Bono parla di Red e del nuovo album

In occasione del World Aids Day, il giornale irlandese The Independent ha pubblicato un’intervista fatta a Bono per celebrare le attività dell’organizzazione Red nel corso di quest’ultimo anno ma soprattutto si possono leggere importanti rivelazioni sul nuovo album della band. Negli ultimi 12 mesi Bono ha viaggiato tanto per raggiungere lo scopo delle sue visite passate in vista del G8 come le cancellazioni del debito in Africa. Grazie ai suoi sforzi ora 26 milioni di bambini africani vanno a scuola. In diverse zone dell’Africa si sta lavorando per migliorare le condizioni igieniche e sanitarie. In Tanzania ha potuto vedere con i suoi occhi i miglioramenti che ci sono stati grazie ai fondi di Red. Prima c’erano 7 bambini per banco, ora ce ne sono quattro, prima c’era un libro per ogni banco, ora ce ne sono tre. Ovviamente continua anche la lotta contro l’AIDS e la volontà di mandare quanti più vaccini possibili in Africa. I numeri citati sopra e molti altri sono la dimostrazione di quanto l’ organizazzione Red sia riuscita a fare. Ma ovviamente per Bono si può fare ancora di più.

Abbiamo tradotto la parte in cui Bono parla del nuovo lavoro della band:

Bono continua ad avere due piedi in una scarpa in tutto questo. Ieri si trovava con il resto della band in uno studio nel sud della Francia, per lavorare sul nuovo album.

"Stiamo solo attivando il processo ora. Abbiamo registrato qualcosa l’anno scorso in Marocco, dove la band ha partecipato ad un favoloso festival religioso a Fez, con strepitosi cantanti sufi. Per un cantante punk rock, ascoltare queste persone che chiudono gli occhi per quaranta minuti e cantano le melodie più sofisticate, ti rende molto più umile.

“Abbiamo una piccola riad, un piccolo hotel, con un cortiletto al centro nel quale abbiamo piazzato la band, con un quadrato di cielo proprio sopra la nostra testa”.

“I due grandi catalizzatori degli U2, Eno e Lanois, si sono uniti a noi. Durante il giorno registravamo e nella notte sparivamo nelle ventose strade della medina (il quartiere antico della città di Fez, con mercati aperti, negozi e moschee). Un’esperienza ispirante, e un paradiso per un batterista".

Ora, dice Bono, stanno provando a lavorare su ciò che hanno registrato. "Non è world music" – dice, sebbene i fan degli U2 "sentiranno la differenza". "Poliritmico" è la parola che sceglie, con una risata come per sminuirlo.

"Gli U2 sulla pista da ballo stonano. Se mettono una canzone degli U2 la pista da ballo si svuota! Ma può non essere così per il materiale nuovo. C’è qualche influenza trance. Ma ci sono anche delle chitarre di Edge molto hardcore. Molto "molten metal" (metallo fuso). E’ qualcosa che non abbiamo mai fatto e non pensiamo che suoni come qualcosa che qualcuno abbia già fatto fin’ora!"

Bono spera di avere un nuovo album entro l’anno prossimo. "Abbiamo materiale a sufficienza per due album, ma dovrà essere straordinario. E io credo che lo sia”.

Grazie a Valentina per la traduzione

Fonte:The Independent

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