto il loro ruolo preponderante all’interno del gruppo: per intenderci è come giudicare i Beady Eye prescindendo dagli Oasis, quasi impossibile.

Ma se si prova a vederla come una sorta di opera prima di un “nuovo duo” che non deve fare i conti con chi negli anni ha scritto testi come quelli di Bad, Running To Stand Still, Until The End Of The World, The Wanderer o Please, o musiche come quelle di Out Of Control, Exit, One o Mofo, allora si potrà apprezzare la genuinità e la freschezza di un musical che non deve apportare per forza chissà quale nuovo bagaglio culturale a chi assiste o conosce la loro musica, così come non deve per forza arruolare nuove schiere di fan a digiuno di U2 o disillusi dagli stessi.

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Riassumendo questo musical ha probabilmente l’obiettivo di incuriosire, divertire, sorprendere e far passare più di due ore in un batter d’occhio con la voglia che lo show continui ancora: e in questo senso, anche dagli applausi scroscianti, dagli occhi divertiti e felici dei bambini e degli adulti e dagli elementi scenici, musicali e narrativi che si amalgamano perfettamente, si può dire che il risultato è sostanzialmente, piacevolmente e “disincantatamente” raggiunto. E, senza troppi ragionamenti, la sensazione complessiva con cui si esce da teatro è riassumibile in un aggettivo: “spettacolare”.

 

 

Spider-Man: Turn Off the Dark in scena il 14 giugno?

Di nuovo in lavorazione lo spettacolo più caro ancora mai messo in scena a Broadway, Spider-Man: Turn off the Dark, costato fino ad ora 70 milioni di dollari e con 140 anteprime in attivo.

Stanno iniziando in questi giorni le prove per la nuova versione dello show sotto gli occhi attenti di Bono e The Edge. Quest’ultimo domenica notte ha assistito allo spettacolo finale della versione originale, tenutosi al Teatro Foxwoods a Time Square.

Il cantante ed il chitarrista degli U2 stanno lavorando a due nuove canzoni, mentre il regista Phillip William McKinley sta modificando la sceneggiatura originale, focalizzando maggiormente l’attenzione sulla storia d’amore tra Peter Parker e Mary Jane e sulla sfida tra Spiderman ed il cattivo Green Goblin. Le altre novità sono rappresentate dall’esclusione del coro greco di quattro coristi, che nella versione originale avrebbe dovuto raccontare lo spettacolo, ed il ridimensionamento del personaggio di Aracne, la malvagia Spider-Woman.

L’anteprima della nuova versione è stata fissata per il 12 maggio, mentre l’apertura ufficiale è prevista per il 14 giugno.

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