13 luglio 1985, gli U2 fanno la storia del LIVE AID

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Merita alcune righe a parte il capitolo Live Aid e cerchiamo di tornare a quello spensierato tardo pomeriggio di metà luglio del 1985. Bob Geldof già promotore del progetto Band Aid, il cui singolo Do They Know It’s Christmas a fine 84 andrà in testa alla classifica, sviluppa l’idea di organizzare il primo immenso concerto benefico, il Live Aid appunto. Gli U2 partecipano perchè ‘si sentono coinvolti nel Live Aid e perchè si tratta di musica e non di aspetti economici. […] Se solo pensiamo ai costi per produrre Star Wars o il budget per la produzione di missili offensivi/difensivi, il deserto dell’Africa potrebbe essere trasformato in terre fertili. La tecnologia è con noi, i tecnocrati no. Facciamo parte di una civiltà che si protegge investendo nella vita o investendo nella morte?

Alle ore 17.20 in punto, Jack Nicholson in collegamento da Philadelfia annuncia una band from Dublin, Ireland. I nostri entrano nell’arena di Wembley con grande determinazione, a partire dal poderoso urlo di Bono: Sunday Bloody Sunday! Band concentratissima e pezzo suonato con veemenza e generosità, con una stupenda cornice di pubblico, one more urlata più volte, fino ad arrivare al termine della canzone, con il nostro Bono inginocchiato sul microfono e dalle casse risuona quasi subito la base inconfondibile di Bad. Le immagini riprendono Wembley dall’alto, gremito in ogni ordine di posto con tutti i presenti all’unisono finchè accompagnano i nostri con il battito di mani, al ritmo del nostro magico suono.
Satellite Of Love il primo snippet in apertura al quale subentra If you twist and turn away e l’atmosfera con il pubblico diventa un tutt’uno. La telecamera inquadra solo persone immerse nel sound dei nostri, Bono ritma con il ginocchio destro nei suoi pantaloni di pelle nera. Falsetto impeccabile, so let it go and so find awayyyy i’m wide awake. Favoloso cari fan, favoloso!

Dentro a Wembley e davanti ai teleschermi siamo tutti rapiti dalla potenza degli U2, Bono canta ad occhi chiusi, concentrato. Adam sulla sua sinistra continua a guardarlo, Edge regala una performance clamorosa, Larry detta il ritmo, è indiavolato. Larry è una macchina! Bono è spesso proteso verso il pubblico, dalla TV arrivano immagini suggestive, find awayyy, find away e scende di un piano del mega-palco, cercando qualcuno con cui ballare.
Alla fine vola giù, mentre la nostra band continua imperterrita il favoloso giro strumentale e lo fa all’infinito, a memoria. Una ragazza mora lo raggiunge, altre due salgono sul palco, lui le bacia e le abbraccia tutte. Finalmente Bono torna in alto e raggiunge gli altri, dentro Wembley si adora questo momento, Ruby Tuesday e gli spettatori lo seguono, please to meet you!! Poi tocca she could hear the satellite coming down, pretty soon she was in London town, Wembley Stadium and all the people went  do do do dodododododo do do dodododo seguito dal pubblico,  favoloso! Walk on the Wild Side!
Bad così lunga invade il territorio di Pride che non viene suonata, ma per i nostri U2 questo quarto d’ora è pesante come l’oro massiccio, un vero punto di partenza.
La loro esibizione è una di quelle maggiormente ricordate per qualità e intensità e nei mesi a seguire triplicano le vendite degli album e noi a distanza di ben 31 anni, ci ricordiamo per filo e per segno ogni dettaglio di quei momenti.

Ecco la loro fantastica esibizione:

 

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