Gavin Friday sul nuovo album degli U2, intervista di Hot Press

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In un’intervista web esclusiva di Hot Press, Gavin Friday racconta la sua attuale situazione da artista, dalla quale estraiamo la parte che più ci interessa, quando cioè gli viene chiesto se gli impegni con gli U2 lo hanno distratto dal suo nuovo disco: dal Joshua Tree sono stato parte del creative team per organizzare gli show. Questo è stato un tour molto ambizioso, un sacco di lavoro, la pre-produzione ha portato via due mesi, quindi si, ha rallentato il lavoro sul nuovo disco.

Proseguendo nell’intervista, gli viene chiesto se ha avuto modo di sentire qualche pezzo Experience (il prossimo album): Ho sentito alcune cose, gli U2 tendono a lavorare dalla A alla Z. Wow, ci sono 26 fucking incredibili pezzi qui, c’è materiale per tre album qui! Poi improvvisamente si scelgono le 12 canzoni da mixare. Sono molto produttivi, c’è tanto materiale che non è finito su Songs Of Innocence, ci vorrebbero 1000 anni per mettere tutto insieme. Ho sentito il lavoro degli U2, ed è eccitante, più aggressivo rispetto all’ultimo album.

Sono dichiarazioni che sembrano in contro tendenza rispetto a quanto detto da Edge solo pochi giorni fa, che a loro volta suonavano come una doccia fredda rispetto a tutto quanto abbiamo sentito negli ultimi due anni.

Come sempre a noi fan non resta che attendere fiduciosi.

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La notizia arriva dalla pagina Facebook di Julian Lennon, oggi se ne è andato Jerry Mele, capo della security degli U2 dal lontano Lovetown Tour nel 1989, fino a tutto il Pop Mart Tour nel 1997. Altri pezzi della famiglia degli U2 che ci lasciano. Un piccolo pensiero per un uomo che ha vissuto quasi vent’anni della sua vita, assieme alla nostra band. Ciao Jerry

 

U2 finalisti per due Billboard Music Awards

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Terminato il Tour, fioccano le nominations per gli U2, nello specifico nella categoria Top Duo/Group e Top Touring Artist, nella prossima serata del Billboard Music Awards.

La finale sarà il prossimo 22 maggio. Assieme alla nostra band, per il Top Touring Artist sono selezionati anche Madonna, i Rolling Stones e gli One Direction, mentre nella categoria Top Duo/Group, se la vedranno con i Maroon 5, gli One Direction, gli Twenty One Pilots ed i Rolling Stones.

La giuria di Billboard ricorda che i finalisti sono stati selezionati in base alle interazioni dei fan, sia tra i Social Netword sia incrociando i dati di vendita considerando sia gli album che le vendite digitali, i passaggi radio e l’attività in streaming.

Qui tutta la lista degli altri Awards in palio.

originalFONTE @u2

 

Adam Clayton e #MindYourSelfie

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Ne parlavamo nel lontano 2012, quando Adam Clayton diventa ufficialmente ambasciatore di Walkinmyshoes
In questi giorni sono stati messi a disposizione degli ebook, tutti con tema diverso e contenenti consigli su come prendersi cura della nostra salute mentale, come saper interpretare i segnali di pericolo e descrizioni di alcune cause di questi problemi.

Manda anche tu il tuo selfie, segna l’hashtag #walkinmyshoes e #MindYourSelfie, verrai retwittato dalla pagina ufficiale ed anche dalla pagina twitter di U2place. Una semplice divulgazione, che invita alla sensibilizzazione.

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The Joshua Tree: bianco e nero, buoni e cattivi.

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The Joshua Tree è un nome evocativo, potentissimo, fortemente riconoscibile ovunque. Pochi altri dischi hanno titoli (e simboli) così evocativi sostenuti da contenuti così pesanti, pensiamo a: “Dark Side Of The Moon”, “Exile on Main Street”, “Nevermind”, “Born to Run”, etc…
“The Joshua Tree” rappresenta un’epoca e una pietra miliare nella musica Rock da diventarne sinonimo, evoca nel fan degli U2 una sensazione di benessere che è difficilmente descrivibile; per tutte le altre persone non iscrivibili nella cerchia di fan trasmette comunque ammirazione e rispetto.
The Joshua Tree doveva chiamarsi “The Two Americas” e doveva essere un album doppio, con due volti, come l’America, quella buona e quella cattiva, quella ricca e quella povera.
Un termine anche questo che nell’immaginario comune rappresenta e simboleggia qualcosa di mitico, di irraggiungibile, di meta da raggiungere tanto che l’espressione “hai trovato l’America” non esiste a caso.
Eppure l’America, che per come viene intesa da molti rappresenta gli Stati Uniti d’America, ha da sempre un doppio volto.
Lato A e Lato B di cui Bono e soci si sono accorti nei loro viaggi e che hanno deciso di mettere in musica e che ancora oggi è così.

La stessa copertina è bianca o nera, è un albero in mezzo al deserto.
Acqua e deserto, vita e morte, bianco e nero, buio e luce, questo è The Joshua Tree, questo è l’album più evocativo di questa band di due lettere, due, come i volti dell’America, due opposti anche qui: una lettera e un numero.
Eppure estremamente legate e collegate tra di loro tanto da non poter essere divise e soprattutto da non poter vivere una senza l’altra: Con o senza te, with or without you.
The Joshua Tree fin dalla copertina è un disco di “estremi”, così lontani ma così vicini. Un albero solo, in mezzo al deserto della Death Valley, non un albero tra tanti, ma un albero in mezzo al deserto… cosa c’è di più opposto di un albero che affonda solitamente le sue radici in un terreno fertile con un deserto dove di fertile c’è ben poco?
Eppure The Joshua Tree parla di questo, del bianco (Where the streets have no name) e del nero (exit), dei buoni e dei cattivi…

Ed ecco che ritorna la dicotomia inscindibile di questo meraviglioso album: in The Joshua Tree si parla di pioggia, di acqua, di oceano, di fiumi e di alluvioni ma allo stesso tempo si parla anche di deserti, di aridità, di montagne e di pianure, di vita e di morte… l’acqua nel deserto. Esiste qualcosa di più opposto dell’acqua in un deserto? Un proiettile nel cielo blu, l’immagine stupenda di un cielo blu contrapposta al terrore di bombe e aerei da guerra.
E non è solo l’alternanza di paesaggi e di natura contrapposta, ma anche di atteggiamenti: parlare con gli angeli e dare la mano al diavolo, una mano “calda nella notte” (di solito più fredda del giorno), freddo come una pietra (quando il corpo umano è caldo): vita e morte, luce e buio, la contraddizione fa di The Joshua Tree la perla più rara.

Eppure la divisione non è un limite, è un vantaggio e questo vantaggio diventa sempre più chiaro man mano che ci pensiamo. Non può esistere il giorno senza la notte, non può esistere il buio senza la luce e la luce senza il buio, non può esistere il bene senza il male, yin e yang, acceso e spento, zero e uno, vita e morte.

Con o senza te, questo ci insegnano gli U2 di The Joshua Tree, che esistono sì gli estremi, ma in mezzo ci sono miliardi di sfumature e noi siamo questo e non possiamo scegliere un estremo o un altro; gli U2 sono questo, una band di contraddizioni, una band che inizialmente può dividere ma alla fine unisce perché nella storia degli U2 c’è tutta la gamma di sfumature dell’universo, e sì, ci siamo anche noi.

Angelo o diavolo
Ero assetato
E tu bagnasti le mie labbra

Correte subito a riascoltarlo e non fermatevi più.

Rudy Urbinati

Gli U2 vincono l’iHeartRadio 2016 Awards

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Bono e The Edge hanno ritirato ieri il premio 2016 Innovator Award alla cerimonia degli iHeartRadio Awards tenutasi a Los Angeles ieri sera.
The Edge, durante il discorso della premiazione, ha affermato che il futuro della musica è “rock and roll” mentre Bono ha affermato che: “Immagino che una band che usa ancora un basso, una chitarra e una batteria dopo tutti questi anni di rock and roll non sembri così innovativa, ma il rock and roll ha più a che fare con lo spirito che con la carne”.

The Edge ha replicato che “Penso che la cosa che può essere la più innovativa di tutte per la nostra band è che siamo una vera band, siamo ancora una band delle scuole superiori”.

Bono e The Edge hanno dunque ringraziato Daniel Lanois, Brian Eno e Brian Burton tra gli “Innovatori”.
“L’innovazione è qualcosa che ricerca il futuro prima che arrivi. Ho cercato di fare questo con la One Campaign con le mie parole, e The Edge ha fatto lo stesso”, ha detto Bono.

Bono ha inoltre ringraziato iHeartRadio per aver suonato “Every Breaking Wave” e “Song for Someone” nelle sue stazioni radio.

“Assurdo che ci siano luoghi nel mondo dove fare musica è un crimine, dove puoi andare in galera per aver espresso un’opinione, dove puoi prenderti un pugno in faccia per aver contradetto qualche politico”, ha concluso Bono.

Bono è parso visibilmente provato dal jet-leg dopo essere appena rientrato da un lungo viaggio dei giorni scorsi: Egitto, Turchia, Giordania e Kenya.

Adam e Larry non erano presenti alla cerimonia.

U2 nuovo disco? Doccia fredda di Edge ma…

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Dopo alcuni rumors sempre più insistenti, che riguarderebbero il proseguo del Tour in Usa da settembre (Los Angeles la prima) ed in Sud America da febbraio, arrivano alcune dichiarazioni di Edge a raffreddare un pò l’ambiente, usando una metafora per descrivere la situazione: E’ davvero difficile dire quando riusciremo a pubblicare il nuovo album, siamo ancora in mezzo alle erbacce (U2 are still in the weeds) e non abbiamo ancora prenotato l’impianto di pressatura, per dirla così.

Edge parla a RollingStone.com e conferma ancora una volta che si chiamerà Songs Of Experience, abbiamo sempre pensato ad un insieme di due dischi uniti tra loro.
Abbiamo una cinquantina di demo su cui lavorare, di questi circa 20 di cui siamo entuasiasti, siamo però in buona forma per stringere i tempi.
Suona tutto davvero alla grande, ma allo stato attuale siamo ad un punto di partenza e cercheremo di essere decisi (brutal, cit) sui pezzi da eliminare rispetto a quelli su cui concentrarsi con le idee migliori.
Ammette che in questo video, al secondo 4,26 c’è qualcosa di uno di quei demo, un groove killer dal ritmo sincopato, non so se vedrà mai la luce in un album degli U2, sono solo prove personali.

D’altra parte però potrebbe voler dire un ritorno in Tour ‘abbastanza presto, anche senza nuovo album da riproporre. Se torneremo in tour nuovamente, ci sarà di sicuro qualche cambiamento, non sarà lo stesso concerto.
Abbiamo vissuto tanti momenti tra noi, è difficile per una band in Tour da così tanti anni, proporre sempre qualcosa di fresco e diverso e siamo curiosi di capire se saremo in grado di alzare il livello ulteriormente.

Abbiamo solo sintetizzato un’intervista a RollingStone, ma c’è la sensazione forte di aver già sentito negli anni le stesse frasi. A noi sembra che il nostro Edge metta le mani avanti per creare ancora più pathos.
A noi non resta che attendere l’evoluzione mantenendo il tasso di interesse alto, senza scordare però le fantastiche serate vissute di recente.

CUnEppwWoAAT3y_.jpg largeFONTE, RollingStone

The Edge’s signature Stratocaster

La Fender, storica marca di chitarre, bassi ed amplificatori, ha realizzato in collaborazione con Edge un modello di Stratocaster, l’iconica chitarra elettrica usata da una infinità di musicisti rock, ed un amplificatore.

Eccovi i tre video di presentazione:

Fender Signature Presents: The Edge

Inside The Edge Signature Fender Stratocaster

Inside The Edge Signature Fender Deluxe Amplifier

fonte: fender.com

 

U2place ospite di Radio DeeJay venerdì 25 marzo [PODCAST]

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ASCOLTA o SCARICA il postcast della puntata

Il prossimo venerdì pomeriggio, dalle ore 17.00 alle ore 18.00 durante la trasmissione Tropical Pizza, U2place sarà ospite di Radio DeeJay per parlare del recente ieTour e delle varie situazioni tipiche di noi fan.

Come tutti i fan, anche noi viviamo il Tour dal giorno dell’annuncio delle date, al concerto, passando per l’organizzazione della giornata, ai sacrifici anche economici. Cercheremo quindi di parlare delle nostre emozioni e delle nostre aspettative.

Saranno rappresentati tutti i fan U2 italiani, che anche nei recenti concerti, hanno saputo continuare la tradizione calorosa iniziata nel febbraio 1985, dalla famosa frase di Bono: La prima ma non l’ultima, fino ad arrivare ai recenti fantastici concerti di Torino, passando per le leggendarie nottate del Joshua Tree Tour del 1987, alla lunghissima estate dello ZooTV, all’indimenticabile giornata dei 150.000 di Reggio Emilia ed alla clamorosa nottata di Torino di fine luglio 2001, ricordando le incredibili coreografie organizzate a San Siro nel 2005 e nel 2009 a Milano e nel 2010 all’Olimpico di Roma, che grazie all’impegno di tutti i fan italiani, rappresenteranno sempre il generoso saluto italiano agli U2.

U2place è già stato ospite di Radio DeeJay in occasione dell’intervista rilasciata da Albertino e questa volta saremo in diretta nella trasmissione Tropical Pizza magistralmente condotta da Nikki.
Sintonizziamoci tutti!

12115520_10154480987003475_3357302795021247293_nBono ricorda ancora la coreografia dei fan italiani, qui sopra autografo con dedica fatta a Londra nel recente Tour

U2, l’importante indotto creato a Torino il 4 e 5 settembre scorsi

IMAG0033 Ospitare un concerto degli U2 per una città è sicuramente un enorme privilegio per la cassa di risonanza a livello mondiale, ma non va trascurato che dove vengono ospitati, creano un indotto importante che si spalma in tutta la città.
Ed in occasione delle due recenti date dell’ieTour del 4 e 5 settembre, è di circa sei milioni il conteggio della ricaduta economica avuta da Torino. Il calcolo è della Camera di Commercio e della Fondazione Fitzcarraldo, che hanno intervistato un migliaio di fan in quei due giorni, raccogliendo parecchi dati.

Dei 28mila partecipanti complessivamente nelle due serate, solo il 12% è della provincia di Torino, circa l’80% dal resto d’Italia ed il 7% dall’estero (abbiamo riconosciuto fan dagli Usa, dalla Spagna, molti francesi e dallo UK).
Ogni spettatore italiano ha speso in totale circa 129 euro, mentre gli stranieri oltre il doppio, circa 286 euro. Circa il 60% ha vissuto la città, scegliendo di dormire una o due notti a Torino, con circa 6.168 stanze acquistate, +66% rispetto allo stesso week end del 2014.
Circa un/terzo dei presenti è stato in città per la prima volta.
Il 12,4% è il giro d’affari creato dal pubblico che si muove solo per gli U2, che è la statistica dei fan che partecipano a più di 6 concerti l’anno, mentre la metà circa, il 48,3%,  partecipa al massimo ad uno o due concerti dei nostri, quando questi sono in Tour.

Anche in questo articolo abbiamo parlato della ricaduta economica del recente Tour degli U2, è innegabile che l’indotto possa fare gola a tutte le varie amministrazioni, ma rimane fondamentale avere la struttura in grado di poter soddisfare le esigenze, ed il Pala Alpitour è l’unico in Italia a poter essere accostato ai grandi palazzetti europei, che anche recentemente abbiamo potuto assaggiare.
A Torino siamo stati bene, città bellissima, ottima struttura e meraviglioso contesto, perchè è raro poter vivere un preconcerto come all’esterno del PalaIsozaki, con il suo largo vialone pedonale.

bono vox u2 concerto torino porta pizza a pubblico foto daniele solavaggioneBono consegna le pizze la vigilia di un concerto – foto trovata online

FONTE