“Lasciarsi per poi ritrovarsi”: l’intervista degli U2 a Rolling Stone sul nuovo album ‘Carnaval De Luz’

Un cinquantennale vissuto senza nostalgia

A quasi cinquant’anni dalla loro nascita nella cucina di casa Mullen a Dublino (mancano pochissime settimane ai 50 anni ufficiali), gli U2 si ritrovano in Costa Azzurra per annunciare l’uscita, il 13 novembre, di Carnaval De Luz: il loro primo album di inediti dopo ben nove anni. L’atmosfera è quella di una tavolata tra vecchi amici che non hanno perso l’ironia. Larry Mullen Jr. apre le danze scherzando sul fatto che siano stati «50 anni d’inferno» e che convincere gli altri tre a suonare o sopportare i loro storici tagli di capelli sia stata un’impresa ardua. The Edge e Bono rispondono a battute («Della festa lui vedeva solo il retro!»), dimostrando che il legame e la complicità tra di loro sono intatti.

La genesi di ‘Carnaval De Luz’ e la “gioia ostinata”

Il disco arriva dopo un periodo globale estremamente travagliato. Bono sottolinea come il tema centrale sia la «gioia ostinata» in tempi oscuri, un concetto ispirato anche al documentario ucraino Black Sunflowers e all’idea che, nonostante le crisi mondiali, il buio non debba controllare l’umore collettivo. Il primo singolo, Street of Dreams, si è rivelato un depistaggio rassicurante rispetto a un album in cui la band si prende molti più rischi. Il brano d’apertura, Go (Carnaval De Luz) — ispirato ai Suicide e coadiuvato da Brian Eno —, si apre con il verso emblematico “Il passato ed io dobbiamo lasciarci”, richiamando il celebre “I’m ready for what’s next” di Zoo Station. Bono ricorda l’imperativo lanciato nel dicembre del 1989 a Dublino (“Dobbiamo andare via e risognare tutto di nuovo”), da cui nacque Achtung Baby: oggi, a distanza di decenni, gli U2 applicano lo stesso spirito per rilanciarsi anziché ritirarsi.

Fede, dubbi e sottrazione sonora

Al centro della storia degli U2 c’è sempre la fede: negli altri, nella comunità e in una forza più grande. Tuttavia, i dubbi non mancano. The Edge ammette di essersi chiesto se siano ancora rilevanti e se qualcuno abbia ancora voglia di ascoltarli, concludendo che il loro compito è provarci e fare in modo che la musica conti. Il disco fa parte di un progetto monumentale e circolare legato al calendario liturgico (Carnevale, Quaresima, Pasqua), collegato ai due EP pubblicati quest’anno (Days of Ash e Easter Lily). Dal punto di vista musicale, Adam Clayton spiega che la band ha impiegato anni per capire che «meno metti dentro una registrazione, meglio suona», un concetto ribadito dall’autoironia di Larry Mullen Jr. («Siamo molto lenti a imparare»), reduce da un grave infortunio al collo che per poco non lo costringeva al ritiro.

L’ultimo, struggente duetto con Dolly Parton

Uno dei momenti più intensi e commoventi dell’intervista riguarda la traccia di chiusura, Torn, un duetto con la leggendaria Dolly Parton. A inizio giugno, a meno di tre mesi dalla sua scomparsa, la regina del country è scesa dal letto nonostante la malattia per registrare la sua ultima parte vocale di una carriera lunga 70 anni. Il sodalizio è nato dopo un lungo “corteggiamento” da parte di Bono (che le aveva regalato una cornamusa). Dopo alcune bozze scartate perché ritenute troppo irlandesi, la Parton ha inviato Torn, la storia di una donna divisa tra due uomini. Bono e Johnny McDaid hanno riadattato il testo trasformandolo in un dramma universale sulle divisioni familiari e sociali (simili a quelle dell’America odierna e dell’Irlanda). The Edge coglie nella voce della cantante l’eco di un lamento funebre irlandese, rendendo questo addio uno dei vertici emotivi dell’album.

Da Rosalía al “folk fantascientifico”

L’articolo si chiude con un omaggio a un’altra grande protagonista della musica contemporanea: la popstar spagnola Rosalía. La traccia numero 196 del progetto, The Mirror Maker (Rosalía), celebra l’artista e il suo capolavoro del 2025 Lux. Bono confessa di essere ossessionato dalla sua musica e dal fatto che Rosalía abbia esplorato temi simili (compreso il richiamo alla luce nel titolo) un attimo prima di loro, trovando in questo una straordinaria e stimolante sincronia artistica tesa a «reincantare il mondo».

L’articolo completo è disponibile su Rollingstone.it: https://www.rollingstone.it/musica/interviste-musica/u2-risognando-tutto-di-nuovo/1040835/

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