Gli U2 a Torino il 21 luglio di 15 anni fa: storie che segnano vite

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Esistono dei momenti chiave nella vita di ognuno di noi che vanno al di là dei più consueti classici eventi: battesimo, comunione, primo amore, matrimonio, divorzio o funerale. Esistono però anche dei momenti in cui ognuno di noi è cambiato, momenti che hanno deciso nel bene o nel male il percorso della nostra vita, momenti vissuti così intensamente che resteranno con noi fino all’ultimo secondo di vita.

Quello per me è stato il concerto degli U2 a Torino il 21 luglio 2001, e come per me lo è stato per migliaia di fan presenti quel giorno. Una giornata totalizzante, elettrizzante che ha segnato il percorso di numerose vite, tra cui la mia.
Il concerto degli U2 è stato uno spartiacque, con gli amci di una vita e la conoscenza di amici che sono entrati nella mia vita e hanno contribuito a creare, formare, idealizzare e concretizzare quello che ancora oggi, nel 2016, dopo 15 anni, è U2place.

U2place come lo conoscete oggi, o come l’avete conosciuto, è nato quel giorno con la conoscenza di Stefano. Quel giorno ha preso forma il “posto degli U2”, un circolo di amici dove c’è sempre stato un posto attorno al fuoco per poter parlare, gioire, piangere e sognare con e grazie agli U2.
Ancora una volta, per la mia prima volta da fan, gli U2 hanno contribuito a dare ad ognuno di noi presenti e non delle opportunità che abbiamo sfruttato e che hanno arricchito le nostre vite: idee, persone, amori, gioie e dolori.

Perchè è questo che gli U2 insegnano e hanno sempre insegnato, già dal loro nome “You Too“: anche voi, anche tu… puoi.
Quella giornata fu così intensa, anche per i fatti del G8 di Genova del giorno precedente, che tutti ricorderanno come Bono interpretò alcuni dei brani più significativi degli U2, a partire da Sunday Bloody Sunday e dal grido disperato “violence is never right“.

Sono passati quindici anni da quel 21 luglio, eppure ancora oggi la violenza e l’odio fanno parte della nostra quotidianità e stuprano le nostre giornate. Eppure lo stesso Bono ci insegna a combattere per i nostri diritti, per una vita migliore, per noi e per chi verrà dopo: “get up stand up / stand up for your rights” (cantò Bono al termine di Sunday Bloody Sunday citando Bob Marley).
Mai dimenticheremo quel 21 luglio 2001, quando tutti in piedi con in mano il cuore, ci siamo asciugati le lacrime dagli occhi e abbiamo continuato a sperare in un mondo migliore. Un mondo dove un giorno smetteremo di etichettare e dividere le persone per colore e per ideologie e cominceremo a considerarle per quello che sono: degli esseri umani.

La potenza degli U2 di quel giorno è stata devastante, e ha aperto il cuore e la mente degli ottantamila del vecchio Stadio delle Alpi per indicare la via, una via che ha creato vite e storie.

Mi piace sempre ricordare quel giorno così, con quello che disse Bono durante I Will Follow: “ring those bells edge, those bells never grow old, our spirits will never grow old“, “suona quelle note The Edge, quelle note non invecchieranno mai, il nostro spirito non invecchierà mai“.

Quello spirito e quei ricordi non sono mai invecchiati, nemmeno dopo quindici anni e riecheggiano ancora qui, vicino al cuore.

Ecco la scaletta di quel grandissimo concerto:

Elevation
Beautiful Day
Until the End of the World
New Year’s Day
Kite
Gone
New York
I Will Follow
Sunday Bloody Sunday
In My Life/Stuck in a Moment
In a Little While
Desire
Stay
Bad
Where the Streets Have No Name
Mysterious Ways
The Fly
Bullet the Blue Sky
With or Without You
One
Wake Up Dead Man
Walk On/Hallelujah
Pride (In the Name of Love)
Out of Control

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