U2.com: Finalmente svelato il gift 2016

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In giornata U2.com ha finalmente alzato i veli svelando il gift per gli abbonati 2016, sarà una speciale collezione esclusiva di quattro serigrafie di alta qualità, commissionata dalla band e sviluppata da Gavin Friday e dall’art-director Shaughn McGrath.

Una edizione limitata composta da quattro serigrafie, stampate su carta grossa in formato 60×45. Una autentica celebrazione-ricordo del recente U2 iNNOCENCE & eXPERIENCE Tour, comprendente immagini della band in azione e momenti presi dalle scenografie sullo schermo durante i concerti. Non sarà in vendita online e verrà spedito la prossima primavera.

Altra info importante contenuta nella mail: le scadenze del 31 gennaio sono prorogate al 16 febbraio, ma gli interessati riceveranno mail di promemoria.

Avremo altri dettagli la settimana prossima.

15FONTE U2.com

Bono e i suoi capelli biondi: “falli sembrare veramente brutti”

Nel corso dell’ultimo anno ci siamo a lungo interrogati su qualcosa di apparentemente inspiegabile: perché Bono nel corso dell’ieTour ha scelto un’orribile taglio di capelli biondo, forse il peggior look che abbia mai avuto in assoluto?

Dopo lunghe elucubrazioni (si è trattato di una scommessa? voleva apparire con un look simile a quello degli esordi?) è Bono stesso a darci la risposta, all’interno di una lunga intervista con Icon, la rubrica di stile del quotidiano tedesco Die Welt:

ICON: negli ultimi 40 anni hai avuto vari tagli di capelli, qual è stato il più imbarazzante per te?

Bono: Non ci devo pensare molto, il mullet. Ancora oggi sono scioccato quando vedo delle mie foto con un mullet. In ogni caso devo ammettere di provare uno strano piacere quando analizzo il mio personale contributo allo sviluppo di questo taglio abominevole. Sembrava come se mi fossi stirato i miei capelli verticalmente. Un uomo non dovrebbe mai essere associato ai suoi tagli. Uno dei momenti più importanti nella storia degli U2 è stata la nostra performance al Live Aid del 1985 al Wembley Stadium di Londra. Quando ci penso ora, mi si para davanti agli occhi l’immagine del mullet.

ICON: Quindi diresti che la tua versione del mullet sfoggiata al Live Aid sia la peggiore di tutti?

Bono: Quando guardo dei video a riguardo, è un’esperienza umiliante. Mi chiedo: “Chi è quello strano ragazzo che fa il frontman degli U2?”. Ho fatto pace con tutti i miei look del passato, dai capelli lunghi al taglio a spazzola, ma non col mullet. Al momento sto sentendo un gran parlare dei miei capelli biondi. Un giornalista spagnolo recentemente mi ha deriso dicendomi: “I tuoi capelli hanno lo stesso colore delle ali di pollo”.

ICON: E lo permetti?

Bono: Dopo l’intervista gli ho mandato delle ali di pollo, in modo che potesse controllare il colore nuovamente.

ICON: Anche il Wall Street Journal, in maniera molto diplomatica, ha scritto che il nuovo look biondo di Bono “non funziona”.

Bono: Non mi importa. Il mio viso mi stava annoiando. Ogni volta che vedevo il mio riflesso alla finestra pensavo: “Chi è questo ragazzo?”. Per il nostro album Songs of Innocence non ci siamo ispirati solamente alla musica con la quale sia cresciuti alla fine degli anni ’70, ma anche alle foto degli artisti di quel periodo, molti dei quali erano biondo platino. Billy Idol con Generation X o Gary Numan con Tubaway Army o i Police. Ci colorammo i capelli da soli.

ICON: E’ questo il motivo per cui lo hai fatto anche ora?

Bono: No. Anche se ci sono membri della nostra band che sostengono sembri me li sia fatti da solo, sono andato da un professionista e ho detto al parrucchiere: “Tingimi i capelli di biondo, ma fai in modo che sembri che lo abbia fatto io da solo“. Era molto confuso: “Mi stai pagando un sacco di soldi per colorarti i capelli, ma vuoi che sembri come se lo avessi fatto tu stesso?” “Esattamente”, gli dissi, “falli sembrare veramente brutti“. [e il parrucchiere ha fatto un ottimo lavoro in questo senso, n.d.r.]

ICON: Quindi biondo non è solo un atteggiamento, ma anche un suono?

Bono: Beh, abbiamo ascoltato molto dei Police. Abbiamo ascoltato i loro primi tre album e abbiamo realizzato che fossero come minimo dei capolavori. Sono al livello dei migliori lavori mai fatti in assoluto, con i Beatles. E’ questa è diventata sempre di più un’influenza in Songs of Innocence. Ma penso sarà qualcosa di più che un’influenza nel nostro prossimo album, Songs of Experience

Fonte: Welt.de

Un supergruppo con Bono, Noel Gallagher e Damon Albarn per David Bowie

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Ai prossimi Brit Awards 2016 che si terranno il 25 febbraio alla O2 Arena di Londra potremmo assistere alla nascita di un “supergruppo” per celebrare un omaggio alla scomparsa di David Bowie. Il supergruppo sarebbe capitanato dal leader degli U2 Bono, Noel Gallagher e il poliedrico Damon Albarn.
Una fonte, come riporta VirginRadio, avrebbe rivelato che sarebbero stati contattati alcuni artisti per far parte di un tributo in onore di David Bowie proprio in occasione degli Awards di Londra.
Per ora si tratta soltanto di un’ipotesi, ma non si esclude che possa davvero accadere qualcosa di speciale.
Gli U2 sono in nomination ai Brit Awards (leggi la news).

Per gli U2 nomination ‘best international group’ ai Brit Award 2016

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Gli U2 sono entrati in nomination ai Brit Award 2016, quale miglior gruppo internazionale, categoria nella quale sono stati invitati anche gli Alabama Shakes, gli Eagles Of Death Metal, i Major Lazer ed i Tame Impala.

La nostra band ha già vinto il premio per la stessa categoria, nel 1988, 1989, 1990, 1998 e 2001. Nel 1983 invece per il Best Live Act.

Queste tutte le nomination:

British male solo artist
Aphex Twin
Calvin Harris
James Bay
Jamie xx
Mark Ronson

British female solo artist
Adele
Amy Winehouse
Florence + The Machine
Jess Glynne
Laura Marling

British group
Blur
Coldplay
Foals
One Direction
Years & Years

British breakthrough act
Catfish And The Bottlemen
James Bay
Jess Glynne
Wolf Alice
Years & Years

British single
Adele: Hello
Calvin Harris and Disciples: How Deep Is Your Love
Ed Sheeran and Rudimental: Bloodstream
Ellie Goulding: Love Me Like You Do
James Bay: Hold Back The River
Jess Glynne: Hold My Hand
Little Mix: Black Magic
Olly Murs featuring Demi Lovato: Up
Philip George: Wish You Were Mine
Years & Years: King

MasterCard British album of the year
Adele: 25
Coldplay: A Head Full Of Dreams
Florence + The Machine: How Big, How Blue, How Beautiful
James Bay: Chaos And The Calm
Jamie xx: In Colour

British producer of the year
Charlie Andrew
Mark Ronson
Mike Crossey
Tom Dalgety

British artist video of the year
Adele: Hello
Calvin Harris and Disciples: How Deep Is Your Love
Ed Sheeran: Photograph
Ellie Goulding: Love Me Like You Do
Jessie J: Flashlight
Little Mix: Black Magic
Naughty Boy featuring Beyonce and Arrow Benjamin: Runnin (Lose It All)
One Direction: Drag Me Down
Sam Smith: Writing’s On The Wall
Years & Years: King

International male solo artist
Drake
Father John Misty
Justin Bieber
Kendrick Lamar
The Weeknd

International female solo artist
Ariana Grande
Bjork
Courtney Barnett
Lana Del Rey
Meghan Trainor

International group
Alabama Shakes
Eagles Of Death Metal
Major Lazer
Tame Impala
U2

FONTE: rte.ie

Gli U2 omaggiano così la scomparsa di David Bowie

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Gli U2 rispondono alla triste notizia della morte di David Bowie.
“Da teenager”, afferma Bono, “Bowie era il nostro Elvis. Erano nati nello stesso giorno ed entrambi hanno portato la musica ad un livello che nessun altro poteva raggiungere. La sua spiritualità dell’altro mondo era quello che affascinava di lui. Il senso che non siamo solo creature confinate sulla terra…”

“L’impatto che Bowie ha lasciato nella cultura è stato immenso”, dice The Edge, “Assieme ai Beatles è stato l’artista più influente di tutti i tempi. Ha davvero modificato il corso della storia della musica”.

Willie Williams, show director degli U2, ricorda il suo lavoro con Bowie per tre anni.
“Erano le piccole cose personali ad essere più impressionanti. Sembrava di essere profondamente consapevole che alcune persone (in particolare i ragazzi anglosassoni della mia età) rimanevano incantati dalla sua presenza e lui ha fatto di tutto per metterli a loro agio. Eravamo tutti lì quando ci indicava a Top of the Pops suggerendo che potevano esserci dei piani più interessanti per la vita oltre a quelli che ci indicavano la mamma e il papà… L’ispirazione per inviare il vostro vecchio Io nello spazio e farne uno nuovo”.

… And The stars look very differently today…

Fonte: U2.com

“Siamo ancora amici”: The Edge rivela il segreto del crescente successo degli U2

JS75230488Bono ed Edge ad uno dei concerti alla O2 Arena di Londra

The Edge parla del segreto della longevità dei giganti del rock, del loro nuovo spettacolare palco e del perché amano Glasgow. Sono stati la più grande band del mondo per decenni, ma gli U2 sono ancora affamati. Ricaricati dalla necessità di fare musica che fosse ancora rilevante, le leggende irlandesi non hanno interesse a diventare una band che si basa sul vecchio repertorio e mettono cuore e anima in tutto quello che fanno.
Il loro ultimo album Songs of Innocence è stato pubblicato l’anno scorso e rappresenta per la band un’altra vetta di creatività, con uno dei loro album più personali e appassionati.

Per il chitarrista The Edge, come anche per Bono, Adam Clayton e Larry Mullen Jr, l’idea di suonare semplicemente i loro classici non si realizzerà mai.
E’ importante per noi. Penso che lo vedremmo come una veloce caduta se finissimo per suonare i greatest hits senza celebrare l’ultimo lavoro.
Non significa che dobbiamo suonare l’intero nuovo album, perché amiamo anche le nostre canzoni più vecchie. Quello che ci rende orgogliosi dal punto di vista professionale è che le nuove canzoni possono stare accanto alle vecchie. Nel contesto di questo album, dato che l’idea complessiva è molto precisa, si tratta di Song of Innocence and Experience, ritengo essenziali i rimandi tra il titolo e le canzoni. Finora abbiamo suonato dieci delle nuove canzoni in questo tour. Ovviamente, non le suoniamo tutte le sere, forse sei o sette sono sufficienti.
Sono molto contento del nuovo album e di come queste canzoni rendano dal vivo. Questo mi convince che per noi la cosa più importante sono ancora le canzoni.”

JS75230260Bono alla O2 Arena, durante l’ieTour – foto di Samir Hussein/Getty Images

La band sta spostando la propria musica lontano dai grandi stadi all’aperto, che sono stati la loro casa per tanti anni, alle arene come la SSE Hydro di Glasgow. Le venue sono sempre grandi, ma per una band della caratura degli U2, sembrano quasi dei concerti nei club. Per il chitarrista questo ha dato nuove energia ai loro concerti e lui lo deve al fatto che i fan possono avvicinarsi molto di più ai propri eroi. Da sempre tenuti in grande considerazione, perfino Noel Gallagher si è unito a loro sul palco di Londra lo scorso lunedì.
Lo adoro, perchè è diverso. Non è lo stesso spettacolo di quegli oceanici concerti negli stadi, ma adoro l’intimità di essere nella stessa sala del pubblico.
Amo il fatto che puoi letteralmente vedere tutti, non c’è la sensazione che tu stia soltanto suonando per una grande indistinta massa di corpi. In particolare con questo show, puoi vedere ogni singola persona, magari non il bianco dei loro occhi, ma basta guardarli per capire se sono presi dal concerto.

Naturalmente, essendo un tour degli U2, non mancano spettacolo e innovazione, con la band che si sforza come al solito di creare qualcosa che nessuno ha mai visto prima, con un impressionante accompagnamento visivo che fa vivere le loro canzoni.

The Edge dice: “Sta andando alla grande. Stavamo cercando di immaginare come fare qualcosa che non fosse mai stato fatto nelle arene. Abbiamo iniziato parlando con i nostri progettisti e una cosa che ci è davvero piaciuta era l’idea di usare l’intera lunghezza del pavimento dell’arena in modo che ci fosse una passerella fra i due diversi palchi. Una volta avuta quella idea, l’altra cosa di cui abbiamo parlato è stata quella di avere un qualche tipo di schermo che dividesse il pubblico e che fosse parte del tema dello show, questa divisione. Ci siamo davvero elettrizzati già solo per questa cosa, ma poi il nostro team ci ha risposto “Potremmo farlo a due facce e forse voi potreste andarci dentro”.
Lo chiamiamo The Barricage (barriera-gabbia ndr). E’ uno schermo gigante, ma è anche questa cosa che divide il pubblico nel mezzo dell’arena ed è qualcosa nel quale possiamo esibirci, quindi è multifunzionale.
Quando abbiamo iniziato a suonarci in giro all’avvio del tour, abbiamo capito che c’erano molti modi di usarlo per sovrapporre qualcuno che era davvero lì ad un’immagine sullo schermo e questo ha portato ogni genere di idea nelle prove, alcune delle quali sono ora nello show.
Si è trattato davvero solo di avere questa tecnologia, giocarci a fondo per vedere cosa farci e poi gestirla. Ci sono stati molto divertimento e molti esperimenti prima dell’inizio del tour.

Chiunque abbia assistito ad una delle date del tour ha visto una band al massimo delle sue potenzialità. Gli U2 non fanno niente in maniera meccanica, ma suonano ancora con tutta la passione e l’impegno che hanno sempre avuto, con quello spirito punk rock con cui hanno iniziato e che è ancora ben presente, cosa che The Edge reputa essenziale.
Abbiamo tenuto duro su questo aspetto. La nostra musica significa davvero molto per noi, c’è vera emozione in essa. In modo abbastanza strano risulta davvero emozionante suonare dal vivo queste canzoni così personali. In momenti diversi, mi sono sentito catturato da quello che succede nelle canzoni e penso che questo valga sia per il pubblico che per la band.

JS75234189Gli U2 alla O2 Arena di Londra, Samir Hussein/Getty Images

Con così tanti anni alle spalle, è notevole che la formazione originale sia ancora intatta. La ragione è che sono buoni amici e lo sono sempre stati.
Ci vediamo spesso quando non siamo impegnati ufficialmente nell’ambito del mondo U2 perché è sempre bello tornare insieme. In realtà questo è un problema quando siamo in studio perché parliamo troppo e non suoniamo abbastanza visto che ci piace passare il tempo insieme. Dobbiamo essere un po’ più disciplinati. Ci sono sempre piccoli disaccordi, ma non c’è mai un altro ordine del giorno in via di definizione, tutti vogliamo la stessa cosa e si tratta di un grande disco e di un grande tour. Abbiamo un grande cantante, un grande batterista e un grande bassista. Nessuno desidera qualcosa di diverso rispetto all’essere nella band. Molti gruppi si sciolgono per via della competizione interna e delle lotte a proposito di chi deve essere l’autore delle canzoni dell’album. Abbiamo evitato tutto questo. Negli anni c’è stato un grande aiuto da parte degli altri membri della band, che si trattasse di supporto o di critiche costruttive. Siamo una vera band in quel senso, il vero senso di prendersi cura l’uno dell’altro.

E’ questa amicizia e il costante desiderio di creare nuova musica che li tiene insieme. Guardando al futuro, The Edge forse non sa cosa riserva per loro, ma non vede l’ora di scoprirlo.
Siamo per molti versi del tutto in territorio ignoto, ma siamo determinati a tenere la band in vita dal punto di vista creativo il più a lungo possibile. Per il prossimo futuro, abbiamo intenzione di dare il nostro meglio per continuare a scrivere canzoni e fare tour che siano, si spera, innovativi come questo. Tutto cambia di pari passo con i cambiamenti culturali, ma non abbiamo intenzione di cedere dal punto di vista delle ambizioni creative.”

Il tour è stato un grande successo e la band apprezza la risposta che stanno ricevendo, ma il chitarrista sa che il meglio deve ancora arrivare, mentre stanno per suonare a Glasgow, una città che tengono nel massimo riguardo.
The Edge spiega: “Fin dai tempi dei primi spettacoli che abbiamo fatto al Barrowland, abbiamo sempre avuto questo rapporto speciale con il pubblico di Glasgow. Glasgow e Dublino sono assolutamente il meglio in termini di reazione del pubblico. C’è un limitato numero di città in giro per il mondo dove sappiamo di poter suonare e avere una reazione e un coinvolgimento impressionanti da parte del pubblico. Glasgow, fin da quei primi giorni al Barrowland, è stata lassù in cima alla lista.

FONTE: intervista del Daily Record, interamente tradotta dallo staff di U2place

The Edge a Q: il prossimo album sarà come Zooropa

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In un’intervista al magazine Q, Bono e The Edge hanno entrambi confermato che sono già cominciati i lavori per il prossimo album “Songs Of Experience” successore di “Songs Of Innocence”.
Come già raccontato in alcuni articoli delle settimane scorse l’uscita dell’album è prevista per la fine del 2016 (inizio autunno n.d.r.)
Sempre The Edge avrebbe detto a Q che il recente processo creativo ricorda il periodo che ha visto nascere Zooropa, ovvero un album nato durante le pause del primo ZooTv nel 1992.
In realtà la dichiarazione di The Edge è stata fuoriviata dato che il chitarrista non ha affermato che sarà un album “come” Zooropa a livello sonoro, ma sarà un album che sta nascendo come nacque Zooropa.

Bono ha inoltre affermato che: “C’è un motivo per cui tutti i grandi gruppi hanno prodotto i loro migliori album mentre erano in tour, perchè le idee nascono meglio“.

Aspettiamoci dunque nuove notizie e rumors sul prossimo album degli U2 nei prossimi mesi.

Fonte: Billboard (via DIJ).

Siamo di fronte ad un ritorno degli U2 a Napoli?

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In questi giorni c’è un tam tam piuttosto insistente, che riguarda eventuale ritorno degli U2 a Napoli  previsto per la prossima estate.

Ipotesi suggestiva che però non è possibile confermare poichè non c’è nulla di ufficiale e tantomeno è un argomento mai sfiorato in qualche frase delle precedenti interviste.
Da una veloce disamina potrebbe esserci un problema location, visto che l’ieTour è pensato e quindi organizzato per i palazzetti ed in Italia è un annoso problema che si ripropone ogni volta che si torna sull’argomento.
Il palazzetto più piccolo di tutto il tour è finora la SSE Arena di Belfast, quasi 9,500 spettatori in ognuna delle due serate, a seguire la 3Arena di Dublino con 11.700 circa, la Mercedes Benz Arena di Berlino con 14.500 ed il Pala Alpitour di Torino con circa 14.800, ne parliamo anche qui.

Il ritorno arriverebbe a 23 anni di distanza da quella meravigliosa serata dello ZooTV del 9 luglio 1993  ancora oggi ricordata per il fantastico e proverbiale trasporto dei fan partenopei, che quella sera hanno accolto gli U2 che suonarono questa setlist: Zoo Station, The Fly, Even Better Than The Real Thing. Mysterious Ways, One, Until The End, Numb, Satellite of Love, Angel Of Harlem, When Love Comes To Town, Redemption Song, Sunday Bloody Sunday, Bullet The Blue Sky, Running To Stand Still, Where The Streets Have No Name, Pride, bis: Desire / Lemon (snippet), Ultraviolet, With Or Without You, Love Is Blindness, Can’t Help Falling In Love.
Quella sera Sunday Bloody Sunday fu proposta per l’ultima volta, prima di essere nuovamente suonata nel Popmart Tour a Sarajevo il 23 settembre 1997, anche se solo da Edge e tornare definitivamente full band a Miami alla prima dell’Elevation Tour del 24 marzo 2001.

Attendiamo l’evoluzione che avrà questo rumor, a noi fan non resta che rimanere in attesa, perchè no…con grande fiducia!

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ieTour 2015: tutte le statistiche del tour degli U2

Si chiude un anno ricco e appagante per i fan degli U2 ed è tempo di mettere mano ai numeri dell’iNNOCENCE + eXPERIENCE Tour 2015.

Ben 76 date articolate in due leg (a cui va ad aggiungersi la performance al Roxy Theatre di West Hollywood, CA) in soli 7 mesi scarsi: non male per una band di 55enni.

Gli U2 si sono esibiti in 22 città in 11 nazioni (Canada, USA, Italia, Paesi Bassi, Svezia, Germania, Spagna, Belgio, Regno Unito, Francia e Irlanda), con una media di 58.473 spettatori per città.

Ripercorriamo i boxscore ufficiali pubblicati da Billboard in questi mesi relativi agli incassi del tour.

Le due leg hanno fatto registrare praticamente lo stesso numero di spettatori e il medesimo incasso, con 4 show in più però nella leg europea:

Totale 1a leg – Nord America:
Incasso: $76.166.563
Biglietti venduti: 650.582
Prezzo massimo e minimo dei biglietti: $275 – $23,57
Media spettatori = 18.072

Totale 2a leg – Europa:
Incasso: $76.061.664
Biglietti venduti: 635.834
Prezzo massimo e minimo dei biglietti: $259,57 – $31,10
Media spettatori = 15.877

TOTALE IETOUR 2015:
Incasso: $152.228.227
Biglietti venduti: 1.286.416
Prezzo massimo e minimo dei biglietti: $275 – $23,57
Media spettatori = 16.927

Come ormai di abitudine per gli U2, tutte le date messe in vendita sono state dichiarate sold out. Bisogna quindi risalire quasi a 20 anni fa, all’epoca del Popmart Tour, per vedere un concerto senza il tutto esaurito nei boxscore della band.

Questo dato va però contestualizzato: nonostante l’ieTour abbia ricevuto critiche incoraggianti e i biglietti per le date europee siano stati sostanzialmente polverizzati o quasi nel giro di poche ore, negli USA lo scenario è stato sicuramente diverso, perlomeno prima dell’inizio del tour.

A Los Angeles ad esempio erano previste (seppure mai annunciate ufficialmente) ben 8 date. L’andamento tiepido delle vendite ha portato il management ad optare per “sole” 5 serate al Forum di Inglewood, arrivando persino a scontare pesantemente il prezzo dei biglietti più costosi per incentivare le vendite. Interi settori sono passati in primavera dai 320 $/ticket alla cifra più ragionevole di 115 $.

Situazione analoga per un altro feudo della band come Chicago, dove si sono tenuti solo 5 dei 6 concerti pianificati.

Altro caso peculiare quello di Denver. Le due date nella capitale del Colorado sono state annunciate a marzo inoltrato per riempire il buco lasciato dalle mancate date losangeline.

Paragonando le vendite dei due concerti di Denver per l’ieTour rispetto allo stesso numero di date per per il Vertigo Tour, la differenza appare evidente:

Pepsi Center Denver, Colorado, 6 e 7 giugno 2015
Incasso: $3.114.935
Biglietti venduti: 28.141

Pepsi Center Denver, Colorado, 20 e 21 aprile 2005
Incasso: $3.509.74
Biglietti venduti: 36.714

Oltre 8000 biglietti in meno su due serate, a parità di location. Segno che, almeno in questo caso, il sold out è stato più nella forma che nella sostanza.

Per quanto riguarda gli show con più spettatori di questo tour vince per distacco lo storico Sportpaleis di Anversa: una media di ben 22.530 paganti su ciascuna delle due serate. Con questo risultato l’impianto belga stacca nettamente il pur eccellente risultato del Bell Centre di Montreal, che si ferma a 20.228 spettatori paganti per concerto.
Di contro la venue più piccola nella quale si è esibita la band è stata la SSE Arena di Belfast, con una media di 9.461 spettatori a concerto.

Incasso record invece per la World’s Busiest Arenas 2014, la O2 Arena di Londra, dove i 6 show hanno registrato un incasso medio di 2.634.004 $ a serata.

Merita ovviamente un approfondimento da parte nostra il dato di casa, cioè quello dei due concerti tenuti al Pala Alpitour di Torino il 4 e 5 settembre.

Incasso: $3.324.727
Biglietti venduti: 29.555

Più che buono il risultato di 14.778 biglietti venduti per serata, sicuramente sotto la media europea, ma un ottimo risultato considerata la modesta capienza del Pala Alpitour (così come di tutti gli impianti analoghi in Italia).

Complessivamente l’ieTour si colloca al 4° posto dei tour più altovendenti del 2015, dietro a Taylor Swift, AC/DC e One Direction:

2015 Pollstar Year End Top 20 Worldwide Tours

Fonte: Pollstar

Un risultato economico di tutto rispetto, tenendo in considerazione il downsizing che questo tour ha avuto rispetto al precedente 360° Tour. Quest’ultimo detiene infatti tuttora il maggior incasso e il maggior numero di spettatori paganti di sempre con 7.272.046 biglietti venduti per un incasso totale di $736.421.584.

Nel nostro forum potete trovare un’analisi approfondita con i dati relativi a tutte le singole venue del tour.

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Ma è tempo anche di riepilogo delle canzoni suonate in questo ieTour, un esercizio che noi fan amiamo fare soprattutto quando leggiamo i pezzi che sogniamo ascoltare, ma che non deve fomentare polemiche, poiché si tratta di una fredda lista che non potrà mai inficiare sulla qualità delle esibizioni, tutte pregne di generosità, talento, classe ed empatia con il pubblico.

In totale sono stati suonati 55 pezzi, coadiuvati da 116 snippet.
Ben 11 pezzi da Songs of Innocence, suonato completamente ad eccezione di This is Where You Can Reach Me Now e Sleep Like A Baby Tonight.
Seguono con 5 pezzi ciascuno Achtung Baby (con la sorpresa Zoo Station) e The Joshua Tree. 4 sono i pezzi presi da War, 3 da Boy, 2 da October e di seguito tutti gli altri.
Pop è (purtroppo) l’unico album del quale non è stato suonata nemmeno una canzone.

Andando per ordine rispetto alla setlist, nelle 76 serate totali, i pezzi suonati sempre sono stati: The Miracle (of Joey Ramone), Vertigo, I Will Follow, Iris (Hold Me Close), Song For Someone, Cedarwood Road, Sunday Bloody Sunday, Raised By Wolves, Until The End Of The World.
Il secondo pezzo della setlist è variato come segue: The Electric Co. suonata 32 volte, Out Of Control suonata 27 volte, Gloria 13 volte.  Per quattro volte il set ha bypassato questo momento early days, passando direttamente a Vertigo.

Questo filotto rappresenta interamente la prima parte dello show, quella che contraddistingue il concept e caratterizza la parte iNNOCENCE della serata.  Questa sequenza complessivamente di circa 55 minuti, ha subito solo piccole modifiche e affinamenti tra la prima mondiale di Vancouver e l’ultima data a Parigi.

L’intermission fino alla seconda serata di Boston è stata la calda voce di Johnny Cash e la sua The Wanderer, che dal 14 luglio in poi è stata sostituita dal remix di Gavin Friday di The Fly.
Quest’ultima a Glasgow è stata cantata dal vivo da Bono, in entrambe le serate direttamente dall’interno del grande schermo.

11953458_10154380401493475_6253832512407870224_oFoto di Marco Bozzato, Torino 5 settembre

La seconda parte è sempre iniziata con il trittico Invisible, Even Better Than The Real Thing e Mysterious Ways. Cui facevano seguito i momenti sull’e-stage, tra loro sempre diversi e dove hanno trovato spazio queste canzoni: Elevation 32 volte, Desire 29 volte, Angel Of Harlem 25 volte, Sweetest Thing 16 volte, Ordinary Love 11 volte, Volcano 10 volte, California 4 volte e When Love Comes To Town 4 volte (tutte a maggio in prossimità del ricordo al povero B.B.King che ci è mancato in quei giorni).
Nell’e-stage sono state proposte tra le altre anche Stuck In A Moment per 5 volte, Lucifer’s Hands 3 volte, Party Girl 3 volte e Two Hearts Beat As One 3 volte in totale, anche se nel suo esordio a New York il 27 luglio, è stata proposta in apertura subito dopo The Miracle,.
Aggiungiamo nello stesso slot anche The Crystal Ballroom suonata sull’e-stage a Chicago il 28 giugno ed a Boston il 14 luglio.

La parte sull’e-stage continuava con Every Breaking Wave, sia in Nord America che in Europa, suonata in tutte le 76 serate proprio quando veniva riposto un pianoforte per Edge che rimaneva da solo con Bono per un eccellente momento acustico.
Negli USA subito dopo era il turno di Bullet The Blue Sky e pressochè ovunque, grazie alla sua intensità, è ricordato uno dei momenti top del concerto, cui faceva seguito sempre lo snippet di The Hands That Built America, suonata 36 volte ad introdurre il trittico finale della seconda parte.
In Europa invece dopo Every Breaking Wave è stata riproposta October, per un totale di 42 esibizioni, tutte le 40 europee più due volte negli Usa, il 18 e 19 luglio al Madison Square Garden.
October in Europa è stata accompagnata dalle incredibili immagini da Kobanî, che abbiamo voluto approfondire con questo articolo.
Il passaggio Every Breaking Wave, October, Bullet The Blue Sky, Zooropa, Where The Streets Have No Name, sarà uno dei momenti che i fan ricorderanno sempre.

Successivamente a questa sequenza, sono state proposte With Or Without You e Pride in tutte le 76 serate, sia in Nord America che in Europa dove però la cara e vecchia Where The Streets Have No Name, anch’essa suonata sempre, veniva anticipata da una delicata Zooropa, che si è evoluta tra Torino 4 settembre e Parigi 7 dicembre, sia nei suoni che componevano la base, sia per l’intervento diretto di The Edge nelle ultime date del tour.

11935025_10154375011128475_333911853470278801_nTorino 4 settembre

Gli encore negli USA sono stati in generale più vari rispetto all’Europa dove sono sempre iniziati con City Of Blinding Lights, suonata 74 volte (sempre ad eccezione della seconda di Vancouver e della seconda di Phoenix) seguita da Beautiful Day, suonata tutte le sere.
In questa slot prendono posto anche One, suonata in tutto 40 volte con Bono che lasciava spazio ai cori dei fan nella prima strofa, ma che probabilmente raggiunge il picco emotivo a Torino il 4 settembre quando ci siamo sostituiti dall’inizio alla fine al nostro cantante.
I Still Haven’t Found è stata suonata alla fine dei concerti per 21 volte spesso alternata a One.
Bad suonata in totale 25 volte, sempre negli encores tranne a Los Angeles il 27 maggio, giorno della morte del povero Dennis Sheehan, quando viene suonata prima di With Or Without You al termine della seconda parte.

Grossolanamente queste sono le scansioni dei pezzi in tutto il tour, poi prendono parte alla lista alcune canzoni suonate per vari motivi in qualche città specifica, come Zoo Station proposta a Berlino il 24 settembre, Spanish Eyes a Barcellona il 10 ottobre, Magnificent dall’e-stage di Amsterdam il 13 settembre, In God’s Country a Phoenix il 22 maggio, Miracle Drug una volta a Vancouver ed una volta a Phoenix, New Year’s Day totale tre volte, a Berlino, Londra e Dublino, The Troubles in totale quattro volte a Vancouver, Los Angeles, Montreal e la sesta di New York.
Splendida in ognuna delle sei esibizioni anche All I Want Is You, suonata sempre con grande intensità e con il giro in tutto simile alle prime proposizioni. Los Angeles, Chicago, Toronto, Boston, New York e solo una volta in Europa, a Londra il 30 ottobre.

Mother And Child Reunion, una cover di Paul Simon, è stata suonata in tutte le serate ed è stato il pezzo sul quale Bono ringraziava (RED) e One Campaign.

Pezzo di chiusura dei concerti è stata One per 36 volte, I Still Haven’t Found per 19 volte, 40 per ben 17 volte, People Have The Power in 3 occasioni e Stand By Me una volta

CSMNngaWIAAEBxo.jpg largePsalm23, Bono tra Raised By Wolves e Until The End Of The World

Dicevamo 116 snippet in totale, California (There Is No End To Love) sul finale di Streets, è l’unica proposta sempre assieme al Psalm23, letto da Bono tra Raised by Wolves e Until The End a terminare con l’ormai celebre COMFORT MEEEE.

Tra tutta la lista ricordiamo: 19 di HardCastle viene cantata 53 volte su Bullet assieme a Ode To Joy che si è sentita 40 volte. Burning Down The House 47, Words 38, Sent In The Clowns 32 in The Electric Co., When Johnny Comes Marching Home 32, Do You Remember Rock ‘n’ Roll Radio 30 all’inizio di Vertigo, I Remember You 27 e God Save The Queen 26.
Love Me Do è stata accennata dall’armonica dì Bono per ben 14 volte e sempre in coda a Desire, mentre il leggendario coro di 40, How Long To Sing This Song, si è sentito 11 volte e Break On Through dei Doors ben 10 volte.
All You Need Is Love per 7 volte e Sgt. Pepper’s 6 volte, Helter Skelter 1 volta a New York il 30 luglio,  completano il momento dedicato ai Beatles.

Dopo i tragici fatti di Parigi, Bono ha cantato Ne Me Quitte Pas di Jacques Brel per 5 volte, sempre durante la proiezione dei nomi delle povere vittime dei tragici attentati.
Walk On The Wild Side viene cantato a Boston l’11 luglio, in ricordo della leggendaria esibizione del Live Aid di trent’anni prima.

A Torino in entrambe le serate Bono ha intonato Torna a Surriento alla fine di Beautiful Day e Mofo è stata accennata a Vancouver ed a Phoenix prima di Iris.
Fino ad arrivare agli snippet per eccellenza dei nostri, su With Or Without You quest’anno abbiamo sentito Shine Like Stars 11 volte e Love Will Tear Us Apart 5 volte. Proposte entrambe contemporaneamente, nella seconda serata di Glasgow e nella quarta di Dublino il 28 novembre.

11220460_10154375942448475_8142492975160478550_nTorino 5 settembre, Zucchero sul palco in chiusura

Da Vancouver a Parigi parecchi fan sono saliti sul palco per interagire in vari modi con gli U2. Alcuni sono saliti a cantare con Bono, soprattutto su Desire, altri hanno suonato le chitarre di Edge, quasi sempre su Angel Of Harlem ed altri fan ancora, ai quali è stato consegnato un device collegato a Meerkat, attraverso il quale è stato possibile rivivere direttamente dal palco le immagini in tempo reale.

Questo ieTour verrà ricordato anche per i diversi ospiti chiamati a contribuire.

A New York:
– Jimmy Fallon il 22 luglio per cantare Desire
- Lady Gaga il 26 luglio,per suonare Ordinary Love
- Paul Simon il 30 luglio per cantare Mother And Child Reunion assieme a Bono
– Bruce Springsteen il 31 luglio accompagna gli U2 sia su I Still Haven’t Found che su Stand By Me alla fine del concerto

A Londra:
– Noel Gallagher il 26 ottobre raggiunge la band su I Still Haven’t Found What I’m Looking For
- Patti Smith chiude lo show del 29 ottobre con la sua People Have The Power meravigliosamente riproposta assieme alla nostra band.
La stessa sacerdotessa sale sul palco con gli U2 a Parigi il 6 dicembre, sempre per cantare il suo pezzo.

Zucchero a Torino il 5 settembre su I Still Haven’t Found What I’m Looking For a chiudere il concerto e gli Eagles Of Death Metal in chiusura del tour a Parigi il 7 dicembre.

CUnEppwWoAAT3y_.jpg largeFonti: per le statistiche U2gigs + innumerevoli post scritti dai placers nel forum di U2place

Le 20 canzoni che fanno impazzire i fan degli U2

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Milioni di persone ascoltano gli U2, alcuni sono semplicemente simpatizzanti, altri veri e propri fan e altri ancora degli “hardcore” fan. Questi ultimi sono quei fan che ai concerti aspettano la canzone cosiddetta “chicca” che solo loro e pochi altri conoscono o semplicemente amano.
Ecco quindi una classifica delle canzoni, in ordine crescente, che fanno impazzire i super fan degli U2… ovviamente la maggior parte di questi brani è sconosciuta alla maggior parte degli ascoltatori degli U2 e solo chi conosce profondamente la band ne apprezza il valore.

20. Lady With The Spinning HeadB-side di ‘Achtung Baby’ e “mamma” di diverse canzoni di AB.
19. MercyMai pubblicata e suonata solo dal vivo dal 2010 in poi.
18. Native SonB-side di ‘How to Dismantle an Atomic Bomb’.
17. Xanax And WineB-side di ‘How to Dismantle an Atomic Bomb’.
16. GlastonburySuonata solo dal vivo nel 360 Tour 2010 e a Glastonbury.
15. Alex Descends Into Hell for a Bottle of MilkB-side di ‘The Fly’.
14. Two of Happy, One Shot of SadScritta per Frank Sinatra e pubblicata nel singolo di ‘If God Will Send His Angels’.
13. Wave of Sorrow (Birdland)B-side del remastered di ‘The Joshua Tree 2007′.
12. The Ground Beneath Her FeetTraccia della colonna sonora di ‘The Million Dollar Hotel’.
11. StatelessTraccia della colonna sonora di ‘The Million Dollar Hotel’.
10. The Return Of Stingray GuitarTraccia di apertura del ‘360 Tour’ in Europa nel 2010.
09. Summer RainEstratta dalle session di ‘All That You Can’t Leave Behind’.
08. Big Girls Are BestB-side di ‘Walk On’.
07. Trash, Trampoline & the Party GirlB-side di ‘A Celebration’.
06. Luminous Times (Hold On To Love)B-side di ‘With or Without You’.
05. Holy JoeB-side di ‘Discothèque’.
04. SalomeContenuta nelle ‘Achtung Baby Session’.
03. North and South of the RiverB-side di ‘Staring At The Sun’.
02. Silver LiningVersione primordiale di ’11 O’Clock Tick Tock’.
01. Pete the ChopB-side di ‘New Year’s Day’.

Fonte: Rollingstone.com